Carbone, renziano doc, altro bel personaggio..#Matteorispondi !

Posted on maggio 14, 2014 di


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Segnatevi questo nome: Carbone. Di Cosenza, avvocato, è stato eletto in Lombardia…
Altro bel personaggino del nuovo Pd renziano.
Non solo mangiava…
Abitudine che condivide con Renzi, suo grande amico e sponsor politico….

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E Carbone è davvero renziano odc, tanto che arrivò a dire: "Dopo Renzi a palazzo Chigi non ho più sogni".
Tipico stile dei nuovi leccaculo renziani.
Ecco cosa scrive Gad Lerner (non certo ostile ai piddini…)

Prima di essere eletto deputato Carbone era presidente ed amministratore delegato di una società, Sin Spa, collegata al ministero dell’Agricoltura. Sul “Fatto Quotidiano” di lunedì 23 dicembre vengono raccontate le “spese folli” del deputato renziano, circa 15 mila euro messe in conto alla società per aperitivi, pranzi e cene, oltre che pernottamenti negli hotel, senza alcuna giustificazione.

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Ma oggi apprendiamo dell’altro (invito chi definisce bufale le cose che scrivo su twitter a pensarci due volte, perchè ho fatto spesso fare figure di m… anche ad illustrissimi signori di questa Repubblica delle banane).

Una storia di violenza telematica, attuata tramite il furto della password, la sostituzione di persona ed altre violazioni della privacy della sua ex…
Praticamente, cosa faceva Carbone?

Auto inviarsi mail minacciose accedendo abusivamente all’indirizzo di posta elettronica dell’ex amante per poi darle la colpa e denunciarla. Un piano perverso salvo poi venire scoperti. Con l’ex amante assolta per non aver minacciato nessuno e con la vittima che così si trasforma in presunto carnefice trovandosi lui a vestire gli scomodi panni dell’indagato.

Così è finito sul registro degli indagati Ernesto Carbone deputato del Pd con l’accusa di essersi collegato illegalmente alla posta elettronica dell’ex fiamma utilizzando anche un computer di un ufficio del Senato. Accesso abusivo al sistema informatico e falsa testimonianza, questi i reati per i quali l’esponente democratico è indagato dal pm Luigi Fede che ha recepito gli atti dal Tribunale che ha sentenziato sulle false minacce al deputato del Pd.

«Ti farò morire Carbone». E ancora: «Non ti farò più vedere tua figlia ma forse è meglio così perché tu sei pazzo». C’è il fondato sospetto che «questo genere di mail, nel marzo del 2009, il deputato Pd se le sia auto spedite entrando illegalmente nella posta elettronica di quella che era stata la sua fiamma».

Che schifo!
Che merda di uomo!

Questo è il nuovo che avanza, signori.
Questo è il Pd di Renzi che governa coi vari Lupi (oggi Frigerio ha vuotato il sacco…)
Reati gravi…
Si puo’ avere fiducia in un uomo politico del genere?
E’ stato sospeso o espulso questo signore per i suoi comportamenti?
Certo che no!
Del resto, se un partito non espelle neppure Primo Greganti, ma si limita ad una sospensione cautelativa…
Che razza di partito è?
Dopo essersi fuso con Fi ed Ncd (tanto sono la stessa identica cosa) cambi nome, il Pd.
Basta aggiungere un "m"…
Pdm: partito delle mazzette o partito di m..
-:)

ps: #matteorispondi

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Auto inviarsi mail minacciose accedendo abusivamente all’indirizzo di posta elettronica dell’ex amante per poi darle la colpa e denunciarla. Un piano perverso salvo poi venire scoperti. Con l’ex amante assolta per non aver minacciato nessuno e con la vittima che così si trasforma in presunto carnefice trovandosi lui a vestire gli scomodi panni dell’indagato.

Così è finito sul registro degli indagati Ernesto Carbone deputato del Pd con l’accusa di essersi collegato illegalmente alla posta elettronica dell’ex fiamma utilizzando anche un computer di un ufficio del Senato. Accesso abusivo al sistema informatico e falsa testimonianza, questi i reati per i quali l’esponente democratico è indagato dal pm Luigi Fede che ha recepito gli atti dal Tribunale che ha sentenziato sulle false minacce al deputato del Pd.

«Ti farò morire Carbone». E ancora: «Non ti farò più vedere tua figlia ma forse è meglio così perché tu sei pazzo». C’è il fondato sospetto che «questo genere di mail, nel marzo del 2009, il deputato Pd se le sia auto spedite entrando illegalmente nella posta elettronica di quella che era stata la sua fiamma».

ERNESTO CARBONEERNESTO CARBONE

A scriverlo, appena un anno fa, nelle motivazioni in cui si certifica l’assoluzione dell’ex amante di Carbone è il giudice Anna Tavernese: «L’istruttoria ha fornito sufficienti elementi per affermare che sicuramente la persona offesa (Ernesto Carbone ndr) era abusivamente entrata nell’indirizzo di posta elettronica dell’imputata e da questo stesso indirizzo aveva poi inviato dei messaggi».

ERNESTO CARBONEERNESTO CARBONE

Il giudice Anna Tavernese, al momento della lettura del dispositivo assolutorio per l’ex amante di Carbone, ha deciso di inviare gli atti in procura affinché si indagasse proprio sul deputato. Decisione che oggi dà i suoi primi risultati con i reati di accesso abusivo al sistema informatico e falsa testimonianza per cui il politico è sotto inchiesta:

«La testimonianza del Carbone è stata oltremodo lacunosa – scrive il giudice nelle motivazioni della sentenza – disseminata di continui non ricordo, quasi a voler evitare di dichiarare il falso, ma comunque costellata di false dichiarazioni».

Sempre dalle motivazioni della sentenza vengono elencati i luoghi da cui sarebbero state inviate le mail minatorie dalla casella postale della donna nei confronti di Carbone. Tutti luoghi in cui Carbone lavorava, come Palazzo Madama, «l’email provenivano dal Senato della Repubblica dove la persona offesa (Carbone allora collaboratore del ministro Paolo De Castro ndr) lavorava ».

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Oppure dove si trovava momentaneamente a soggiornare «l’email erano partite dalla rete internet dell’Hotel Baglioni di Firenze». Il giudice nelle motivazioni delle sentenza chiude scrivendo che gli elementi emersi a dibattimento «impongono valutazioni circa la falsità delle accuse mosse dal Carbone» all’ex amante.

Ernesto CarboneERNESTO CARBONE

Ma il deputato del Pd ha sempre negato: «Non ho mai utilizzato la mail di quella persona – ha dichiarato in passato Carbone – e anche la mia casella è stata oggetto di intrusioni. E non è possibile che io abbia inviato mail dai pc del Senato, non ho mai avuto l’account necessario a usarli».

fonte: dagospia

Bologna, 14 maggio 2013 – UN BRILLANTE politico in ascesa, una giovane e bella militante del Pd,una relazione sentimentale finita con uno strascico di mail diffamatorie e cattiverie assortite sui social network. Ci sono tutti gli ingredienti per una piccante storia di politica di provincia. Ma in realtà quella che arriverà venerdì nell’aula del tribunale di Forlì è una storia di vera e propria violenza telematica, attuata attraverso il furto di password, la sostituzione di persona e l’intrusione nel profilo Facebook altrui. Sono i capi d’imputazione di cui deve rispondere Ernesto Carbone, 39 anni, deputato del Pd, ex collaboratore del ministro De Castro. La parte lesa è Giorgia Battelli, 35 anni, consigliere comunale del Pd a Cesena, che nel 2009 aveva sporto denuncia contro ignoti dopo essersi accorta dell’impossibilità di accedere alla sua casella di posta elettronica e al suo profilo Facebook.

IN CONTEMPORANEA però Carbone l’aveva denunciata per avergli inviato mail minacciose dallo stesso indirizzo. Così la donna era finita nella scomoda posizione di imputato presso il tribunale di Roma. Ma in aula, dopo l’analisi degli accertamenti della polizia postale, ecco il colpo di scena: le mail condite di minacce erano sì firmate col nickname di Giorgia Battelli, ma partivano da utenze telefoniche riconducibili a Carbone. La vicenda si ribalta: la donna viene assolta e il giudice ordina la trasmissione degli atti alla Procura.

INTANTO arriva a conclusione anche l’inchiesta scaturita dalla denuncia di Giorgia Battelli. E anche qui i risultati delle indagini della polizia postale — che ha interpellato anche la sede centrale di Facebook a Palo Alto negli Usa — parlano chiaro: la casella postale della donna è stata usata fraudolentemente, così come è stato violato il suo profilo sul social network.

IN PIÙ sarebbero riconducibili a Carbone anche le mail inviate da un altro indirizzo a pioggia tra i conoscenti di Giorgia Battelli, gli enti locali e i giornali, contenenti pesanti allusioni a favoritismi goduti dalla donna sul lavoro. «Non ho utilizzato la sua mail — dichiara Carbone — e anche la mia casella è stata oggetto di intrusioni. Le mail partite dalle mie utenze? Lei aveva accesso alla linea e al mio palmare. Le accuse parlano anche di mail partite dai pc del Senato, ma io non ho mai avuto l’account necessario a usarli».

fonte: www.ilrestodelcarlino.it

Posted in: #NuovaResistenza