Il bluff di Renzi: i conti non tornano e riduce il taglio delle tasse (taglio dell’Irap solo del 5%)

Posted on aprile 7, 2014 di


Votate questo cialtrone, italioti…

Promesse tante, fatti ZERO.

Riforme farlocche e destabilizzanti la nostra democrazia, in chiave autoritaria e antidemocratica.

Nessun vero e significativo risparmio.

Bugie, menzogne, balle.

Fumo negli occhi dei cittadini, fuffa…

Solo effetti speciali, puro marketing politico..

Una bolla mediatica gonfiata da media votati al servilismo e alla prostituzione intellettuale.

Nulla di più.

Votatelo, mi raccomando.

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I conti pubblici si fanno un pò più complicati del previsto per il governo, che ha così ridotto i tagli promessi alle tasse.

In attesa che arrivi il tanto sospirato taglio delle tasse, il premier Matteo Renzi ha iniziato a ridurre proprio tale taglio, visto che i numeri dei conti pubblici hanno la testa dura. E così, l’Irap non sarà tagliata più del 10%, come il governo aveva promesso nelle scorse settimane, ma almeno per il 2014, il taglio sarà del 5%. L’aliquota scenderà dall’attuale 3,9% al 3,7%. Tuttavia, i benefici non si vedranno quest’anno, ma solo con il pagamento del saldo dell’imposta nel 2015. Solo dal prossimo esercizio fiscale, quindi, potrebbe essere mantenuta la promessa di un abbassamento dell’aliquota del 10%, ossia al 3,5%.

Ciò significa che molto probabilmente, Renzi deciderà di rinviare anche l’aumento della tassazione delle rendite finanziarie, con l’aliquota che passerebbe dal 20% al 26%, a questo punto, dall’1 gennaio 2015.

Cosa accade con detrazioni Irpef?

Confermato, invece, il taglio dell’Irpef, ossia l’abbassamento delle tasse sui redditi da lavoro, ma anche in questo caso si parla già di ridimensionamento, rispetto alle ipotesi iniziali. Va detto che qui il governo ha scelto lo strumento delle detrazioni e non quello delle aliquote per diminuire il carico fiscale sui redditi, in modo da spalmare il taglio solo su alcune categorie di reddito e solo sui lavoratori dipendenti.

La misura fiscale varrebbe 6,6 miliardi di euro. Il governo è intenzionato a mantenere la promessa di mettere in busta paga 80 euro in più per i redditi lordi annui di 25 mila euro, pari a circa 1.500 euro netti al mese. Tuttavia, dovrebbe essere ristretta ulteriormente la platea dei beneficiari. In pratica, i minori risparmi individuati con la “spending review”saranno compensati dai minori beneficiari del taglio dell’Irpef.

Le coperture fiscali

I tagli “reali” di spesa, a copertura del provvedimento, sarebbero intorno a 4,5-5 miliardi. Restano 1,5-2 miliardi, che Renzi intende coprire con i risparmi ottenuti dal calo dellospread, che dovrebbero ammontare a 2,5-3 miliardi per tutto il 2014. In sostanza, anche nel caso in cui il trend sui mercati non fosse così favorevole come oggi per i rendimenti sui nostri BTp nella restante parte dell’anno, rimarrebbe lo stesso una riserva di un miliardo circa a tutela dei conti pubblici. Ma va detto che sarà difficile contabilizzare in anticipo un risparmio che si sarà conclamato a consuntivo e che non dipende dall’azione dello stesso governo, bensì da variabili finanziari ad esso estranee. Una mission quasi impossibile per il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, il quale dovrà convincere Bruxelles che le coperture ci sono.

Il problema è che parte del taglio delle tasse doveva essere coperto con risparmi sulla sanità, ma le resistenze del ministro Beatrice Lorenzin hanno indotto il Tesoro a volgere lo sguardo altrove. Ecco, quindi, spuntare misure – per così dire – di finanza “creativa”.

Altro vero problema per il premier Renzi sarà mantenere l’impegno di contenere il rapporto tra deficit e pil al 2,6%, convincendo la Commissione europea che con una crescita del pil stimato allo 0,8% e con un’inflazione attualmente intorno a mezzo punto percentuale, ci siano i margini per rispettare i target.

Ad oggi, l’unica cosa di cui siamo certi è che ad essere già tagliati sono stati i tagli alle tasse e che sarà certamente aumentata almeno un’altra tassa, quella sulle rendite finanziarie.

fonte:http://www.investireoggi.it/

 

 

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