La mappa della crisi:nel nord chi è disoccupato,emigra

Posted on luglio 23, 2013 di


 

fonte: http://www.youtrend.it/2013/07/08/mappa-disoccupazione-ed-emigrazione/

Nel Nord in crisi, disoccupazione ed emigrazione aumentano di pari passo.

La mappa interattiva di Youtrend lo racconta in un colpo d’occhio grazie al rapporto di Datagiovani, gruppo di studio che si propone come una sorta di “sindacato” della categoria. Le elaborazioni mostrano le province di Bologna, Piacenza e Lodi sul podio per correlazione tra variazione di iscritti al registro dei residenti all’estero e variazione di tasso di disoccupazione tra il 2008 e il 2012.

In fondo alla classifica Isernia, Brindisi e Nuoro. L’indicatore, spiega Datagiovani, è stato calcolato correlando le variazioni percentuali rilevate nelle liste Aire per l’emigrazione e dall’Istat per il lavoro. Il risultato è espresso mediante un punteggio.

Bologna è prima con 200,7 punti, frutto di un + 24,4% in emigrazione e un + 214% in tasso di disoccupazione – cioé il rapporto tra chi cerca lavoro e la forza lavoro totale. Si trova in una regione, l’Emilia Romagna, in cui i disoccupati sono passati da 65 mila a 150 mila nel periodo considerato. Non a caso, dunque, le province di Piacenza, Rimini, Ferrara, Parma e Reggio Emilia si piazzano tra le prime 20 per legame tra emigrazione e disoccupazione.

Speculare sulle cause di tale correlazione costituisce un esercizio che può coinvolgere molte discipline e portare a fare qualche congettura. È forse più facile espatriare quando si è in prossimità del confine o ci si può permettere un volo intercontinentale, per esempio.

Eppure le regioni del Nord sarebbero ancora le meno bisognose di politiche per la qualità della vita: la provincia autonoma di Trento, quarta nella classifica di Datagiovani, si trova nella regione in cui si vive meglio, il Trentino Alto Adige.

Lo confermano le classifiche contenute nell’ultimo rapporto “Oltre il Pil” (Unioncamere del Veneto in collaborazione con Università Ca’ Foscari e Regione del Veneto). Lo studio si basa su dati Istat e considera tra gli indicatori il benessere materiale quanto salute, uso del tempo, relazioni personali e sociali, ambiente, istruzione, sicurezza e lavoro.

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