Se anche la carta igienica abbandona l’ #ItaliaFALLITA

Posted on marzo 27, 2014 di


Continua la “versione ridotta” della mia informazione sul blog.

Il motivo lo trovate qui Il nostro Blog al 28°posto in Italia, ma forse chiuderà

Sto pensando o di rinnovare e rilanciare il blog o, anche, di rinunciarvi.

Intanto, anche la carta igienica abbandona l’Italia.

E non è perchè manchino (facce da) culi…

-:)

Certo, lo Stato puo’ evadere, non pagare le imprese…

E poi mi parlate di “lavoro nero” ed evasione..

Gli altri o muoiono o chiudono o si spostano.

Leggete.

Poi capirete perchè in Veneto ne hanno le balle piene di questo Stato fallito e ladro.

All’estero grandissimo risalto per il referendum, qui solita stampa.

Eh, la nostra stampa!

E’ in grandissima crisi, ma se mancherà la carta igienica, potrà trovare presto un modo per rendersi effettivamente utile…

-:)

 

 

 

Azienda tradita dal Veneto fugge in Austria

La padovana Roto-cart decide di investire 40 milioni in Carinzia. Previsti un centinaio di posti di lavoro

UDINE. Un’altra azienda italiana cede all’«attrazione fatale» austriaca e decide di attraversare il confine, per investire in Carinzia i suoi soldi e il suo ingegno imprenditoriale. Questa volta è un’azienda del Nordest, la Roto-cart Spa di Piombino Dese (Padova), che produce carta igienica, asciugatutto, rotoli igienici, carte assorbenti di vario genere, tovaglioli e fazzoletti di carta e altro ancora. Tutta la produzione attualmente avviene in due sedi in Italia, ma dalla prossima estate se ne aggiungerà una terza a Sankt Veit an der Glan, cittadina della Carinzia situato a una ventina di chilometri a nord di Klagenfurt, lungo la storica linea ferroviaria per Vienna.

Alle aziende straniere che approdano da queste parti la Carinzia stende tappeti rossi, fatti di minori carichi fiscali, tempi rapidi nell’espletamento delle pratiche burocratiche, enti pubblici più che rispettose delle scadenze nel rimborso dei crediti d’imposta o nel saldo dei suoi debiti, una giustizia che è la quarta in Europa per tempestività. A convincere la Roto-cart a compiere il grande passo probabilmente non sono stati questi fattori incentivanti – o non solo questi – ma anche altro, se solo il suo amministratore delegato Giuliano Gelain avesse voglia di parlarne. Le cronache locali riferivano tempo fa di tre anni spesi inutilmente nel tentativo di realizzare un investimento di 120 milioni a Barcon, nel Trevigiano, dove avrebbe creato 200 posti di lavoro, progetto poi abbandonato per le resistenze politiche e l’opposizione di comitati ambientalisti. Stessa sorte per un tentativo analogo Castelfranco Veneto.

L’Austria, invece, che pure in fatto di tutela ambientale non è seconda a nessuno, sembra aver accolto la Roto-cart a braccia aperte. Gelain non vuole parlare con la stampa. Non smentisce nulla, ma lascia intendere che si tratta ancora di un’idea tutta da verificare. In Carinzia, invece, raccontano un’altra storia. Nella zona industriale di Blintendorf la Roto-cart ha già acquistato da tre agricoltori 10 ettari di terreno. Uno studio di Klagenfurt, la Ziviltechnikunternehmen Kastner Zt, è stato incaricato di elaborare un progetto di massima del nuovo stabilimento. L’investimento è previsto in 40 milioni di euro e, secondo Gerold Kastner, uno dei titolari dello studio di progettazione, vi lavoreranno 100 persone. Negli ultimi anni sono una dozzina le imprese italiane che si sono insediate in Carinzia, ma quella della Roto-cart – che qui prenderà il nome di Papierverarbeiter Spc – è senza dubbio la più grande sia per il capitale investito che per i posti di lavoro creati. Anche le verifiche ambientali sono in corso e se ne prevede la conclusione a giugno. Del resto – spiega Alexander Schrott, responsabile per le attività economiche del distretto di St. Veit – la Spc a Blintendorf non fabbricherà carta, ma si occuperà soltanto della sua lavorazione, per cui non ci sono da temere scarichi inquinanti.

 

 

 

Posted in: #NuovaResistenza