Portogallo:soldi finiti,lo Stato paga stipendi e pensioni in Titoli di Stato!

Posted on aprile 12, 2013 di


Sul Portogallo avevamo recentemente scritto un post  Ecco il Portogallo: avanti con l’austerità fino alla fine! nel quale vedevamo come i lusitani erano sprofondati nella più grave crisi economica dal 1975.

Come sapete,  la corte costituzionale portoghese ha bocciato numerose disposizioni del bilancio imposte dalla Ue per il 2013, dichiaranole in costituzionali.

In particolare, sono incostituzionali:

1. La sospensione dei sussidi per le ferie dei dipendenti pubblici

Nel 2012, il governo aveva sospeso il pagamento dei sussidi per le ferie nonché la tredicesima per i dipendenti pubblici. La Corte costituzionale, seguendo un ragionamento simile a quanto già fatto un anno prima a seguito di un primo tentativo del governo di cancellare gli stessi sussidi, stabilisce ora che tale misura viola il principio di uguaglianza e parità di trattamento. La cifra che il governo contava di drenare da questo taglio massiccio è pari a 610 milioni di euro. 

 2. La sospensione del sussidio per le ferie dei pensionati

Già a partire dal 2012, il governo aveva ridotto del 10% il bonus natalizio per i pensionati. Con la legge finanziaria del 2013 si era spinto oltre, provvedendo a ridurlo del 90%. La Corte considera ora questa misura incostituzionale, perché in violazione del diritto di uguaglianza. In questo caso, l’impatto finanziario in termini netti si aggirerebbe attorno ai 540 milioni di euro.

 3. L’estensione del taglio dei sussidi ai contratti di insegnamento e di ricerca

All’articolo 31 della legge finanziaria, che ora è stato dichiarato incostituzionale, si stabiliva la cancellazione della tredicesima e della quattordicesima anche per tutti coloro che erano in possesso di un contratto di docenza o di ricerca “nell’ambito  del programma quadro di ricerca e sviluppo dell’Unione europea o da parte di istituzioni straniere o internazionali”. Non è ancora noto l’impatto finanziario della cancellazione di questa misura governativa.

 4. La riduzione delle indennità di disoccupazione e malattia

Il governo aveva introdotto, tra l’altro, anche il pagamento dei contributi previdenziali del 6% per coloro che ricevono l’indennità di disoccupazione e del 5% per coloro che ricevono l’indennità di malattia. La Corte costituzionale ritiene ora che questa norma violi il principio di proporzionalità. L’impatto finanziario di questa misura, stando a quanto annunciato dal governo durante la discussione della legge finanziaria, sarebbe pari a 150 milioni di euro.

 

La Trojka ha risposto in modo bizantino, ma il concetto è stato: “fate ciò che volete, ma dovete andare avanti”…

Come al solito, invece, in Italia (ad esempio per gli esodati) la Corte è assente e silente.

In questa pazza Europa, dopo il modello greco ed il modello cipriota, s’avanza ora il modello portoghese: stipendi e pensioni in titoli di stato!!

Avanti così…fino alla fine…

 

da affaritaliani.it

Lisbona starebbe studiando la possibilità di pagare gli stipendi dei dipendenti statali e le pensioni non in contanti ma in titoli di Stato.

Sembra questa una delle poche strade percorribili per rientrare nei vincoli imposti da Bruxelles. La consulta ha infatti bocciato 4 delle 9, contestatissime, misure taglia-spesa. Niente decurtazione dei salariali, (con l’annullamento della 14esima), addio all’abolizione dell’indennità per le ferie dei dipendenti pubblici. Nessuna possibilità di tagliare i sussidi di disoccupazione. Una sfilza si niet che, di fatto, costringe il governo a riveder l’impianto della Finanziaria 2013. Perché, senza queste misure, Lisbona pregiudica la sua linea di austerity che avrebbe portato a un taglio della spesa pubblica di 1,3 miliardi. Una manovra fondamentale per ridurre il deficit e garantirsi i 78 miliardi concordati con la Troika.

Il premier portoghese Pedro Passos Coelho (nella foto) non ha molto tempo per individuare una soluzione. La Commissione europea si è già fatta sentire, affermando che monitorerà la situazione per far sì che Lisbona raggiunga gli obiettivi prefissati. E si è fatta sentire anche la Germania, fustigatrice delle “cicale” europee: il ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble ha chiesto di introdurre altre misure di austerità: “Il Portogallo ha fatto molti progressi l’anno scorso per tornare sui mercati – dice Schaeuble – ma dopo la sentenza della Consulta si dovranno decidere altre misure“.

da FVoxNews

In sostanza, con il pagamento di un mese stipendio in Buoni del Tesoro per lavoratori pubblici e pensionati, il governo risparmierebbe circa 1,1 miliardi di euro, riducendo il divario di bilancio in modo significativo.

Questo piano dà il senso del danno che l’euro sta facendo alle economie europee: gli Stati hanno perso la sovranità monetaria e sono costretti ad ovviare a questa mancanza utilizzando come “moneta parallela” l’emissione di titoli del debito. Questo è di una gravità inaudita: gli Stati si devono indebitare avendo ceduto alla BCE, che è una banca privata, il diritto di battere moneta.

Questo utilizzo di Titoli di Stato come “moneta parallela” danneggia anche chi la riceve al posto del contante, perché a differenza delle banche il cittadino normale non ha accesso ai percorsi di trasformazione dei titoli in denaro pronti contro termine e di collateralizzazione dei Bond. Perché se così fosse, allora ogni Bond ottenuto dal cittadino sarebbe in grado di servire come fonte di finanziamento potenzialmente quasi infinita: come se il sistema della riserva frazionaria delle banche valesse per ogni individuo.

Invece il titolo di stato per il singolo cittadino non è equivalente nemmeno al “denaro contante”, perché non è accettato come tale nelle operazioni quotidiane e non può essere presentato alla Bce come “collaterale” per ottenere denaro. In questo modo gli Stati non fanno che tentare, in modo infantile, di aggirare la loro perdita di sovranità monetaria, quando ci sarebbe un modo semplicissimo per recuperarla in modo piento: uscire dall’Euro.

Intanto: l’economia mondiale crescerà quest’anno del 3,4%, per poi accelerare al 4,1% nel 2014. L’economia di Eurolandia, invece, si contrarrà nel 2013 dello 0,2%, per poi tornare a crescere nel 2014 quando salirà dell’1%. Lo prevede il Fondo Monetario Internazionale (Fmi), secondo una bozza del World Economic Outlook ottenuta da Bloomberg.

 

 

Posted in: #HomoOeconomicus