Gli “UNLIKES” delle Elezioni2013

Posted on febbraio 11, 2013 di


3. La superbia della sinistra.

Ci risiamo. Immarcescibili. Impenetrabili, Perennemente convinti di essere nel giusto. Da 20 anni continuano a pensare che il Popolo sia un popolino e che l’elettore-cittadino medio sia un idiota, incapace di apprezzare quanto Essi siano meravigliosi. Sono loro, gli straordinari leader di quello che alla fine resta il più importante partito italiano, ma che riusciranno, ancora una volta, a perdere queste elezioni, o a vincerle a metà, condannando il Paese a un’altra sciagura dopo il già terribile Ventennio berlusconiano. Sempre che non siano collusi, ovvero attori consapevoli di un sistema dove l’importante è mantenere lo status quo, salvaguardare la poltrona, aspettare la morte da una condizione di privilegio.

2. L’assenza di temi e visioni.

L’Agenda, l’unica vera Agenda, la detta Berlusconi. Ed è l’unica agenda che uno come lui può dettare. Quella del “se mi votate, vi faccio lo sconto, niente IMU e un bel materasso in omaggio”. Gli altri? Gli altri bofonchiano, balbettano, non si capisce nulla di quello che dicono. E se parlano, parlano di cose astratte e generiche come “le tasse”, “il lavoro”, “la sicurezza”, “il welfare”. Siamo ancora qui ad aspettare che si parli, seriamente, di Euro. Siamo ancora qui ad aspettare che qualcuno affronti il tema del Fiscal Compact e di quello che questo implica per chi lo adotta. Siamo ancora qui ad aspettare il completamento del federalismo (che non sia solo fiscale, però). Vorremmo sapere se avremo ancora una politica estera e quale sarà. Vorremmo che i nostri rappresentanti fossero capaci di esprimersi su cose un po’ più grandi e importanti di quello che accade nel nostro piccolo e brutto giardino. Siamo soprattutto qui ad aspettare che ci venga spiegata quale società futura i nostri presunti leader si immaginano. Se quella delle opportunità e dei diritti, o della scomparsa delle prime e della lenta ma inesorabile erosione dei secondi.

1. Giornali e TV.

Non ricordo una campagna elettorale che sia durata così tanto e che sia stata così tanto presente nei media tradizionali. Ore e ore di trasmissioni, pagine e pagine e poi? Poi se si vuole sapere come stanno davvero le cose, molto meglio accendere il pc e cercarsi le notizie da soli. Non è nemmeno più censura, è consapevole manipolazione della realtà. Chi dà fastidio (Grillo, Giannino), non esiste o esiste solo nella critica e nella derisione. Intere Nazioni (vedasi Grecia) spariscono dal racconto. Di fronte al pensiero unico non è ammesso alcun dubbio, alcuna critica. I tribuni fanno e disfano, complici di quei politici che fingono di criticare, l’importante è che lo show vada avanti.