il #DudùAct – dalla fine delle ideologie ai cagnetti

Posted on aprile 3, 2014 di


Premetto che  in questo post non vi è traccia di ironia.

E quindi non sono affatto ironico quando scrivo che la notizia da me letta oggi, sul Corsera, del DudùAct promosso da Berlusconi, questa è la più importante notizia che leggo su un quotidiano italiano da molti mesi.

Perché con il DudùAct Berlusconi, ancora una volta, ha dimostrato di essere il più importante storico e ideologo italiano del dopoguerra.

Il primo a intuire, ferocemente, come la fine delle ideologie e dei simboli (scudocrociato, falceemartello) in un Paese povero culturalmente come l’Italia andasse riempito non con ipotesi complesse e un po’ velleitarie (vedi la gioiosa macchina da guerra di Occhetto), bensì che quei simboli andassero sostituiti da un marchio possibilmente bello, accattivante, rassicurante.

Il primo che si rivolse alle “partite IVA” e non ai “compagni”.

Il primo, infine, a capire che anche il marchio e le “partite IVA” oggi non tengono più, che il vuoto va riempito con qualcosa di nuovo, ancora più accattivante, ancora più rassicurante.

Questo il balzo in avanti di questi giorni.

Grillo e Casaleggio al confronto sono due bambini un po’ ingenuotti o, forse, troppo superbi. Anche loro hanno in mente un mondo post-ideologico (in fondo anche Renzi lo ha capito), ma, parliamoci chiaro: cosa scegliereste tra quella cosa fredda e un po’ anonima chiamata “Rete” e un batuffolo di tenerezza chiamato Dudù?

Non so se Berlusconi abbia Facebook. In fondo, gli basta il Corsera.

Gli basta aver visto come ormai da qualche anno non c’è homepage senza video di gattini zuccherini, uccelli tenerelli, cagnetti allegretti.

Gli basta aver visto come oggi ci si definisca più per le proprie preferenze sessuali e alimentari che per quelle di voto.

Possibilmente per qualcosa di innocuo, ideologicamente “a prova di bomba” come un cagnetto o un gattino. Qualcosa che non mi esponga, che non mi costringa al pensiero, alla complessità, qualcosa su cui tutti possiamo essere in fretta d’accordo.

Berlusconi ci sta mostrando la via, cari miei.

Sulle ipotesi di futuro non ci mettiamo d’accordo.

Le ideologie le abbiamo ormai sepolte.

Di Dio non ne parliamo.

Oggi non ci unisce nulla se non l’amore per i nostri 7 milioni di animali domestici.

E, per una volta, l’Italia non è sulla front line di questa rivoluzione.

Già Obama giocava con il cagnetto,  già Bush.

Quindi, cari miei, non ridete del DudùAct.

Pensate piuttosto come l’unico argomento su cui ormai riusciate a essere un minimo coesi e solidali è la condivisione sul vostro wall dell’ultimo video di Fuffy o della ricetta di quel buonissimo sformato di ceci e lenticchie.

 

 

Posted in: #DeGenerazioni