I dolori del giovane Renzi

Posted on novembre 15, 2013 di


Farò qui di seguito una mia breve analisi su Renzi, che comprende molte delle cose che ho scritto da tempo.

Lo faccio in tempi non sospetti, come sempre, mettendo tutto “nero su bianco”.

Renzi ha il vento in poppa, pare.

Renzi stravincerebbe le primarie.

Renzi viene considerato da tutti il futuro Premier.

Io inizio a pensare che le cose si stiano, giorno dopo giorno, complicando terribilmente per il sindaco di Firenze.

Ecco i 12 motivi per cui Renzi rischia un clamoroso flop.

1) Renzi vincerà le primarie. Questo è chiaro. Ma siamo certi che tutto il partito lo seguirá prima come segretario e poi come candidato Premier? Ricordate le defezioni dopo le primarie vinte da Bersani? Quanti voti arrivarono dal Pd al M5s? I leader possono anche trovare accordi, non gli elettori che ora si stanno scannando e che sono sempre meno inclini a seguire le direttive dei partiti e dei leaders. Oggi le parole di D’Alema sono significative e non so quanto gli ex pci vorranno morire “renziani” (già “lettiani” è diverso…). La parte di sinistra, ex pci, pds, ds farà molta fatica a seguire la linea che Renzi detterà e una futura spaccatura non mi pare così improbabile.

2) Renzi si è infilato in un vicolo cieco, a maggior ragione dopo quanto evidenziato al punto 1: se rottama i “vecchi”, spacca il partito; se non li rottama perde credibilitá, novitá, freschezza, capacitá di attrarre voti che erano usciti dall’orbita Pd verso il M5s. Difficile trovare una mediazione; difficile passare da “rottamatore” a “riciclatore” senza perdere consenso per strada.

3) Le primarie logorano. Durante la competizione il partito indubbiamente ne beneficia, si crea dibattito, vi è una notevole sovraesposizione mediatica. Poi, però, subentra l'”effetto delusione” tra gli sconfitti ed una certa stanchezza sia tra i leaders, sia tra gli elettori. Il rischio concreto è quello del ciclista che parte da lontano, che parte troppo in anticipo, provando la fuga…per arrivare “spompato” alla meta-elezioni. Inoltre, dopo le primarie per guidare il partito, dopo le primarie per l’elezione a Premier..cosa altro dirà di nuovo durante la vera campagna elettorale il leader vincente?

4) Che paese troverà Renzi? La crisi economica non passa, le imprese chiudono, la disoccupazione cresce, la povertà dilaga. Ma anche la “tenuta sociale” è messa a dura prova. Continuare ad appoggiare Letta è un errore gravissimo. Chiaro: Renzi lo farebbe cadere anche domani, ma non puo’. Il problema è che in politica esiste un timing giusto, come in economia. Ricette che possono essere giuste oggi, non lo saranno domani. Il governo Letta lascerà in eredità un paese stremato e sull’orlo della bancarotta (se già non sarà fallito). Difficile anche per grandi affabulatori riempire le tasche e le pance ormai vuote.

5) Gli italiani sono tradizionalmente conservatori e nei sondaggi il centro-sinistra è sempre stato sovrastimato. Il sottoscritto non ha mai sbagliato una analisi ed una previsione (potete trovare sul blog molte “facili profezie”) Quando Grillo era dato al 13% io lo stimavo oltre il 20%. Mesi fa dopo le elezioni molti davano Grillo in calo ed io ho più volte dimostrato come questa tesi era sbagliata. Temo che anche oggi il centro-sinistra non faccia i conti con i voti, ma solo con le intenzioni di voto (peraltro di coloro che più spontaneamente dichiarano il proprio voto ai sondaggisti)

6) Berlusconi non è affatto morto. Ha risorse politiche, economiche e voti. Sarà un altro competitor molto duro da battere (come Grillo). Chi ritiene che sia fuori gioco, sbaglia. Berlusconi e Grillo sono due abili comunicatori e due animali politici che danno il meglio in campagna elettorale. Penso, tra le altre cose, che tra i due ci sarà un patto di non belligeranza. Il vero nemico sarà Letta, il Pd e Renzi.

7) Trovarsi a difendere Letta (peraltro obtorto collo), con un Governo che non governa, con le nuove tasse che s’imporranno ad italiani ormai stanchi, sfiduciati e stremati mentre all’opposizione hai sia Grillo sia Berlusconi è il peggior mestiere che gli possa toccare. Arriveranno critiche durissime. Al web si aggiungeranno le tv ed i giornali del Cavaliere. Per Letta e Renzi si mette male.

8) L’euroscetticismo sta crescendo di giorno in giorno. Difficile far dimenticare come il Pd e il centro-sinistra siano da sempre stati i più strenui sostenitori del “ci vuole più Europa”, degli “Stati Uniti d’Europa” o, addirittura, del “morire per Maastricht”. Inutile  controproducente bollare come “populista” chiunque si opponga al modello eurocratico.

9) L’accordo Letta-Alfano, presuppone 4 cose, contrarie al sindaco di Firenze:

– la durata del governo oltre il 2015;

– la riforma della legge elettorale in chiave proporzionale;

– il rientro al centro di Casini e vecchi arnesi ex diccì;

– l’appoggio incondizionato di Napolitano (che non ama Renzi).

10) Il brand del Pd è sputtanato, forse per sempre. Quanti, pur volendo votare Renzi, verranno respinti non appena si ritroveranno sulla scheda elettorale quel simbolo che richiama alla memoria fallimenti e sconfitte, tasse e vecchi apparati, tradimenti e incoerenze etc, etc?

11)  Per il momento Renzi si è dimostrato uno straordinario comunicatore, senza contenuti.
Forse arriva tardi con la storia, dopo 20 anni di berlusconismo.
Attorniarsi di piacevoli donzelle (tipo la signorina Boschi) non risolve questo problema. O troverà un programma preciso e serio o rischierà ad una parte dell’elettorato di essere solo un bluff. Manca una squadra attorno al futuro leader del Pd. 

12) Gli alleati possibili (Sel) non se la passano benissimo e Vendola dopo gli ultimi scandali è un leader dimezzato. Pensa davvero che sia vincente tornare all’idea di un Pd a “vocazione maggioritaria” di veltroniana memoria?