Varoufakis: L’avanzo primario greco è solo un altro artificio contabile

Posted on maggio 5, 2014 di


Sul suo blog, Varoufakis rivela che l’avanzo primario del governo greco (che non considera il peso schiacciante degli interessi sul debito) è frutto di trucchi contabili, benedetti dalla troika. Si tratta solo di un artificio in vista delle elezioni europee: si vuol sostenere che la crisi greca – e quindi dell’eurozona – è ormai alle spalle. Ma diversamente da quanto sembra pensare Varoufakis, il problema non sono le statistiche alla greca La verità in tutta l’eurozona non potrà che venire presto a galla.

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In un appassionato post, Varoufakis rivela che persino l’unico risultato greco – peraltro molto simbolico – è una truffa: lo sbandierato avanzo primario che è costato tanta sofferenza è frutto di un trucco contabile. Vediamone la descrizione:

“E’ ufficiale! Il governo greco ora conferma che il tanto sbandierato avanzo primario del 2013 era una finzione creata tramite il ritorno delle famose statistiche alla greca (vedere questo recente post). E conferma anche che il trucco ha avuto la piena approvazione di Eurostat, della Troika, di Berlino, ecc.

La “confessione” è arrivata sotto forma di un imbarazzato silenzio seguito alla notizia che circa 4,5 miliardi di euro erano stati tolti dalle spese governative attraverso la scoperta di un inesistente “buco bianco” nelle entrate fiscali. Ieri, un tweet di un fake accountdi un funzionario del Ministero delle Finanze mi ha ricordato che le nuove statistiche alla greca richiamano moltissimo le vecchiestatistiche alla greca

In un tweet diretto a me, un fake account a nome del signor Staikouras, il Ministro Alternativo delle finanze greche, aveva da dire quel che segue:

E’ stata una faticaccia metterlo giù in maniera tecnicamente inappuntabile, in modo che non potessero avere nulla da ridire, ma ce l’abbiamo fatta. Un grande risultato, modestia a parte.”

Anche se questo account di twitter non è genuino, esso coglie brillantemente la posizione del governo in materia, e mi ricorda come le statistiche greche fossero fonte di orgoglio per i funzionari del Ministero delle Finanze alla fine degli anni novanta, quando riuscirono a ‘comprimere’ i numeri di bilancio del governo greco, prima dell’ingresso della Grecia nell’eurozona. È chiaro ora che le nuove statistiche alla greca sono anch’esse una fonte di orgoglio nei circoli del governo. Ma cominciamo dall’inizio.

Quando la Grecia è implosa nel 2010, abbiamo tutti pensato che, perlomeno, era giunto il momento della verità. Era scoppiata la bolla, le persone dovevano soffrire immensamente, ma almeno potevamo vedere l’inizio di una nuova era, durante la quale greci, tedeschi, irlandesi, spagnoli, gli europei in generale, avrebbero cercato di ricostruire su un terreno solido, evitando di costruire castelli di carta tenuti insieme da bugie, e avrebbero detto ai cittadini la verità sui nostri fondamentali macroeconomici.

Ora sembra che anche quella modesta aspirazione dovesse essere distrutta da una leadership europea che sta cercando di affrontare la crisi dell’Euro, e la sua inadeguata gestione, semplicemente gonfiando delle nuove bolle per sostituire le vecchie e dando così una falsa impressione di ripresa – e tutto ciò mentre le economie reali e le persone reali continuano a lottare in un’economia sociale irrimediabilmente compromessa.”

Poi Varoufakis se la prende col suo governo, orgoglioso di aver truccato i conti in modo da meglio soddisfare la troika. Sottolinea inoltre come il trucco utilizzato stavolta non sia nemmeno nuovo:

“Ciò detto, il Ministro delle Finanze greco non ha dovuto inventarsi nuovi trucchi. L’idea di “scoprire buchi bianchi” nei fondi pensione è stata la prima ad essere usata alla fine degli anni ’90 per “dimostrare” che il deficit di bilancio greco era più vicino ai parametri di Maastricht (3% del PIL) di quello che fosse in realtà.Come lo so? Perché me lo ha detto di persona l’ufficiale a suo tempo responsabile di inventarsi il “trucco”. Chi era quell’ufficiale? Yannis Stournaras, l’attuale Ministro delle Finanze che, negli anni ‘90, era il presidente greco nel consiglio degli esperti economici, responsabile di negoziare l’entrata della Grecia nell’eurozona. Arriva proprio da una fonte diretta.”

Poi l’autore fa un punto della situazione, svelando il gioco che stanno impostando i governi di Atene e Berlino:

Oggi, la maggior parte dei greci lotta per la propria sopravvivenza sotto una cappa di indebitamento privato e pubblico, un PIL molto ridotto, un mercato del lavoro frammentato, investimenti evaporati e un sistema bancario fallito. Questa volta (diversamente da quanto avvenuto alla fine degli anni ‘90) i governi di Atene e Berlino non stanno usando le statistiche alla greca per aggirare i criteri di Maastricht, ma per ingannare i loro elettori, facendogli credere che la crisi è finita. Il loro unico scopo è ottenere una vittoria elettorale alle prossime elezioni del Parlamento Europeo.

Qui vediamo 2 problemi riguardo il ritorno delle statistiche alla greca. In primo luogo: vi sembra una buona idea mentire intenzionalmente, ancora una volta, ai popoli europei in un momento in cui la fiducia nelle istituzioni europee è a un minimo storico? Secondo: questa bugia viene detta con lo scopo di rendere più sopportabile la vita della moltitudine dei greci sofferenti? Suppongo che entrambe le domande abbiano una risposta negativa.”

Varoufakis ha già un’idea molto precisa su quello che sarà l’atteggiamento tedesco nei confronti dei problemi greci:
“Tutto quello che Angela Merkel e il signor Schauble faranno dopo l’estate è di passare a una nuova fase del gioco del ‘tirare avanti’ nei confronti del debito pubblico greco; ossia prolungheranno il programma di rimborso fino a dopo il 2050 e ridurranno leggermente i tassi di interesse su una parte di quel debito. Essenzialmente, la montagna di debito greco continuerà a pesare come un elefante sul petto indebolito dell’economia greca, solo che le rate annuali per il governo greco saranno un po’ meno ingestibili. Nel complesso, comunque, la Grecia rimarrà insolvente all’infinito.”

Infine, l’autore chiude con un’amara constatazione: i leader europei mentono per una ragione molto banale. In vista delle elezioni europee ci vogliono notizie buone, si deve dare l’impressione che la crisi sia alle spalle:

“Perciò, la domanda diventa: valeva la pena far rivivere lestatistiche alla greca e mentire sui nostri numeri di bilancio al popolo della greco, tedesco, e al mondo intero, in modo da mantenere la Grecia, per decenni a venire, nella schiavitù perpetua del debito? Nella prospettiva dei nostri leader, certamente sì, dato che il loro obiettivo è semplicemente ingannare gli europei per poter vincere le elezioni del Parlamento Europeo, sulla base della bugia che, se la crisi del debito greco è finita, è finita anche la crisi dell’euro. “

fonte:http://vocidallestero.blogspot.it/

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