L’ITALIA E’ FALLITA. E’ ARRIVATO IL CURATORE FALLIMENTARE: RENZI

Posted on febbraio 18, 2014 di


Premessa n.1 : è un post che avrei voluto scrivere io

Premessa n. 2: non è un post per italioti

Non è bastato Monti, nè il Monti 2 (Letta).

Serviva un fiorentino brillante, dalla parlantina facile.

Un supercazzolaro alla Vendola, ma con più credibilità, più “agganci trasversali”, meno puzza sotto il naso..

Un boy scout andava benissimo.

Un mix di comunicazione e marketing e in pochi giorni è crollato un governo tra un caffè a casa Napolitano ed una votazione nel sottoscala di un’associazione privata (il Piddì).

Le elezioni ormai sono una “sciocchezza”…

Gli italioti non lo possono comprendere.

Ancora sono lì a discutere se Renzi possa essere l’ultima possibilità del paese (stesse cose già sentite con Monti e Letta).

Ancora sento idioti che pensano che Renzi farà una riforma al mese (se succede mi raso i capelli a zero e posto la mia foto su twitter)

Ma come si fa?

Siamo nel 2014 ed io a quasi 40anni devo ancora sentire queste cazzate?

Ed ho solo 2020 followers dopo le tante verità che vi ho spacciato in questi mesi di passione e di impegno?

-:)

Ne dovrei avere minimo 20.000.

Io ve l’ho detto: l’Italia è fallita da tempo, ma:

1) deve dei soldi a chi glieli ha prestati

2) ha un bel risparmio da parte dei suoi cittadini più virtuosi ancora da spremere

3) è too big to fail

4) è dentro una cosa chiamata UE

Perciò, fino a quando la zona euro esisterà e non ci sarà o un crollo della nostra economia o un crollo della moneta unica, a noi spettano anni di lacrime e sangue (ed anche tantissima cacca)

Per capirci e sgombrare il campo da ogni possibile equivoco: non è che se uscissimo dall’euro avremmo risolto tutti i nostri problemi (ma forse, con una classe politica più avveduta, avremmo qualche cartuccia in più)

L’italiota che vedete rappresentato qui

non l’ha ancora capito.

Pensate: 3 milioni sono pure andati a votare alle primarie del Piddì.

Fate un po’ voi…

Ed hanno pure pagato 2 euro per eleggere uno che, tempo 3 mesi, ha sconfessato ogni promessa (ma Renzi su questo ha ragione:”tempo un mese non ricorderanno più…”)

Cosa volete che vi dica?

Ogni volta è lo stesso identico film: io critico Monti e ricevo in cambio molte critiche.

Sarei stato prevenuto…

Ma poi i risultati li abbiamo visti.

Poi mi danno ragione (solo dinanzi all’evidenza dei fatti).

Arriva Letta.

Io lo critico.

Allora mi dicono che sono “pessimista” o che non c’era alternativa o che era l’ultima possibilità.

Poi Letta, piano piano, fallisce.

Ora c’è Renzi.

E secondo voi come finirà?

Il solito cinema: la stampa che aveva pompato Monti e Letta, ora pompa il nuovo salvatore della patria.

Endorsment da ogni dove per il rottamATTORE, anche se nessuno ha visto il benchè minimo straccio di un programma.

E dove si è mai visto un governo senza programma?

Merkel col 40% e passa dei voti ha impiegato  3 MESI con la Spd per fare un governo.

Motivo?

Andava definito il programma, cazzo, ovvio!

E Lo Renzi il Magnifico, non votato e mai eletto da nessuno?

No, lui ce la fa in 3-4 giorni, con Alfano, Casini, Giovanardi, Mauro, Monti, Formigoni…

E va beh…

Sono rassegnato.

I partitini tanto odiati che ritornano nell’italicum ed anche a dettar legge nell’attuale costituenda alleanza governativa….

E ritornano gli Alfano, Lupi, Lorenzin come ministri…

E si fanno i nomi di gente come Madia, Montezemolo, Ichino…

Roba che neanche nel Congo della Kyenge (con il dovuto rispetto, eh?)

Ogni tanto mi domando che male ho fatto per essere nato in Italiotaland e per interessarmi della cosa pubblica e della politica.

Inizio ad essere stanco e non vorrei invecchiare così, davvero.

Non mi interessa più avere ragione tra 1.2.20 anni.

Ormai ho capito che la vera casta che impedisce ogni minimo cambiamento in questo paese è il popolo italiano.

Sì, cari italioti: siete voi la vera casta!

Mi spiace soprattutto per due categorie di persone:

– quelle intelligenti, ma troppo “buoniste-politically correct” (quelle che danno sempre un’ultima chance)

– quelle oneste e perbene, ma , tremendamente, ignoranti od illuse.

Io l’ho capito: mollare questa gente sarebbe la loro sconfitta.
Ci hanno creduto per anni..li hanno votati..
Mollarli ora sarebbe, implicitamente, sconfessare se stessi e darsi degli “idioti”.

Ma, in realtá, non sarebbe meglio ammettere i propri errori e provare una volra sola nella vita l’ebbrezza di un cambiamento?

È un salto nel buio?
Forse..Non lo so..
Ma è preferibile questa lunga ed interminabile agonia?

Oggi arriva al capezzale di un vostro parente morente (l’Italia) un altro luminare: stessa scuola, stessi collaboratori, stesso grembiule, stesse ricette del precedente.

Credete che il vostro caro parente guarirá?

Ah..beh..

Presto mollerò il blog, perchè ormai non ha più senso.

E’ una lotta impari: una sparuta minoranza di persone consapevoli non potrà mai battere una maggioranza di italioti.

Il paese è vostro!

Mi arrendo.

Avete vinto voi.

E in fondo, sono un povero illuso (e coglione) anche io.

-:)

DI MAURO BOTTARELLI
ilsussidiario.net

Rieccoci, cari lettori, dopo qualche giorno di assenza per malanni. Quasi risolti, quindi si torna tra poco alla normalità. Nessun problema con ilsussidiario.net che da anni ormai è casa mia e, finché vorranno, continuerà a esserla. Ogni tot anni, anch’io mi ammalo e ho bisogno di riposo.

Oggi, però, nonostante tutto non potevo esimermi dallo scrivere un breve articolo dedicato all’operazione Renzi. Avete visto che, come vi avevo detto, il curatore fallimentare è arrivato prima del 2015? Certi ambienti hanno fretta. Ma sono generosi. Queste ore ci dimostrano una cosa: per migliorare la valutazione di un Paese non serve far migliorare la sua economia, competitività, tasso di occupazione o di attrattività verso investimenti esteri. Basta conoscere le persone giuste, farsi gli amici giusti e tac, i rating migliorano così, per miracolo.

Moody’s, infatti, l’altro giorno ha sì mantenuto la nostra valutazione di credito a Baa2 ma ha rivisto al rialzo l’outlook, passato da negativo a stabile. Il tutto senza colpo ferire, a parte l’anomalia tutta italiana del terzo governo di seguito senza mandato popolare. Ma tant’è, certi mondi hanno superato i riti novecenteschi come il suffragio universale: qui si è fatto cadere un governo in quattro e quattr’otto – non che ne sentirò la mancanza, di Saccomanni in testa – non per ragioni di sopravvenuta sfiducia nelle aule parlamentari, ma per il libro di Alan Friedman, una sorta di assist davanti alla porta per Silvio Berlusconi, quando di fatto si contraddice con prove video il presidente Napolitano sul timing del suo primo contatto con Mario Monti per sondare la disponibilità a sostituire il Cavaliere: non in pieno volo dello spread, ma a maggio, quando Deutsche Bank vendette 7,5 miliardi di titoli di Stato italiani, avendo anche la tenera accortezza di dire ai mercati en plein air che stava contemporaneamente coprendosi con credit default swaps. Come dire, stanno crollando e noi scarichiamo. Insomma, magari non un golpe come proclamato da Berlusconi, ma oggi ci sono le evidenze dei fatti che sia stata un’operazione eterodotta molto ben congegnata.

E ora perché questa accelerazione che disarciona Enrico Letta in un giorno spedendo l’enfant prodige a Palazzo Chigi a tempo di record, fino a ieri sembrava addirittura prima della riapertura dei mercati? Basta guardare alcuni nomi del toto-ministro, come quello di Lucrezia Reichlin, economista di assoluta capacità ma che era in procinto di entrare nel board della Banca d’Inghilterra, istituto guidato da Mark Carney ma che sarebbe stata “caldamente” raccomandata a Matteo Renzi da Mario Draghi in persona. E, come sapete, sia Draghi che Carney sono ex alti dirigenti Goldman Sachs. C’è da governare prima gli interessi e poi il caos che sta arrivando, cari lettori e chi meglio di Matteo Renzi: ambizioso, capace di imporsi e assolutamente pronto ad abbassare il capo di fronte ai desiderata della finanza internazionale e della Germania.

Ci sono ancora da privatizzare le controllate statali, mettere bene a punto la di fatto privatizzazione di Bankitalia che garantirà alla Bundesbank di vedersi riconsegnato l’oro che la Fed non può ridarle perché perso nei paradisi e nelle vaults mai così vuote, visto l’appetito di oro fisico dell’Asia. E poi ci sarà da governare la correzione dei corsi azionari, destinata a tirare un sonoro schiaffone a chi si farà trovare con in mano carta da parati deprezzata. C’è poi la Grecia di cui abbiamo recentemente parlato, c’è il bluff della Spagna e del Portogallo, c’è la crisi dei mercati emergenti legata al “taper”.

C’è una dannata mole di lavoro da fare e siccome tutti sanno, Mario Draghi in testa, che non solo la deflazione è dietro l’angolo ma che l’Italia è davvero “too big to fail”, quindi va commissariata, ecco l’operazione Friedman-Renzi. E sapete una cosa, penso ci sia la possibilità che alcuni grandi soggetti internazionali, quelli che hanno fatto reggere finora il Ftse Mib in rally e lo spread stabile, domani se le politiche interne italiane dovessero proseguire, potrebbero essere tentati di mandare un bel segnale ribassista come avvertimento. Direte voi, sarebbe come sconfessare la bacchetta magica di Renzi?

Non se, a contrattazioni chiuse (o magari ancora aperte, ormai vale tutto), un primario soggetto finanziario, magari proprio Deutsche Bank per mandare anche un chiaro segnale politico, emettesse un comunicato. Io me lo vedo più o meno così: «Il nuovo governo che va per formarsi in Italia gode di credibilità assoluta, anche grazie alla presenza annunciata di personaggi di primissimo ordine professionale, ma la litigiosità già innescata da soggetti che dovrebbero far parte proprio della nuova compagine di governo, manda ai mercati l’ennesimo messaggio di potenziale instabilità della politica italiana». Chissà. Enrico Letta deve aspettare solo pochi mesi, poi il suo premio di consolazione – la nomina a Commissario europeo – arriverà dopo il voto per il Parlamento di Bruxelles. Prevedo scintille, invece, tra Romano Prodi e Mario Draghi per la successione a Giorgio Napolitano al Colle. Vedremo chi avrà gli sponsor più pesanti.

Una cosa è certa, questa volta è commissariamento vero, anche senza visite della troika: la pena, in caso di inadempienza contrattuale, ve l’ho spiegata lo scorso maggio con questo grafico. Come ci hanno mandato lo spread a 575 nel 2011, così possono rifarlo. Anche domani.

grafico

Posted in: #NuovaResistenza