Grecia: benvenuti all’inferno.Il 60% delle famiglie fatica a sfamare i figli

Posted on novembre 25, 2013 di


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Ancora notizie drammatiche dalla Grecia che, è bene ricordarlo, per il senatore a vita, nominato da Napolitano, Mario Monti, rappresentava il miglior successo dell’euro.

L’ Organizzazione Mondiale della Sanità col suo report Review of social determinants  and the health divide in the WHO European Region ha certificato l’inferno che Trojka & Company hanno creato in quella che era la culla dell’occidente e della nostra democrazia.

Dal report:

I suicidi sono aumentati del 17% tra il 2007 e il 2009 e al 25% nel 2010. Il Ministro della Salute ha segnalato un ulteriore 40% di aumento nel primo semestre del 2011 rispetto allo stesso periodo del 2010. I tentativi di suicidio sono aumentati in particolare tra le persone che riferiscono di trovarsi in difficoltà economiche.

La cosa si sta verificando con le stesse modalità in Italia, solo con un 12-24 mesi di ritardo (si legga Suicidi e crisi: numeri e motivi del boom)

Gli omicidi e i furti sono raddoppiati.

I tassi di HIV e l’uso di eroina sono aumentati in modo significativo, ma la cosa sensazionale è la seguente: circa la metà delle nuove infezioni da HIV sono auto-inflitte da cittadini disperati per consentirsi la possibilità di ricevere sussidi pari a 700 € al mese.

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Oggi per fortuna è arrivata la smentita dell’Oms.

Si erano “sbagliati”…

smentita

Ora, se non ti puoi manco fidare dell’attendibilità dell’ Oms…

Comunque, la prostituzione dilaga, probabilmente come risposta al disagio economico.

L’accesso all’assistenza sanitaria è diminuita in quanto i bilanci degli ospedali sono stati tagliati di circa il 40% e si stima che 26 000 lavoratori della sanità pubblica perderanno il posto di lavoro. Ulteriori tagli sono previsti a seguito dei recenti negoziati con il FMI e la Banca centrale europea.

E, infine, notizia del giorno:

Grecia: studio, il 60% famiglie fatica a sfamare i figli

ATENE – L’anno scorso in Grecia tre famiglie su cinque, fra quelle considerate “socialmente vulnerabili”, hanno fatto fatica a sfamare i loro figli e, in molti casi, non ci sono riuscite. A rivelare il drammatico dato, come riferisce il diffuso quotidiano ateniese Eleftherotypia (Stampa libera), è uno studio condotto nel 2012 su un campione di 16mila nuclei famigliari e finanziato dalla Fondazione benefica ‘Stavros Niarchos’. Dal rapporto risulta che il 60% delle famiglie intervistate ha sofferto di una condizione di “insicurezza alimentare”, mentre il 23% ha vissuto uno stato di “insicurezza alimentare accompagnata dalla fame”.

Nello studio della Fondazione, che da quasi due anni ha avviato un vasto programma di assistenza alimentare alle famiglie meno agiate nel tentativo di alleviare il grave fenomeno, si sottolinea che tre famiglie su cinque negli strati socialmente più a rischio povertà non possono permettersi neanche di offrire tutti i giorni una fetta di pane ai figli per colazione prima di mandarli a scuola, con il risultato che spesso molti bambini svengono in classe proprio perché son denutriti.

I risultati della ricerca hanno dimostrato che il problema degli scolari affamati – che diversi media anche stranieri hanno teso a minimizzare definendolo “propaganda a buon mercato” – è invece molto reale per migliaia di famiglie. Per ridurre, quindi, l’insicurezza alimentare vissuta da migliaia di famiglie a causa della crisi economica, oltre un anno fa la Fondazione Niarchos ha avviato un ‘Programma di aiuto alimentare e di promozione di una sana alimentazione’, assumendosi un impegno finanziario di 16 milioni di euro. Grazie alla messa in atto di tale programma, sostiene la Fondazione, la percentuale di famiglie che avvertono insicurezza alimentare accompagnata dalla fame è passata in un anno dal 23% al 19%, con l’indice medio nazionale di insicurezza alimentare sceso dell’11%. Inoltre, grazie ad una migliore alimentazione, il 48% degli scolari sottopeso che hanno partecipato al programma hanno raggiunto un peso normale, mentre il 47% dei bambini che erano in sovrappeso hanno perso i chili di troppo.

In termini di modifiche delle abitudini alimentari al di fuori della scuola, il programma della Fondazione Niarchos ha favorito un notevole aumento del consumo di frutta, verdura e latte per circa un 40-47% rispetto ai consumi precedenti.

Dopo quasi due anni di attività, oggi il programma di aiuti comprende 206 istituti scolastici in tutta la Grecia per un totale di 32.358 studenti e, dall’aprile dell’anno scorso, tra le scuole partecipanti sono stati distribuiti complessivamente 3.198.271 pasti, 3.249.504 porzioni di frutta, 1.665.909 confezioni di latte e oltre 200.000 vasetti di yogurt e miele.

Per l’anno scolastico in corso, si calcola che il numero di pasti distribuiti raddoppierà, superando i sei milioni.

Le domande di adesione all’iniziativa della Fondazione Niarchos hanno raggiunto il numero di 774 ma aumentano di giorno in giorno e ciò – come sottolineano i responsabili dell’istituto benefico – è indicativo dell’aggravarsi della situazione economica degli strati medi e più bassi della società greca.

“La crisi economica oggi sta colpendo la vita quotidiana della famiglia che spesso fa fatica a garantire le esigenze nutrizionali dei suoi membri. In alcune aree della popolazione l’insicurezza alimentare supera il 60%, un fenomeno che incide gravemente sui gruppi socialmente più vulnerabili. E i bambini sono le prime vittime della crisi”, ha detto Athina Linou, presidente dell’Istituto di Medicina preventiva e di salute ambientale e del lavoro ‘Prolepsis’ di Atene. (ANSAmed).

Comunque, tranquilli: hanno perso tutto, sono alla disperazione, ma almeno hanno ancora l’euro.

Posted in: #HomoOeconomicus