Saxo Bank: il 2014 in dieci previsioni shock

Posted on dicembre 18, 2013 di


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Fonte: http://www.milanofinanza.it/

di Paola Valentini

Come ogni anno, a fine dicembre analisti e gestori pubblicano le previsioni finanziarie per i 12 mesi successivi sugli andamenti che con maggiore probabilità avranno azioni, bond, valute, tassi e dati macroeconomici. Per preparare gli investitori allo scenario peggiore possibile, Saxo Bank va controcorrente e ha elaborato le dieci previsioni shock per il 2014, realizzate sulla base di una serie di eventi politici e di mercato possibili, anche se improbabili.

Le previsioni di quest’anno spaziano da una tassa sulla ricchezza dell’Unione alla cancellazione di tutti i debiti della Bank of Japan, dalla recessione della Germania fino al crollo del prezzo del petrolio a causa della sovrapproduzione.

“Non è una previsione pessimistica. Si tratta di eventi critici che potrebbero portare a un cambiamento, spero, in positivo. Dopo tutto guardando alla storia tutti i cambiamenti, positivi o negativi, avvengono dopo momenti di crisi. In questo momento la distribuzione di ricchezza globale e reddito rimane largamente asimmetrica e un cambiamento significativo è molto probabile. Il 2014 potrebbe e dovrebbe essere l’anno in cui il mandato per il cambiamento non diventa solo necessario, ma viene implementato”, commenta Steen Jakobsen, capo economista di Saxo Bank.

“Le previsioni shock sono un esercizio per sondare i maggiori rischi nella preservazione del capitale, e hanno l’obiettivo di incoraggiare gli investitori a prepararsi al peggiore scenario possibile prima di fare trading”, aggiunge l’esperto di Saxo Bank.

Ecco allora il 2014 in dieci eventi a prova di forti emozioni.

1. La tassa sulla ricchezza nell’Ue. In panico per la deflazione e per la mancanza di crescita, la Commissione europea imporrà tasse sulla ricchezza per tutti coloro che hanno risparmi superiori a 100 mila dollari o euro, per rimuovere l’ineguaglianza e assicurare fondi sufficienti a creare un tampone alla crisi. Sarà la mossa finale verso uno stato europeo totalitario e il punto più basso per i diritti individuali e di proprietà. Il trade consigliato è comprare asset tangibili e vendere quelli intangibili e inflazionati.

2. Un’alleanza anti-Ue diventerà il maggior gruppo in parlamento. Dopo le elezioni di maggio, un’alleanza paneuropea anti-Ue diventerà il maggior gruppo in parlamento. Il nuovo Parlamento Europeo sceglierà un presidente anti-Ue e governi e capi di stato europei non saranno in grado di scegliere un presidente della Commissione, rigettando l’Europa nel subbuglio politico.

3. A Wall Sreert scoppia un’altra bolla web. Mentre il settore dell’information technology americano scambia sotto la valutazione attuale dell’S&P 500 del 15%, un piccolo gruppo di azioni tecnologiche ha un valore di oltre il 700% sopra la valutazione di mercato. Questi fat five, ovvero Amazon, Netflix, Twitter, Pandora Media e Yelp, rappresentano una nuova bolla sviluppatasi dentro a una vecchia grazie a continui investimenti in uno scenario di scarsa crescita caratterizzato dai postumi della crisi finanziaria.

4. Una disperata Banca centrale del Giappone cancellerà il debito pubblico dopo che il rapporto dollaro-yen salirà oltre 80. Nel 2014 la ripresa globale finirà, spingendo verso il basso gli asset rischiosi e forzando gli investitori a tornare sullo yen, con il cambio dollaro-yen sotto quota 80. Nella disperazione, la banca centrale giapponese cancellerà semplicemente tutti i suoi debiti governativi, un trucco contabile semplice ma mai testato, il cui risultato sarà un percorso snervante fino alla completa incertezza e sarà potenzialmente un disastro con effetti collaterale sconosciuti.

5. Deflazione negli Stati Uniti. Anche se gli indicatori suggeriscono che l’economia statunitense si sta rafforzando, il mercato immobiliare rimane fragile e la crescita dei salari inesistente. Con il Congresso fissato a gennaio per portare a termine il secondo atto della farsa “come distruggere l’economia statunitense”, investimenti, occupazione e fiducia dei consumatori ricominceranno a soffrire. Questo spingerà l’inflazione verso il basso il prossimo anno e la deflazione sarà ancora al primo posso sull’agenda del Fomc, il braccio operativo della Fed.

6. Il quantitative easing sui mutui ipotecari. Il quantitative easing negli Usa ha abbassato gli interessi e portato gli asset rischiosi sulla luna, creando una sensazione artificiale di miglioramento dell’economia. Rimangono molte sfide difficili, in modo particolare per il mercato immobiliare, che è tenuto in vita artificialmente. Il Fomc quindi punterà sui mutui ipotecari nel 2014, trasformando il Quantitative easing in un programma di acquisto di obbligazioni ipotecarie al 100% e aumenterà il raggio d’azione del programma a più di 100 miliardi al mese.

7. Il petrolio Brent crolla a 80 dollari al barile in mancanza di risposte dai produttori. Il mercato globale si riempirà di petrolio con una produzione in salita grazie a metodi non convenzionali e output in crescita in Arabia Saudita. Per la prima volta in molti anni gli hedge fund avranno una posizione short di rilievo, che aiuterà a spingere verso il basso il petrolio Brent fino a 80 dollari a barile. Quando alla fine i fornitori ridurranno la produzione, il petrolio risponderà con un forte rimbalzo e il settore capirà che i prezzi alti non sono un risultato scontato.

8. La Germania in recessione. La performance più che positiva della Germania finirà nel 2014, deludendo il consenso. Anni di eccessivo risparmio hanno visto anche gli Stati Uniti rivoltarsi contro la più grande economia dell’area euro e non può essere escluso un piano coordinato da altre nazioni chiave per ridurre l’eccessivo surplus commerciale. A questo di aggiungeranno un crollo dei prezzi del settore energetico negli Usa, che indurrà le aziende tedesche a spostare la produzione a Ovest, una maggiore competizione per la crescita dei salari reali, una domanda potenziale del partito Socialdemocratico, il nuovo partner nella coalizione, per migliorare il benessere della classe media e bassa in Germania e una Cina emergente che si focalizzerà su maggiore consumo domestico in seguito alla Terza Assemblea Plenaria.

9. Il Cac 40 crolla del 40% per il malessere francese. Il malessere in Francia aumenterà a causa della cattiva gestione del governo Hollande. I prezzi delle case, che in realtà non hanno mai subìto una correzione dopo la crisi, avranno una caduta a picco, colpendo consumi e fiducia. L’indice Cac 40 crollerà per oltre il 40% dai suoi massimi del 2013 entro la fine dell’anno, mentre gli investitori si dirigeranno verso l’uscita.

10. Cinque Emergenti crollano del 25% contro il dollaro. La riduzione graduale del quantitative easing atteso negli Usa porterà a maggiori costi marginali del capitale a causa di tassi di interesse in salita. Questo lascerà i paesi con deficit di bilancio in espansione (Brasile, India, Sudafrica, Indonesia e Turchia) esposti al deterioramento dell’appetito di rischio da parte degli investitori globali, cosa che alla fine potrebbe portarli ad abbassare il valore della propria valuta, specialmente contro il dollaro Usa.

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