E’ tornato Bersani: un uomo senza qualità da sempre al potere

Posted on luglio 9, 2013 di


 

Bersani_disperato

Come sanno tutti i lettori di questo blog, non sono mai stato tenero con Bersani.

Lo ritengo una delle espressioni peggiori della politica nostrana.

Non solo è uno dei campioni della “casta” e della partitocrazia…

Non solo gestisce il potere solo per il potere, senza curarsi di perseguire il bene comune…

Non solo fa parte di quella generazione che ha condotto il paese sul baratro e che ora si propone di salvarlo…

Non solo è uno dei tanti leaders politici mediocri che abbiamo nel nostro paese…

 Non solo è intrallazzato come altri con coop, banche e imprese…

No, Bersani è ancora peggio.

Bersani è la banalità fatta persona, l’ignoranza che trionfa sul merito, l’ipocrisia all’ennesima potenza dietro la faccia da salumiere piacentino.

Bersani il simbolo della mediocrità per eccellenza e per antonomasia.

E’ stato tradito persino dai giovani che ha lanciato (vedasi Ale Moretti)

Pessimo oratore, maldestro stratega politico,  perdente nato: ecco chi è PierLuigi Bersani.

In questo video, l’ennesima riprova di quanto scrivo da mesi.

Il giorno dopo le elezioni scrissi che il solo approdo politico sarebbe stato il governo del BersaBunga.

Nonostante le smentite varie e i proclami che mai il Pd si sarebbe alleato con il Pdl, tutto anadava in quella direzione.

Lo chiedevano l’Europa, i mercati, Re Giorgio (che ha tramato alla grande per farsi rieleggere!)…

Era nella logica delle cose e della casta che doveva cercare di sopravvivere in un qualche modo allo tsunami Grillo.

E infatti ci siamo arrivati.

Ma Bersani fu così poco sveglio che il governo pd-pdl (BersaBunga) è diventato il LettaBunga.

E’ riuscito, dunque, anche nella mirabolante impresa di cedere la premiership ad Enrichino Letta, il nipote di Gianni.

Grazie a lui il Cav. è ancora saldamente al governo, mediaset trionfa in borsa, le frequenze tv non si toccano…

Così Silvio schiverà ancora le toghe rosse, aiutato dall’amico Re Giorgio (ricordate chi a Milano finanziava la corrente migliorista?)

Oggi Bersani, dopo settimane di assenza, è tornato a farsi sentire in tv, lancia proclami ed appelli…

Ha ritrovato la sua ragione di essere nella battaglia a Renzi.

Questa è divenuta il suo vero motivo di vita.

E come alleati non ha solo le vecchie mummie del Pd, ma anche del Pdl.

Brunetta attacca il sindaco di Firenze ogni giorno, manco fosse Fassina.

Letta, da buon democristiano, lascia fare e non si sporca le mani.

Intanto i big del partito, capitanati da Epifani, preparano la separazione tra ruolo di segretario e premier, in modo da “blindare” Letta Enrico.

Tutti sanno che con Renzi finisce la politica di questi ultimi 20 anni, incentrata (falsamente) su berlusconismo e antiberlusconismo.

Con Renzi se ne vanno in pensione sia Bersani sia Berlusconi, sia Bindi sia Cicchitto…

Dunque, alleati non solo più contro l’eversore Grillo, ma anche contro l’ex rottamatore Renzi.

Pertanto, il pessimo Bersani è tornato sulla scena rivendicando la bontà della sua strategia politica, che avrebbe nientemeno che condotto a “spezzare le reni” al Pdl alle amministrative!

E’ tornato per dirci come la sua superba tattica ha portato il centro-sinistra al governo e a “smacchiare” Grillo (ma non doveva smacchiare il Banana?)

E’ tornato per tramare, inciuciare, ritessere vecchie alleanze nel partito pur di sbarrare la strada a Renzi, pur di non cambiare nulla.

Nel Pd, del resto, si passano la mano al vertice, ma poi si ricompattano sempre.

Bersani, Bindi, D’Alema, Latorre, Fioroni, Marini, Turco, Finocchiaro…

Il partito è cosa loro.

Al massimo chiedono un passo indietro alla Melandri di turno per piazzarla da qualche altra parte a far danni.

In questo video, potete vedere tutta la mediocrità politica, oratoria, umana di Bersani.

Grazie ai media è passato nell’immaginario collettivo che il cosidetto “governo del cambiamento” non si è fatto per colpa di Grillo.

Quel Grillo che ora viene paparazzato al mare, come se fosse una colpa andare in ferie, tra l’ironia e lo sberleffo di una casta che si è ringalluzzita e ricompattata più che mai, anche per gli errori madornali dei grillini.

Chiederei a Repubblica e Corriere di fare analoghi servizi anche su Casini,Letta,Berlusconi…

Ora, dopo il video di Sereni, ecco l’ennesima prova delle responsabilità del mancato accordo Pd e M5s.

Parte del Pd non ha mai voluto questo accordo e la guerra tra bande nel dopo-elezioni doveva necessariamente condurre al governo con Berlusconi.

Il governo dell’inciucio o delle larghe intese era già apparecchiato e il gran maestro Re Giorgio ha governato questo processo con indiscussa abilità politica.

Perchè i vari Napolitano o D’Alema rispetto a Bersani hanno, almeno, astuzia, intelligenza, capacità, furbizia…

Bersani, no.

Incapace e perdente su tutta la linea.

 

Qui sotto un articolo di Scanzi che vi invito a leggere.
 
Il vaniloquio borbottante e innegabilmente caricaturale di Bersani, alla Festa de l’Unità di Cremona, non va sottovalutato. Dentro c’è tutta la pochezza di quella quasi-sinistra che ha contribuito alla implosione di questo paese, permettendo che il peggiore centrodestra d’Europa lo sbranasse con agio.
Ascoltate le sue parole, osservate l’espressione diversamente arguta, ammirate l’eloquio da bocci…ofila di Nevio Nipoti, inebriatevi degli effluvi di quel sigaro tronfio.
L’Ameno Pierluigi Bersani rappresenta al meglio il peggio del leaderismo politico: l’uomo privo di carisma, supponente dietro la scorza del sempliciotto che si finge umile, politicamente miope e retoricamente esangue. In grado di sbagliare sempre, fingendo ogni volta di dimenticarsi di avere sbagliato. Un Luis Silvio Danuello che si crede, chissà perché, Marco Van Basten.
La “sinistra” italiana è passata da Enrico Berlinguer a Bersani, e anche solo questo dimostra come Darwin non avesse capito una mazza dell’evoluzione umana.
L’Ameno Bersani è una sorta di Paperino respingente, comico e al tempo stesso tragico, circondato da una ghenga improbabile – il cosiddetto Tortello magico – che ha il compito di chiamarlo Gastone per riverberargli l’illusione di esser bravo e ficcante: addirittura vincente.
Non ho ricordi di una incapacità politica così ostinata, conclamata e forse in parte addirittura inseguita. In confronto Occhetto assurge a Churchill.
In qualsiasi altro paese, uno così – in grado di non-vincere elezioni già stravinte, di congelare il post-elezioni con la sua presenza ingombrante, di affossare la possibilità di eleggere un Presidente della Repubblica realmente nobile, etc – sarebbe stato accompagnato neanche troppo gentilmente all’ospizio della politica, stando bene attenti a togliergli dalle mani i giocattoli preferiti (per non fargli fare altri danni).
In Italia, no: dopo un brevissimo tempo, l’Ameno Bersani è tornato a dare lezioni. A dispensare giudizi. A farsi beffa delle speranze di milioni di italiani. A riscrivere la storia d’Italia, cancellando le parti in cui ha sbagliato (tutte) ed evidenziando i passaggi (immaginari) in cui sembra quasi uno statista. E c’è perfino chi ancora lo omaggia e riverisce. Persino quando smentisce se stesso, come un Berlusconi di quart’ordine.
Non so se sia più tenero lui o chi continua a difenderlo, ripetendo il mantra autoassolutorio “E’ solo colpa di Grillo” e denotando l’onestà intellettuale di un Pippo Inzaghi in area di rigore.
L’Ameno Bersani suole ripetere che “non son mica matto”. Può anche essere, ma di sicuro – con rispetto parlando – non pare neanche granché sveglio. Faccia un regalo al paese: se non proprio il giaguaro, smacchi il bradipo. Cioè se stesso.