settimo: rubare perché si può

Posted on settembre 29, 2012 di


Due giorni fa in ufficio una collega lascia 10 minuti il proprio telefono incustodito. Ovviamente sparito. Senza entrare nei particolari, l’ipotesi più probabile è che il ladro non sia un collega, ma semplicemente qualcuno “di passaggio”. L’ha visto. L’ha preso.
Oggi vado al supermercato. Evito di mettere l’ombrello nel contenitore comune, troppe volte al ritorno qualcuno “sbagliandosi” aveva preso il mio. Lo porto con me. Lo appoggio dieci secondi a uno scaffale. Mi distraggo. Riguardo lo scaffale. Ovviamente l’ombrello sparito.

Quello che davvero mi fa imbestialire dei due fatti. In entrambi i casi, impossibile la “predeterminazione”. Siamo ben lontani dalla figura romantica del “ladro”, di quello che studia, prepara il colpo, lo realizza anche con una buona dose di rischio personale. Niente furto di diamanti o assalti al treno. No.

In entrambi i casi si tratta del classico “cittadino qualunque” che ha semplicemente visto una cosa, una cosa non sua, e l’ha presa. L’ha presa perché, semplicemente, poteva farlo. Perché qualcuno è stato talmente stupido da lasciare quella cosa incustodita, uno stupido si è fidato, ha pensato di vivere in un Paese civile. E allora il nostro cittadino qualsiasi ha pensato bene di ricordargli che noi viviamo in un Paese ben diverso.

Fregare e fregarsene le mani.

Perché si può.

E perché quello che si può fare è automaticamente giusto.

Penso anch’io, con Bauman e con l’Abate Faria, che c’entri il ’68, aggiungo che c’entra soprattutto il ’68 italiano, ovvero quello di chi prima tirava le molotov e poi è andato a fare il servo (giornalista?) del padrone, ma credo ci sia anche dell’altro.

Credo che basti accendere la TV o leggere i giornali e capire, per l’ennesima volta e speriamo una volta per tutte, che i cittadini hanno i politici che si meritano e viceversa, che questa storia della “casta” è in fondo una cazzata, perché qui tutti rubano, tutti fregano, tutti se ne fregano, con buona pace dei cattolici e dei loro vetusti comandamenti.

Posted in: #NuovaResistenza