Matte risate

Posted on settembre 2, 2012 di


Che il caro Pierferdinando Casini (1955), intento a perfezionare allo specchio il suo impeccabile nodo della cravatta, si lasci scappare un sorriso al pensiero di un ragazzotto di nemmeno quarant’anni che si appresta a presenziare un incontro di vertice internazionale, lo possiamo capire.

E’ nota -e caratteristica del nostro Paese- la sicurezza che gli anziani nutrono nelle loro capacità: i più giovani possono ambire al massimo, forse e difficilmente, ad avvicinarsi a tali eccellenze e capacità di far politica. Con sicuro rammarico ma una certa punta di orgoglio si chiedono come si potrà andare avanti, dopo di loro.

Certo, se mai ci sarà un dopo.

Il buon (onorevole) Pierferdinando Casini è sì divertito in un primo momento di fronte a tale paradossale visione, ma la preoccupazioni per il presente e il futuro del nostro Paese non tardano ad affiorare nel suo cuore. Ecco quindi che, per il bene comune, si sente in dovere di esternare le sue preoccupazioni a mezzo stampa, donando preziosi suggerimenti ai suoi possibili alleati e sicurezze ai suoi coetanei: “Fa ridere immaginare che al prossimo vertice con la Merkel l’Italia non mandi Monti ma Renzi. E finché rido io non c’è problema, ma se si comincia a ridere in giro per l’Europa altroché se il problema c’è”.

Il mio innato spirito altruistico mi spinge ad aiutare e rassicurare sempre il prossimo, soprattutto se un po’ avanti con l’età. Cercherò quindi di portare quel po’ di pace nell’animo del caro (onorevole) Pierferdinando Casini, così che possa coricarsi senza avere il cuore appesantito da foschi pensieri.

Eh sì, perché caro (onorevole) Casini, le ragioni per non preoccuparsi (o sorridere istericamente) sono diverse e qui di seguito avrò cura di riportarne alcune:

– Perché mai i premier europei, dopo vent’anni di incontri con il Primo Ministro italiano Silvio Berlusconi, dovrebbero ridere di un suo successore under 40? E’ stato già ampiamente dimostrato che taluni comportamenti puerili e votati al gioco e al divertimento sono più spesso  assunti da soggetti anziani che, superata la fase di crescita personale e professionale, tornano ad assumere atteggiamenti riconducibili alla fase della pubertà. Un uomo di 40 anni, tendenzialmente, è più votato al raggiungimento di obiettivi professionali ambiziosi e concreti, piuttosto che a rincorrere piaceri e divertimenti di cui ha probabilmente già goduto pochi anni prima e di cui potrà godere negli anni del suo disimpegno.

– Perché mai noi italiani, cittadini di un Paese in inarrestabile declino culturale, sociale ed economico, dovremmo temere di abbandonare quella strada che, percorsa negli ultimi 20 anni, ci ha portato diritti nell’abisso, piuttosto che tentare una nuova via che, male che vada, ci lascerà nello stesso pantano in cui ci troviamo oggi? “Chi lascia la strada vecchia per quella nuova, sa quello lascia ma non sa quello che trova”. Vero, ma è proprio il sapere cosa potremmo lasciare che ci spinge a scegliere qualsiasi altra strada, ma non quella vecchia.

– Perché mai lei, caro Casini, dovrebbe preoccuparsi al pensiero di un ragazzo che gira per l’Europa incontrando i più importanti leader per portare avanti gli interessi del nostro Paese? Forse che per parlare di innovazione, è meglio affidarsi a un 70enne? Forse che per decidere del nostro futuro, è più saggio chiedere a chi ha già sbagliato infinite volte nel passato? Forse che per capire e risolvere i problemi del presente, si ritiene più affidabile chi quei problemi li ha creati?

Perché vede, caro Casini, se l’immagine di Renzi di fronte alla Merkel la fa ridere, mi chiedo che cosa prova ad immaginare i suoi più esimi e coetanei colleghi -e perché no, sé stesso-, nella medesima situazione. Io, ormai, poca rabbia e molta compassione. Quella stessa compassione che si prova nel guardare alcuni  poveri anziani che, per dimostrare (e dimostrarsi) di essere ancora abili e capaci, vanno alla balera cercando di imitare i balli scatenati dei “giovanotti”, caricandoli a volte anche su youtube…