Disuguaglianze

Posted on marzo 6, 2013 di


Con i miei amici e “colleghi di blog” come avrete capito condividiamo alcune posizioni, su altre siamo diametralmente opposti, ma proprio per questo amiamo confrontarci e cercare continui spunti di riflessione per costruire una semplicissima idea comune: un futuro, migliore e più “nostro”.

Come ho già avuto modo di scrivere in precedenza (ad esempio qui e qui), essendo sempre stato e sentendomi ancora (e nonostante tutto) sinceramente e fieramente di sinistra, vorrei che questa rimettesse in cima alla sua agenda per il futuro prossimo alcuni temi “storicamente” fondamentali per chi la pensa come me: lavoro e uguaglianza, prima di tutto.

Ultimamente sono state pubblicate diverse riflessioni sia dall’Abate (qui) che da Norbig (qui) proprio su questi temi caldi a livello globale. Crisi del lavoro in Italia e in Europa, disuguaglianza galoppante anche nei mitici States…e non solo.

Questa tendenza del mondo occidentale di andare verso una sempre maggior frattura tra chi ha e chi non ha, tra possidenti e nulla tenenti si è acuita nel periodo di crisi.

Addirittura il Regno Unito, forte della sua amata sterlina, sta soffrendo non poco i colpi dell’economia globale in recessione: la povertà alimentare ha subito una crescita tale da allarmare le Nazioni Unite che vorrebbero aprire addirittura un”indagine formale. Scrive Corrado Fontana su Valori:

Secondo il consorzio che riunisce una settantina di associazioni (tra cui Crisis, Citizens Advice Bureau, Age UK, Disability Rights Alliance e Child Poverty Action Group) le principali cause di un tale precipitare della situazione sarebbero le politiche di austerity e i conseguenti tagli ai servizi sociali. Di certo sono già centinaia di migliaia le famiglie a basso reddito del Regno Unito che non possono permettersi di mangiare regolarmente, e prove della gravità del momento sarebbero sia l’aumento enorme dei banchi alimentari di emergenza evidenziato negli ultimi due anni, sia il fenomeno diffuso di bambini che arrivano a scuola affamati, provenienti da quelle famiglie più povere costrette a compiere una scelta finanziaria tra cibo e riscaldamento.

La previsione va tuttavia verso un peggioramento. Ad aprile entreranno in vigore ulteriori riforme del welfare, con una combinazione negativa tra riduzione delle indennità per l’abbassamento dei limiti complessivi dei benefici esigibili e tagli ai crediti d’imposta e ad altri benefici fiscali.

(leggi articolo completo)

Il trend di impoverimento come ben sappiamo sta colpendo tutta l’Europa: meno lavoro, meno servizi, grandi disuguaglianze.

Per quanto concerne l’Italia, poi, la situazione è ancora peggiore: l’OCSE la p0ne in fondo alla classifica per quanto riguarda la possibilità di cambiare “classe sociale”: in pratica, chi nasce ricco muore ricco e chi nasce povero muore povero. Che tu decida di studiare, laurearti, mettercela tutta, bhe, sappi che conta ben poco: ciò che sarai (e ciò che guadagnerai) a 40 anni dipende dalla posizione sociale ed economica dei tuoi genitori e dei tuoi nonni. Altro che American Dream

Per questo chiedo alla sinistra di riprendere il cammino verso quel sol dell’avvenire, oggi sempre più pallido e lontano. Se non fa suoi questi temi, che dovrebbe avere radicati nel DNA, come pensa di aggregare consenso attorno a sé?

Posted in: #NuovaResistenza