Rassegna stampa degli ultimi giorni: il Paese verso il baratro

Posted on giugno 5, 2013 di


Ecco nuove succosissime notizie che dimostrano dove ci stiamo dirigendo, ovvero, verso la bancarotta.

1) Standard&Poor’s: “Banche hanno tolto  44 miliardi di euro alle imprese italiane”

Nel corso del 2012 le banche hanno tagliato alle imprese italiane 44 miliardi di euro di finanziamenti. E’ quanto emerge da un report di Standard & Poor’s in cui si prevede un sempre maggior ricorso alle emissioni obbligazionarie da parte del nostro tessuto produttivo per far fronte alla ‘stretta’ creditizia.

L’agenzia di rating poi aggiunge: nel 2013 sono probabili nuovi tagli del rating all’Italia  in mancanza di una ripresa dell’economia domestica nell’ultima parte dell’anno.

In questa infografica l’andamento di prestiti e sofferenze bancarie dal 1990

VISCO

2)Ripresa, Ocse pessimista sull’Italia “Pil giù, recessione per tutto il 2013”

Peggiorano le stime nel nuovo rapporto: disoccupazione al 12,5%  nel 2014 (come scrivevo qui Verso la bancarotta: disoccupazione giovanile oltre il 40%)
 
Dal suo ultimo Economic Outlook emerge che l’Ocse ha peggiorato le sue stime sull’economia italiana. L’organizzazione attende una contrazione del Pil dell’1,8%, in peggioramento rispetto alla contrazione dell’1,5% attesa in precedenza. Tagliate, o peggiorate, anche le attese su deficit/pil, disoccupazione e debito/pil.
 
OCSE
 
Noi ve lo diciamo da tempo, non ne perdo altro, neanche a rimettere molti altri vecchi post.
 
Trovate tutto sul blog.

Non c’è speranza, signori.

O si cambia lo schema di riferimento a livello europeo e si fanno un centinaio di riforme nel nostro paese o è tutto inutile.

Il governo Letta non farà altro che replicare i penosi risultati del governo Monti.

3) Crisi, allarme di Giampaolino: In fumo 230 miliardi di Pil

CORTE CONTI

4)  Indesit annuncia 1400 esuberi

Mentre Zanonato (pessimo Ministro, tutto fumo e niente arrosto) vede Marchionne per “cercare di capire che intenzioni abbia” (ridicolo!!), Indesit licenzierà una persona su tre.

Coinvolti dirigenti, impiegati ed operai. Le produzioni italiane giudicate “non sostenibili” emigrano in Polonia e Turchia.

Indesit è in mano ad una famiglia storica del capitalismo italiano, i Merloni, e questo è un ulteriore segnale del disfacimento del nostro tessuto industriale.

A l di là delle parole, riorganizzazione-razionalizzazione-piano di riassetto e promesse di investimenti, ormai è chiaro che anche questa azienda lascerà il paese.

INDESIT

Oggi, intanto, due ore di sciopero e lavoratori in assemblea, con il blocco della Statale Appia. 

Ed aumenta la tensione negli stabilimenti  Indesit di Teverola, dove  la Merloni ha annunciato che ci sono 540 dei 1450 esuberi previsti…

5) Reddito procapite dell’Italia rispetto alla media europea (dal sito rischio calcolato)

Dal dopo guerra, l’Italia aveva progressivamente guadagnato terreno e ridotto gli scarti con la media Europea, fino a superarla nel corso degli anni 70. A partire dagli anni 80 l’Italia non ha piu’ guadagnato terreno, e negli anni 90 ha iniziato lentamente a perdere terreno.

Il vero tracollo comunque ha inizio dal 2002 (data di introduzione fisica dell’Euro), e l’andamento di collasso della ricchezza e’ proseguito in modo costante, fino a far scendere l’Italia sotto la media UE-27 nel 2011.

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Andamento del Reddito procapite dell’Italia rispetto alla Germania.

L’Italia aveva via via ridotto le distanze con la Germania fino agli anni 80. Negli anni 90 l’andamento dei 2 paesi e’ stato analogo, ed ad inizio anni 2000, i 2 grandi paesi manifatturieri erano definite nazioni in declino (la Germania era il grande malato d’Europa).

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Ecco le impeccabili conclusioni di GPG Imperatrice: Secondo voi, restando in piedi il sistema attuale monetario (Euro), ed inalterate le politiche Europee e nazionali, quale sara’ l’andamento di questi grafici nel 2014, 2015, 2016, 2017, 2018, …..?

Suvvia, la risposta e’ facile, anche per chi non mastica di economia, ma ha un minimo di sale in zucca.

 6) La produzione industriale dal 2007 è calata del 25%!!

7) Lavoro, l’Ilo boccia la staffetta generazionale

 L’Organizzazione Internazionale del Lavoro è contraria all’ipotesi avanzata dal governo e avverte l’Italia: “bisogna pensare ad altri strumenti” per sostenere i giovani.

Io ve lo avevo scritto giorni fa in questo post Dalla staffetta Mazzola-Rivera alla staffetta padri-figli per il lavoro… e dicevo:

Questo sarebbe il mirabolante “piano per l’occupazione giovanile” che il governo Letta-Berlusconi sbandiera ai quattro venti da giorni?

Se anche da lui (il ministro Giovannini), dopo Fornero, vengono fuori queste idee, le ipotesi sono solo due:

1) o quando si diventa ministri si perde il contatto con la realtà;

2) o non c’è proprio più nulla da fare, siamo falliti e non ci resta che ”galleggiare” fino all’affondamento del Titanic Italia.

Sarebbe questa la modalità che codesti egregi scienziati della politica hanno trovato per non far saltare il banco, riallacciando un’improbabile patto generazionale, ormai irrecuperabile se non attraverso misure shock?

8) Confindustria: «Distrutto il 15%  del potenziale manifatturiero italiano»

Nel manifatturiero il numero di occupati è sceso di circa il 10%, e «le imprese italiane saranno probabilmente costrette a tagliare ulteriori posti di lavoro nei prossimi mesi», dice il Centro studi Confindustria: la caduta «ha già raggiunto le 539mila persone 2007-2012», e «rischia di superare» le 724 mila del periodo 1980-1985. E ancora: «L’Italia rimane la settima potenza industriale ma la sua base produttiva è messa a rischio dalla profondità e dalla durata del calo della domanda», avverte il rapporto. Che calcola: «La crisi ha già causato la distruzione del 15% del potenziale manifatturiero italiano».

In Germania, invece, il potenziale manufatturiero è salito del 2,2%.

9) 130 miliardi la massa di debiti insoluti da parte degli italiani

Negli anni della crisi il popolo dei piccoli risparmiatori è praticamente morto, sostituito da quello degli indebitati fino al collo che non ce la fanno a pagare le rate. E infatti non le paghiamo. Nella Centrale Rischi della Banca d’Italia famiglie e imprese hanno cumulato sofferenze per oltre 130 miliardi. Tra le mani degli “agenti della tutela del credito” ci sono ormai 3 milioni di pratiche affidate, per un valore di 43 miliardi di euro.

La massa dei crediti insoluti in sei anni è quasi triplicata tra prestiti, ratei, mutui, scoperti bancari, carte di credito revolving e canoni leasing. Non si pagano più neppure acqua, luce e gas: solo nell’ultimo anno abbiamo messo nel cassetto una bolletta da 14,6 miliardi. Insomma, non ce n’è più per nessuno

Recupero crediti, “130 miliardi la massa di debiti insoluti da parte degli italiani”

10) Crisi, Italia ferita dall’austerity: più poveri, meno welfare. Ma il Pil non sale

L’Italia? E’ un Paese ferito in profondità. E’ questa l’impietosa analisi del report “Il mondo al tempo dell’austerity – rapporto sui diritti globali 2013″, curato dall’Associazione Società Informazione Onlus e dalla Cgil in collaborazione con diverse organizzazioni del Terzo settore. Calano i consumi, le famiglie non riescono più a far fronte ai costi delle cure del medico e degli esami, non ce la fanno a pagare le bollette e il riscaldamento di casa. Cresce la povertà, mentre il rischio di esclusione riguarda ormai un quarto della popolazione. Tra il 2012 e i primi tre mesi del 2013, 121 persone si sono tolte la vita per cause direttamente legate al peggioramento delle loro condizioni economiche.

11) Crisi: le rinunce cambiano lo stile di vita degli italiani

Sei famiglie su dieci sono in seria difficoltà, il 70% taglia cure mediche e generi alimentari.

L’espressione più alta del disagio sociale ed economico risiede nel sud del paese col 73% delle famiglie che non riesce ad arrivare neanche alla seconda settimana del mese, rispetto al 62% del centro-nord.

12) ISTAT. L’Italia rivedrà la luce solo nel 2093, quando tornerà a crescere dopo ottant’anni di rigore

Mantenere il bilancio in pareggio al netto del ciclo economico e delle una tantum azzera i margini per politiche fiscali di stimolo all’attività economica.

Secondo l’Istat, “la regola di riduzione del debito può portare a una politica fiscale prociclica”, peggiorando quindi il calo del Pil in periodi di recessione.

Istat non cita l’Italia ma prova a simulare l’impatto che il Fiscal compact può avere su uno Stato con un debito pari al 130% del Pil (come l’Italia), un tasso di crescita potenziale dell’1% e un costo medio del debito ancora pari al 4%.

Il risultato è che, con un quadro macroeconomico e di bilancio così fragile, “la regola del debito risulta più restrittiva” dell’obbligo di mantenere il bilancio in pareggio strutturale.

Ridurre il rapporto debito/Pil al 60% richiede “circa 80 anni”, dice l’Istituto di statistica.

13) Dal 2007 al 2012 l’Italia è passata da terzo a nono paese produttore mondiale di elettrodomestici

Nel 2007, come rimarca il sito Euromonitor, l’Italia era il terzo paese al mondo per elettrodomestici prodotti, con circa 35 milioni di lavatrici, forni da cucina, stufe, fornelli e frigoriferi confezionati nelle nostre aziende. Nel 2012 le unità di elettrodomestici prodotti si è più che dimezzata, crollando a meno di 17 milioni. L’Italia è così scivolata al nono posto in questa graduatoria globale, perdendo una media di circa 3,5 milioni di elettrodomestici prodotti all’anno.

 14) Studenti a casa il sabato: così le scuole risparmieranno sui costi di riscaldamento

Bisogna risparmiare, mancano i soldi per il riscaldamento». Più che una proposta è una preghiera, quella lanciata dall’amministrazione provinciale, stretta fra i tagli agli enti locali e le spese per l’edilizia scolastica. Di ieri la circolare che ha per oggetto «spalmare l’orario scolastico su cinque giorni settimanali»

15) Il fabbisogno peggiora di 20 miliardi

Peggiorano i conti dello Stato. A maggio il fabbisogno, cioè l’andamento di cassa di entrate ed uscite dello Stato centrale, raddoppiano il rosso: da 4,3 miliardi dello scorso anno a 8,8 miliardi di quest’anno. Dall’inizio dell’anno il peggioramento è di 20,7 miliardi visto che il dato cumulato dei primi cinque mesi è di 56,250 miliardi contro i 35,490 dello scorso anno. 

16) Secondo l’istituto tedesco Commerzbank l’Italia non riuscirà a rispettare l’impegno del pareggio di bilancio nel 2013. L’analisi e l’irritazione tedesca dopo i primi provvedimenti del governo Letta.

 

Per chiarire il quadro (se ve ne fosse bisogno) vi consiglio di leggere tutte queste notizie da brivido con quelle contenute in questi altri due post:

14 notizie per capire che il paese sta affondando

Lasciate ogni speranza,voi ch’ entrate: l’Italia è (quasi) finita!

Il paese sta sprofondando e il governo Letta vivacchia, prende tempo, fa melina…

Pazzesco.

Letta rischia di essere ricordato come il peggior presidente del consiglio della storia italiana e di fare peggio persino di Monti e Berlusconi.

Un governo incartato su se stesso, dove il pd è diviso su tutto , il pdl fermo nella difesa del Cav…

Ma la colpa, s’intende, è di Grillo.

Fossi nel M5s lascerei il ruolo di opposizione ed il Parlamento.

Così vediamo Pd e Pdl cosa fanno.

Io ho criticato Grillo e anche una certa inconsistenza dei grillini, ma non accetto l’idea che il “capro” espiatoria stia diventando un ex comico che da qualche mese fa politica, mentre questa classe dirigente politica (ma anche imprenditoriale e sindacale) ci ha governato per decenni, portandoci sull’orlo del default.

Del resto per D’Alema la colpa del governissimo è di Grillo.

Lo ha ribadito anche ieri.

Ma ecco cosa diceva D’Alema: “Se Grillo si illude di spingerci verso un governissimo con Berlusconi perché pensa così di avere un vantaggio si illude. Non lo faremo mai, sarebbe l’errore più grave..i vecchi partiti che si alleano per chiudersi al nuovo…”

 

Oggi Berlusconi dichiara:  “Serve il presidenzialismo” e aggiunge sul governo: “è forte, ha chiuso guerra civile”  

Per fortuna che Renzi, dopo aver tirato le orecchie a Letta invitandolo a non vivacchiare e a non perdere tempo, ricordi come il presidenzialismo non sia una “priorità degli italiani”

Capite quali le priorità del paese, mentre a Terni i lavoratori ex Thyssen occupano binari e persino il sindaco viene ferito durante scontri con la polizia?

Disordini fra i manifestanti e gli agenti. Due punti alla testa per il primo cittadino, Leopoldo Di Girolamo, che cercava di mediare: “violenza incomprensibile”. L’assessore Malatesta: “indignato, cercavamo di placare gli animi e ci hanno colpito alle spalle”.

 

Comunque…mentre accadono tutte queste cose…

* Il governo Letta nomina Bondi commissario straordinario all’Ilva (ma in Italia abbiamo solo lui?)

* Letta si scusa con i giovani che sono costretti ad emigrare…

* Napolitano cerca dietro le quinte di salvare il culo al Cav…Infatti Berlusconi e il governo Letta sono legati dalla sentenza della Consulta  e già il Pdl fa capire che se non ci sono “tutele” (quali e da parte di chi?!?) e non “si rispetteranno i patti” (sottoscritti quando e con chi?) potrà far salare il banco, perchè “le larghe intese non possono reggere se continua l’assalto giudiziario”….

A proposito..mentre si rilassa al mare, guardate quale bagno ha scelto…

Lo ha capito anche lui che siamo giunti al capolinea…

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* Il Premier nomina 35 saggi-esperti per le riforme costituzionali.

Ma scusate: dopo i tecnici, i supertecnici voluti da Monti, i 10 saggi, ora anche i 35 esperti?

Non bastano un Parlamento di 945 persone, 21 ministri 30 tra viceministri e sottosegretari?

E’ giusto svuotare il Parlamento delle proprie prerogative?

O forse la lotta senza tregua del governo Letta alla disoccupazione vuole iniziare da qui?

O forse è iniziato un processo di “esternalizzazione” delle decisioni politiche? Non bastava la sovranità ceduta all’Europa?!

E poi guardate che nomi: Violante, Frattini, persino D’Onofrio!

Una spartizione in stile “manuale Cencelli”.

 

* Il governo Pd e Pdl prende per l’ennesima volta per il culo gli italiani sull'”abolizione del finanziamento pubblico ai partiti”.

Io non sono mai stato contrario al finanziamento pubblico ai partiti e credo che si possa ragionare.

Ovvio, servirebbero maggiore trasparenza e senza dubbio una coroposa riduzione dei contributi.

Ma il popolo dovrebbe essere sovrano e ha deciso anni fa a stragrande maggioranza l’abolizione con un referendum.

I partiti lo hanno aggirato, come sappiamo, in questi anni.

Ora Letta annuncia trionfalmente su twitter l’abolizione.

E così ripetono i media mainstream (a proposito, guardate qui il livello della nostra informazione http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/06/04/casta-interviste-fai-da-te-teatrino-della-maggioranza-al-tg1/235397/  …poi avrebbe torto Grillo?)

Del resto brilliamo nel mondo per la nostra libertà di stampa…

Sarà anche per questo che: «Giornali, in 5 anni perso un milione di copie. Politica assente, agire ora»?

Dunque: abolizione di cosa?

Vediamo…

Il Cdm ha dato il via libera al ddl sull’abolizione del finanziamento pubblico dei partiti ma con moltissi “paletti”.

Intanto l’abolizione sarà graduale su tre anni: finanziamento ridotto al 60% il primo anno, al 50% il secondo anno e al 40% al terzo anno.

Poi, forse, l’abolizione totale.

Inoltre, i partiti saranno “aiutati” con servizi come sedi, bollette telefoniche, spazi televisivi” …

Quindi i partiti dal 2017 non gestiranno più soldi?

Illusi!

Ciascun contribuente puo’ destinare il due per mille della propria imposta sul reddito (IRE) a favore di un partitò ma “i fondi non espressamente attribuiti dai privati attraverso l’opzione del due per mille, saranno comunque distribuiti ai partiti proporzionalmente alle somme stanziate in via esplicita…

Inoltre, vi sarà la possibilità di detrarre i contributi ai partiti oltre il 50% (per il no profit, dopo anni di battaglie, siamo al 24%)

Infine, non si toccano i soldi ai gruppi parlamentari ed ai gruppi regionali…

Infatti il 27 maggio alla Camera dei deputati hanno deciso di foraggiare i gruppi parlamentari con ben 35 milioni di euro. Al Senato i senatori hanno deciso di spartire, sempre tra i gruppi parlamentati, 22 milioni di euro.

A voi questa pare una abrogazione?!

Leggetevi questo articolo illuminante di Ricolfi: Soldi ai partiti e significato delle parole

Perché abolire vuol dire abolire, abolire, abolire (direbbe Gertrude Stein), e se voi dite «abolire» quando non state abolendo affatto, noi ci sentiamo presi in giro. Insomma, se proprio non riuscite ad avere rispetto per noi, abbiatene almeno per la lingua italiana. 

Pensate che il testo del disegno di legge fa così schifo che è sparito in data 4/6/2013 dal sito del Governo, ed è stato sostituito da una lunga risposta del ministro Filippo Patroni Griffi proprio all’articolo di Luca Ricolfi…

Ricordo infine come i partiti abbiano impiegato pochissimo tempo per metter su una legge a favore di se stessi, mentre 7 anni non bastano per fare una  norma sul 5 mille?

Avanti così, nella disinformazione, verso la bancarotta!

Non è che Grillo ci azzecca come su Parmalat o Telecom anche questa volta e si sta posizionando in anticipo?

Guardate cosa diceva nel 2011…

 

Posted in: #HomoOeconomicus