Elezioni 2013: la Responsabilità e la Purezza

Posted on febbraio 21, 2013 di


“Do you know the phrase watershed moment, buddy?”

Stephen King, 11/22/63

 

Fino a un certo punto della mia vita ho pensato che la Storia fosse più potente degli uomini e che, quindi, alcune tendenze, alcune evoluzioni non potessero essere fermate o cambiate, nonostante lo sforzo degli individui e dei popoli.

Poi c’è stato il 2000. C’è stata la Florida. C’è stato Bush. E tutto quello che ne è seguito, quello in cui tutti siamo di fatto ancora immersi.

E allora ho cambiato idea.

Eventi di relativa piccola dimensione, come un pugno di voti in uno stato americano, possono di fatto cambiare il corso degli eventi, addirittura iniziarne uno nuovo e fino ad allora poco prevedibile (e in certi casi infausto).

Con mia grande sorpresa, in uno dei suoi ultimi libri, Stephen King cita proprio la Florida del 2000 come uno di questi esempi. Insieme, naturalmente, all’assassinio di JFK, da cui il titolo. King immagina nel romanzo che sia possibile tornare indietro nella Storia, cambiare l’esito di quell’evento e quindi quello degli anni successivi, ma, ovviamente, si tratta di un romanzo, noi la Storia non possiamo tornare indietro a cambiarla.

Da qui lo stato d’animo con cui mi avvicino a queste Elezioni Politiche.

Parafrasando King, credo che esse possano rappresentare un watershed moment, un momento decisivo, per noi, per i nostri figli, per il nostro Paese.

Da cui la preoccupazione.

Perché di fronte alle sfide della Storia l’Italia ha spesso (se non sempre) scelto la via facile, la via gattopardesca, la via fascista.

E anche questa volta la tentazione è forte, non è vero?

Da una parte, quella di deresponsabilizzarsi completamente rispetto alla collettività, rispetto alle future generazioni: afferrare il tozzo di pane dell’IMU, pensare al qui e ora, pensare a me e al massimo ai miei (la famiglia, gli amici), farsi coccolare dall’abbraccio mortale di cose che non esistono ma in cui ci piace tanto credere come la Padania, la “Casa”, l’Europa (a noi meglio che ci pensino loro).

Dall’altra parte, l’ugualmente fortissima tentazione, ovvero quella della purezza, così cara a molti di noi, a quelli che facciano pure come vogliono, ma senza di me. Non mi riferisco a presunti voti utili (tutti i voti sono utili, ogni voto conta), ma piuttosto a quei voti che non sono frutto di un ragionamento di cosa sia meglio per il futuro di questo Paese, bensì dettati solo dall’orgoglio personale, del non volersi, appunto, sporcare le mani.

Spero per una volta di essere smentito.

 

 

 

 

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