Dalla Sicilia all’Italia…alla Grecia! Quali scenari per il 2013?

Posted on ottobre 30, 2012 di


Con tutta probabilità si tornerà a votare col Porcellum, ad aprile 2013.

Allo stato attuale, intravediamo tre possibili scenari:

1a) Elezioni con nessuna coalizione in grado di governare e, dunque, successivo accordo Pd, Udc, Sel e chi vorrà starci con Bersani Premier (da ridere!) e Casini Presidente della Repubblica (da piangere!)

1b) Elezioni con nessuna coalizione in grado di governare e sbocco verso un nuovo governo tecnico (e qui lo “sbocco” ci sarà nel vero senso letterale del termine per noi…)

2) Costituzione, come nel 1993, di un “rassemblement di  partiti/movimenti” al centro che recuperino astensioniti ed elettori delusi del centro destra (cattolici, Italia Futura, quel che resta del Pdl, Bonanni, etc, etc) con possibilità successiva di un governo tecnico-politico.

In questo scenario, ci sono 4 elementi destabilizzanti:

– le inchieste della magistratura;

– la crescita del M5s;

– la risposta e pressione “dei mercati” e l’andamento dell’economia;

– le mosse disperate di Berlusconi.

E se invece, miracolosamente, facessero un nuova legge elettorale?

Non cambia quasi nulla…

Si potrebbe configurare quanto segue:

– premio al partito più votato (10-15%?)
– sistema proporzionale con sbarramento al 5% su base nazionale (minore sbarramento se in tre regioni si supera l’8%)
– 2/3 eletti in collegi
– 1/3 in listini bloccati
 
Vediamo allora gli effetti di questa possibile legge:
 
– il Pd sarebbe contento: arriva primo, prende il 10-15% in più dei consensi e NON E’ COSTRETTO A GOVERNARE DA SOLO (e/o ad imbarcare di pietro)
– il Pdl (o ciò che ne eresta) sarebbe contento: ormai ridotto ai minimi termini, entra in parlamento alla grande e diventa probabilmente determinante per un futuro governo (Berlusconi continuerà a tutelare i suoi interessi);
– l’Udc sarebbe contento: impossibile un governo senza il suo appoggio;
– la Lega Nord salverebbe la sua rappresentanza (supera l’8% in almeno tre regioni ed è salva anche qualora scendesse sotto il 5% a livello nazionale)
– di Pietro e Vendola forse avrebbero i loro deputati.
 
Inoltre:

– i partiti avrebbero 1/3 dei loro deputati e senatori nominati dalle gerarchie di partito e dai segretari (nessuna preferenza);

– i partiti cercherebbero così di contenere l’avanzata di Grillo (per forza all’opposizione, anche se risultasse il primo partito);

Inoltre, anche i 2/3 eletti “direttamente” dai cittadini sarebbe fittizio…infatti pare che ci potrebbero essere i collegi, ma i voti di ogni collegio verrebbero raggruppati per circoscrizione e i seggi sarebbero assegnati proporzionalmente ai candidati che prenderanno  la percentuale più alta nei singoli collegi. Insomma, non è affatto detto che chi prende più voti in un collegio venga eletto, né che chi ne prende meno sia escluso. 

Nessuno vi dià, però, una cosa: questa legge somiglierebbe a quella greca!!
Mi pare che il solo paese dove si preveda un premio non alla coalizione ma al primo partito è, infatti, la Grecia.

Comunque, al di là che si faccia una legge elettorale “alla greca”, le similitudini non finiscono qui:

– entrambi i paesi hanno avuto un governo tecnico (là Papademos, qui Monti);

–  anche l’Italia si appresta a cedere ogni sovranità come la Grecia (questo avverrà dopo il bailout, vedrete);

–  si replica il sistema politico greco, dove non c’è alcun partito che supera il 30% dei voti ed infatti il Corriere oggi parla di “sindrome greca” ;

– in Grecia assistemmo al crollo del Pasok, qui al crollo del Pdl; 

– in Grecia si verificò una tenuta senza sfondamento di Nea Demokratia , qui del Pd; 

– in Grecia ci si propose il  “contenimento” di Syriza, qui del M5S.

Insomma, i  partiti italiani potrebbero essere davvero tentati di scegliere il “modello greco” e di trovare una nuova legge elettorale che non permetta a nessuno di vincere, con un possibile duplice scopo:

– arrivare ad un Monti bis (per senso di responsabilità nazionale, certo…)

– arrivare ad un governo di coalizione, di “responsabilità nazionale”…
 
In questo sistema così frastagliato, quale legge elettorale migliore di un sistema proporzionale “corretto”, che escluderebbe alleanze pre-elezioni?
Preparano la “grande ammucchiata”?

Mah…L’Italia, comunque andrà, ne uscirà presumibilmente molto male da un punto di vista democratico e vedrà la propria sovranità parlamentare ridotta ulteriormente.

Non sarebbe il caso che questi partiti, invece di studiare le ennesime alchimie elettorali, provassero ad immaginare il futuro di questo paese tra 20 anni e  tentassero di rielaborare la nostra partecipazione a questa Europa o di prefigurarne anche una nostra possibile uscita?

La Grecia è sempre più vicina…