Financial Times: “Napolitano è andato oltre i suoi poteri”

Posted on febbraio 10, 2014 di


ftj

A babbo morto, ecco le “clamorose” rivelazioni sul golpe orchestrato da Napolitano nel 2011.

Cose che ripeto da mesi, quando era impensabile quasi solo criticare Re Giorgio (leggetevi la biografia del nostro Capo dello Stato, scritta mesi fa…)

Napolitano ha spesso violato la nostra Costituzione, non solo in quella circostanza (vedasi il mio ultimo post Dopo il golpe in Europa quello in Italia di Napolitano (e del Pd)

Pd (e anche Pdl) e tutti i grandi giornali e media del paese glielo hanno consentito e hanno avvallato questa “interpretazione presidenzialista” del suo ruolo.

Ve l’ho detto centinaia di volte: un filo rosso lega la caduta di Papandreu e l’arrivo di Papademos, con le elezioni anticipate in Spagna e l’arrivo del governo Monti.

La stessa sorte toccata ai Piigs, le stesse misure economiche.

Siamo commissariati.

Chi non lo comprende, ignora cosa stia avvenendo, nonchè dimostra di non conoscere la storia.

Detto chiaramente:

– il governo Berlusconi era ormai delegittimato e incapace di votare persino un decreto;

– il Napolitanobis è stato votato e caldeggiato da Berlusconi (al quale era stata promessa la grazia)

Ma altrettanto chiaramente va detto che Berlusconi era legittimato dal voto degli italiani a governare.

Ma Napolitano preferì imporre Monti (e poi Letta), con i risultati politici ed economici che, peraltro, conosciamo tutti, dopo essersi consultato con l’Europa e la Germania.

Così fece a febbraio 2013, appena appreso l’esito delle elezioni.

Napolitano si deve dimettere.

E’ stato il peggior Presidente della Repubblica.

Anche oggi, dinanzi al fiasco totale dei governi che ha imposto al paese, imprigiona il paese negando il voto ai cittadini e pilotando la crisi politica a suo piacimento.

Ora Napolitano bolla come “fumo, solo fumo” la ricostruzione di Friedman, ma la realtà è un’altra.

E guai a chi lo tocca!

E il nipotino Letta, da lui imposto, lo soccorre subito da bravo bambino: Ira Letta: “No mistificazioni sul Colle”

Ebbene, eccovi la ricostruzione di quel giornaletto chiamato Financial Times.

Poi ditemi se l’impeachment è una cosa così destituita di fondamento.

A reggere questo vecchio despota inacidito resta solo il Pd in modo convinto…

Aveva già detto tutto Farage mesi fa, come vi avevo scritto..

Qui sotto la ricostruzione del FT.

BgIFw81CIAAdY5x

Fonte: http://www.forexinfo.it

In un articolo pubblicato poche ore fa, il Financial Times torna indietro di due anni. E con precisione a quell’estate del 2011 in cui nel nostro Paese, ormai devastato dalla crisi, si decise che qualcosa doveva cambiare, che “alcune teste dovevano saltare”. Di lì a poco, Silvio Berlusconi salì al Colle per rassegnare le dimissione e al suo posto si insediò il Governo tecnico guidato da Mario Monti.

Il giornale inglese inserisce nella vicenda anche il magnate Carlo De Benedetti, editore di Repubblica e grande amico dell’ex Presidente del Consiglio.
De Benedetti e Monti si incontrarono in Svizzera, paese in cui l’ingegnere passa gran parte delle sue vacanze. Nell’estate del 2011 i due ebbero un colloquio sulle sorti dell’Italia:

Mario mi chiese se potevamo incontrarci e io scelsi una tipica trattoria svedese, poco fuori St.Moritz, per cenare insieme. Ma all’ultimo minuto mi disse che voleva parlarmi in primato e io risposi “certo, fermati a casa mia prima della cena”. Lui arrivò”. – Racconta De Benedetti. – “E fu allora che mi disse che il Presidente della Repubblica,Napolitano, voleva chiedergli di diventare Primo Ministro, e mi chiese qualche consiglio”.

Queste le parole di De Benedetti, riportate dal Financial Times. Il giornale sottolinea come l’offerta di Napolitano sia oggi in Italia, al centro di un serio dibattito sulla legittimità.

In quel momento il Presidente stava pianificando di rimpiazzare il premier eletto Berlusconi con il tecnocrate non eletto Monti – mesi prima dell’eventuale passaggio di poteri che si verificò in novembre- acuendo così le preoccupazioni sui ripetuti e forzati interventi nella politica di Napolitano. Il suo ruolo fuori misura sin dallo scoppio della crisi ha suscitato multi interrogativi sul fatto che egli abbia allargato i suoi poteri costituzionali fino al limite- o anche oltre.

Dopo aver ripercorso le tappe più significative di quei mesi, il Financial Times ricorda il 12 novembre, giorno in cui Silvio Berlusconi rassegnò le proprie dimissioni da Presidente del Consiglio. Il giorno dopo Monti prese il suo posto e in 72 ore venne formato il Governo.

Il quotidiano anglosassone si sofferma poi sulla Costituzione italiana, evidenziando che:

L’Italia non è una Repubblica presidenziale come la Francia, è una Repubblica parlamentare. Pianificare in privato, sebbene essa sia una misura d’emergenza, di nominare un nuovo primo ministro quando una maggioranza parlamentare è ancora in carica può essere un’azione prudente e responsabile per un Capo dello Stato, ma non è fra i poteri assegnatigli dalla Costituzione, anche se c’è una crisi finanziaria come quella dell’estate del 2011.

Insomma il dibattito sul Presidente della Repubblica ha valicato i confine nazionali. Ripercorrendo quei mesi il Financial Times conferma i dubbi che molti esponenti politici, grillini in primis, hanno espresso nelle ultime ore. Il Presidente è “andato oltre” i suoi poteri?