NOOO, MA DAI?? Decreto Bankitalia, Ue chiede chiarimenti.

Posted on febbraio 28, 2014 di


Bankitalia

 

Oh, non ditemi che forse avevano ragione i “potenziali stupratori” (e Fdi), eh? (Imu-Bankitalia: se il governo e le banche diventano soci in affari)

Non ditemi che forse aveva ragione la poco autorevole Reuters, eh? (Reuters: le più grosse banche italiane potranno intascarsi 3 miliardi e mezzo dalla vendita delle loro azioni eccedenti di Bankitalia)

Non ditemi che aveva ragione Tito Boeri, eh? (La svendita della Banca d’Italia)

Non ditemi che per caso avevano ragione le Associazioni dei consumatori, eh?

Nooo, per carità!

Non ci fu nessun aiuto o regalo.

Peccato che  persino all’Unione Europea sorge qualche piccolissimo dubbio al riguardo.

Per questo alcuni parlamentare sono stati espulsi e si è proceduto senza alcun dubbio e pudore ad applicare, per la prima volta nella storia “democratica” di questo paese, la cd “ghigliottina”.

Fosse appurato che inceve trattasi di “regali alle banche”, chi dovrebbe essere espulso, cari Boldrini e piddini?

Ormai lo abbiamo capito spero.

Mps, Bankitalia, ipotesi bad bank e altri regali…

E Renzi, secondo voi, chi ce lo ha messo lì e a fare cosa?

Mah…

Mistero della fede…

Annunciamo la tua morte Italiota, proclamiamo la tua non resurrezione…

Il decreto Bankitalia diventa un caso europeo. Il Commissario Ue per la concorrenza ha inviato al ministero dell’Economia una lettera con una richiesta di chiarimento, per capire se dietro la rivalutazione miliardaria del capitale sociale della Banca – il relativo decreto ha scatenato la bagarre in Parlamento per la quale ieri sono stati puniti in sede disciplinare 24 deputati, tra i quali 22 del’M5S – si celino aiuti di Stato, fortemente limitati dalle norme dell’Unione europea. L’arrivo della missiva è confermata da fonti del Tesoro: “Il ministero sta ora valutando”, spiegano.

L’Unione europea – secondo quanto risulta all’Ansa – si è attivata anche su denuncia dell’Adusbef alla quale ha scritto lo scorso 11 febbraio per confermare l’apertura del fascicolo SA.38311 (2014/CP) su “Revaluation of Banca d’Italia – Italy”. Il decreto sotto esame, che l’allora ministro Saccomanni non avrebbe mai notificato a Bruxelles, prevede in particolare la rivalutazione da 300 milioni di lire a 7,5 miliardi di euro delle quote di via Nazionale, in possesso di molti istituti di credito, e in vieta di detenere più del 3% del capitale. Sopra questa soglia sono in particolare Intesa-SanPaolo e Unicredit, ma anche Generali,Cassa di risparmio di BolognaInps e Carige. Il decreto prevede, la dismissione delle quote eccedenti che, se non trovano investitori sul mercato, possono essere acquistate “temporaneamente” dalla Banca d’Italia stessa. Un’altra norma, poi, prevede la possibilità della distribuzione di un dividendo, da parte della banca d’Italia, fino al 6% del valore di ogni singola quota. Da qui le proteste in Parlamento, con in testa il Movimento Cinque Stelle, sul “regalo miliardario alle banche”.

Il caso è stato anticipato oggi da Repubblica. Secondo il quotidiano, la lettera è partita pochi giorni fa per capire dal Tesoro se, dietro la rivalutazione delle quote di Bankitalia, non ci siano aiuti di Stato agli istituti. Nell’articolo si cita in particolare la denuncia dell’eurodeputato dell’IdvNiccolò Rinaldi, ma sul tavolo della commissione vi sarebbe almeno un altra denuncia: quella delle due associazioni di consumatori Adusbef-Federconsumatori che all’inizio del mese avevano presentato un esposto a circa 130 procure generali e alla Corte dei Conti contro la riforma di Bankitalia.

“Abbiamo ricevuto nei giorni scorsi la mail della Commissione Europea – afferma oggi il presidente di Adusbef Elio Lannutti – C’è indicato un indirizzo al quale mandare ulteriore documentazione. Ho anche chiamato il funzionario e posso dare la conferma che sul tema si è attivata la commissione”. L’articolo di Repubblica, che evidenzia come “per ora Bruxelles non salta alla conclusioni, perché il caso Bankitalia è appena agli inizi”, sostiene che al di là delle segnalazioni le autorità europee avevano comunque notato l’operazione, in considerazione anche dell’esame che l’Eba – l’autorità europea sulle banche – sui bilanci degli istituti.

fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/