E’ la globalizzazione, bellezza! Grecia, la scomparsa delle imprese direzione Bulgaria

Posted on maggio 6, 2014 di


marx.jpg

Segnalo questo interessante articolo.

Chi discute della crisi odierna (e chi propone le sue ricette per uscirne) dovrebbe stamparselo.

E’ il processo di globalizzazione che andrebbe seriamente analizzato.

Le classi politiche occidentali hanno sbagliato (?) analisi e valutazioni anni fa.

Il mondo globalizzato è un’opportunità, certo, ma non per tutti.

Era ovvio che larghi strati delle popolazioni dell’occidente avrebbero perso parte della loro ricchezza e del loro benessere (a favore di altri popoli)

In questo, una seria rilettura di Marx, forse aiuterebbe a comprendere alcuni scenari in atto.

Già nel Manifesto del Partito Comunista Marx e Engels del 1848 scrivevano: «La grande industria ha creato il mercato mondiale… Le vecchie industrie nazionali sono soppiantate da nuove industrie che non impiegano più materie prime indigene, ma delle materie che vengono dalle regioni più lontane e i cui prodotti si consumano non solo nei paesi stessi, ma in tutte le parti del globo… Al posto dell’antico isolamento di province e di nazioni autosufficienti, si sviluppano delle relazioni universali, una interdipendenza universale di nazioni»

Te capì, italiota mio?

Oggi sei tu che rischi di finire povero ed in “schiavitù”.

Non in un fabbrica, magari, ma in un call center a 500 euro, in “nero”, s’intende.

bambini+operai.jpg

Le possibilità in questo mondo sono solo due: o cambiare sistema o adattarsi a questo e trarne il massimo beneficio.

Visto che le rivoluzioni non si fanno (e quando si fanno, spesso, finiscono male)…

Visto che le rivoluzioni non le fanno le persone coi capelli bianchi, ma i giovani…

Opterei per la seconda soluzione.

-:)

Ma servirebbe una classe dirigente che non abbiamo.

Il mondo globalizzato è questo, signori!

Per questo sorrido quando penso a politici o sindacati che parlano di “trattenere le imprese qui…”

Così come sorrido quando sento parlare di “lotta dura all’evasione” (in un Paese dove la pressione fiscale è da schiavitù)

Ma dove vivete?

Oggi una impresa è libera: leggi, tecnologie, trasporti, politica hanno favorito questa totale libertà.

Pensate a soli 20-30 anni fa.

Banalizzando: il mondo era diviso in due..Internet non esisteva..c’erano le frontiere..In Europa non esisteva neppure una moneta unica..

L’Italia dovrebbe ripensare alla sua mission all’interno di questi processi storici ed economici.

Ma cosa volete che interessi a politici del calibro di Renzi o Berlusconi…

Stampatevelo nel cervello: se si va avanti così, il declino sarà ineluttabile ed ineludibile.

Al singolo cittadino non resta che una soluzione: cercare esso stesso di”globalizzarsi”, come stanno facendo le imprese.

Non c’è altra soluzione, fidatevi.

Come un’azienda ricerca le migliori condizioni per produrre, così dovrebbe operare il singolo.

Per questo io (che ho un lavoro, una casa e quanto mi lasceranno i miei) forse non mollerò questo paese di m.. ma i miei figli sì.

Biglietto di sola andata.

Anche le indicazioni sono scritte in greco … ma siamo in Bulgaria … tasse più basse, minor costo dei terreni e salari inferiori rendono questo un “Paese rifugio” per le imprese elleniche, in fuga da sei anni di recessione.

Symela Touchtidou, euronews:

“Sandanski, Petrich, Koulata, Melnik: le città bulgare vicine al confine con la Grecia assistono ad una massiccia immigrazione greca. È cominciata negli anni 90 sull’onda dell’euforia per “l’espansione greca nei Balcani”. Ora le condizioni sono esattamente opposte, le imprese scappano e cercano rifugio oltreconfine”.

Questo hotel, nella pittoresca città di Melnik, è stato costruito dal greco Christos Mavridopoulos. Negli ultimi tempi accoglie i tanti connazionali in cerca di miglior fortuna. Gli investimenti greci in Bulgaria ammontano ora a 3 miliardi di euro, secondo l’Hellenic Business Council in Bulgaria.

Christos Mavridopoulos, albergatore:

“Quelli che possono andarsene, lo fanno. Ogni giorno ci sono nuove imprese. È gente disperata, non sanno esattamente cosa vengono a fare qui cosa faranno dopo, vogliono solo scappare da ciò che sta avvenendo in Grecia”.

Kostas Zervas paga per l’affitto di un edificio di mille metri quadrati solo 300 euro al mese. In Grecia costerebbe il quadruplo, la tassa sulle aziende qui è al 10% e quella sui dividendi al 5%, in Grecia sarebbero rispettivamente al 26% e 25%.

E con le imprese si spostano anche i lavoratori. Uno scenario impensabile solo 10 anni fa.
Con i 380 euro di salario, che David Podosian guadagnava in Grecia, non era possibile sopravvivere.

David Podosian, meccanico:

“La disoccupazione mi ha costretto a lasciare la Macedonia Occidentale per cercare un lavoro in un altro Paese. Ora guadagno l’equivalente di 350 euro, ma sono abbastanza per condurre una vita migliore rispetto a prima”

Dimitris Giannakis, Vicepresidente della Camera di Commercio di Serres:

“Negli ultimi 5 anni circa 5 mila imprese sono state cancellate dai registri, molte di queste si sono trasferite in Bulgaria”

Symela Touchtidou, euronews:

“Serres, è una delle città che ha conosciuto uno sviluppo record, si trova a soli 40 km dal confine con la Bulgaria. Ora le imprese stanno scomparendo progressivamente, per stabilirsi nel Paese vicino”.

Alla “Task Foce” creata a livello europeo per favorire lo sviluppo in Grecia, la città ha chiesto venga creata una speciale zona a tassazione agevolata per evitare la scomparsa delle imprese. Ma l’ipotesi è esclusa dal diritto europeo.

Con le imprese e i lavoratori, migrano anche i consumatori. I greci fanno i loro acquisti in Bulgaria, i prezzi sono più bassi. Sembra un circolo vizioso al ribasso. La Grecia spera nella ripresa nel 2014, ma sembra difficile ottenere la crescita se non c‘è sviluppo.

fonte: http://it.euronews.com

Posted in: #NuovaResistenza