L’ingovernabilità che ci rende stabili. Renzi scaldati!

Posted on febbraio 24, 2013 di


Qui la luce si ritrae
L’aria è saturata dell’eco di lamenti
Scorteccio le parole, aride schegge secche avanti al fuoco
E’ l’instabilità che ci fa saldi ormai negli sradicamenti quotidiani

Memoria
Parla
Consolante
Succedono le età
Succedono le età
Meravigliose

(C.S.I. “Esco”)

[Matteo comincia a scaldarti, tra poco entri tu]

Da qualsiasi parte guardo questa frittata elettorale, quelle che dovevano essere le elezioni più importanti del dopoguerra, da qualsiasi parte mi pare un disastro. Nessuno è riuscito a ritagliarsi un consenso tale da poter imporre il proprio programma o addirittura poter governare in solitaria. E d’altra parte per conquistare consenso bisognerebbe esser capaci di dire delle cose, dirne di intelligenti, dirle in modo intelligente.

Ciò non è avvenuto, come si può facilmente constatare.

Riprendo una brillante osservazioni fatta da Freccero ieri in un programma TV: “I partiti non si differenziano più per niente, se non per l’attore interprete protagonista. I copioni li scrive infatti l’economia”.

L’unica speranza sarebbe veder finire la lista civica di Monti & Friends sotto il 10% e quindi fuori dai giochi, con un PD e alleati a sx. capaci di governare da soli, in modo che si assumano quel coraggio e la responsabilità di “fare qualcosa di sinistra). Ma così non sarà, poiché l’offerta a sinistra è stata talmente povera (di contenuti e – mi perdonino Ingroia, di Pietro, Bonelli, Ferrero – povera da un punto di vista umano)per cui anche il vecchio nonno che aveva sempre l’Unità sotto braccio sta pensando “ma chi me lo fa fare”.

Se ci sarà – e ci sarà – la fragorosa esplosione del movimento 5 stelle (un comico politico al potere, dopo un politico comico. E’ l’Italy, bellezza!), allora sì che i partiti saranno costretti a sfogliare il kamasutra in cerca di ispirazione per formare accoppiamenti più o meno stabili di governo.

[Matteo, fai gli ultimi 5 scatti e togliti la felpa]

Insomma, una bella ammucchiata all’italiana, sempre che i 100 spartani grillini non si vendano alla prima maggioranza creando quelle maggioranze tanto caro alla politica italiana e ai più Responsabili.

Il Grande Vecchio avrà non poche difficoltà a trovare il nome giusto a cui affidare l’incarico.

E comunque, chiunque esso sia, quanto può durare un governo in una condizione del genere, tra gli isterismi berlusconiani, i ritorni di fiamma fascisti, giustizialismi dialettali a sinistra?

Poco, niente, forse qualche mese.

E allora Matteo, sarà il tuo turno. Se ritorniamo al voto subito, la fascia di capitano del PD sarà tua.

Comincia a costruirti un’idea di cosa fare e con chi farlo, che non manca molto.

Sento già lo speaker dello stadio Italia: “Il Partito Democratico annuncia un cambio. Esce Pierluigui Bersani. Entra Matteo Renzi“.

 

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