Roubini avverte: “siamo all’inizio di una bolla del credito”

Posted on maggio 9, 2014 di


Sul fatto che si sia rigonfiata l’ennesima bolla io non ho alcun dubbio.Bisogna capire se, quando, come scoppierà.
Le banche Centrali hanno drogato di brutto il mercato finanziario, salito senza alcuna correlazione con l’economia reale.
Non resta che aspettare.
Che tempi duri, ragazzi.

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Se l’exit strategy della Fed sarà troppo veloce, "ci sarà un crash del mercato dei bond, e si ucciderà l’economia". Ma se sarà troppo lenta..
"Siamo all’inizio di una bolla sul credito, ma appena all’inizio. Tutti gli avvenimenti rischiosi che si sono manifestati nel 2006 e nel 2007 sono tornati allo stesso livello, se non peggio". Questa l’interpretazione dello stato attuale delle cose diNouriel Roubini, professore alla New York University e presidente di Roubini Global Economics, che ha parlato nel corso di un’intervista rilasciata a Maria Bartiromo al canale Fox Business Network.

"Forse oggi non c’è una bolla nel mercato azionario americano", ma la strategia di uscita dalle maxi iniezioni di liquidità da parte della Federal Reserve sarà così lenta che non mancheranno i presupporti di una nuova bolla. "Abbiamo creato una bolla subprime, una bolla immobiliare, una bolla sul credito, una bolla azionaria, una bolla finanziaria e dopo la bolla è scoppiata e c’è stato un crash. Questa volta, dopo cinque anni di politica a tassi zero, il QE1, il QE2, l’Operation Twist, il QE3, inizieremo ad alzare i tassi solo a metà dell’anno prossimo" e il processo di normalizzazione dei tassi, a suo avviso, sarà molto lento. "Dunque, quali sono i rischi legati a questo processo molto lento. Creeremo alla fine grandi bolle e queste grandi bolle porteranno alla fine grandi crash. Penso che il rischio maggiore non sia rappresentato dal momento in cui la Fed concluderà la sua politica di tapering o quando ci sarà il primo rialzo dei tassi".

Andando avanti, Roubini sottolinea che "bisognerà raggiungere la stabilità economia e la ripresa. E bisognerà evitare le bolle sui mercati finanziari. Ora poi le banche centrali hanno un altro obiettivo: la stabilità finanziaria". Ma se si uscirà (dalla politica monetaria ultra accomodante) troppo presto, "ci sarà un crash del mercato dei bond, e si ucciderà l’economia". Se "si uscirà troppo lentamente e troppo tardi, si creerà una bolla finanziaria, ed è questa la sfida più grande che la Fed dovrà affrontare nei prossimi tre, quattro anni".

Il professore precisa che "siamo all’inizio anche di una bolla sul credito, appena al suo inizio, è un fenomeno non ancora sviluppato, ma tra un anno e due, quando i tassi saranno ancora poco al di sopra dello zero, il rischio sarà totalmente dispiegato".

fonte: http://www.wallstreetitalia.com

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