Case a picco, non si vende più. Italia indietro di 30 anni

Posted on maggio 14, 2014 di


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E poichè ve l’ho scritto in tutte le salse…
E poichè con Renzi la situazione potrà solo peggiorare…
E poichè io ho venduto le case dei miei nel 2011…
-:)

Non mi resta che fare solo rassegna stampa.
Chi voleva intendere, ha inteso.
Per gli altri, mi spiace.
Cazzi vostri, Signori.
Continuate a buttare soldi per leggere il Corriere o Repubblica.
-:)

Ah, mi raccomando: continuate a votarli questi cialtroni, eh?

Non si arresta il calo del mercato immobiliare italiano che, pur se in lieve miglioramento, chiude il 2013 con un livello di compravendite ai minimi dal 1985 e perde in termini di fatturato circa 8 miliardi di euro. Lo scorso anno si sono spesi per l’acquisto di abitazioni 67,5 miliardi di euro a fronte dei 75,7 miliardi registrati nel 2012. Ripartono pero’ nei primi mesi del 2014 le erogazioni dei mutui con un aumento superiore al 20% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e migliora l’accessibilita’ delle famiglie all’acquisto della casa. E’ la fotografia scattata nel Rapporto immobiliare 2014, lo studio annuale elaborato dall’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate e dall’Abi. Il volume delle compravendite di abitazioni nel 2013 si e’ attestato a 406.928 unita’, in flessione del 9,2% rispetto al 2012 (448.364) e ben al di sotto delle 430 mila registrate nel 1985, quasi 30 anni fa. Il calo, che nel corso dell’anno ha subito un lieve rallentamento, ha riguardato maggiormente le aree del Centro (-1,3%) e delle Isole (-10,8%). Seguono il Sud (-9,8%), il Nord Ovest (-8,8%) e il Nord Est (-7,5%).

Nelle maggiori citta’ le compravendite di case nel 2013 sono diminuite complessivamente del 5,5%. Napoli e Genova mostrano le flessioni piu’ marcate, rispettivamente con un -15,2% e -10,3% mentre Roma segue con una discesa del 7,3%. In controtendenza Milano che risale del 3,4% e, in maniera piu’ contenuta, Bologna, che registra un +1,5%. Nei Comuni delle province delle grandi citta’ la flessione nella compravendite di case risulta piu’ elevata (-10,6%). I cali maggiori si registrano a Roma (-13,8%) e a Milano (-11,1%). Seguono Torino e Genova (-10,2%). Chiudono la serie, con il calo minore, i Comuni della provincia di Bologna (-5,7%). Anche se i prestiti per l’acquisto della casa tornano a crescere nei primi mesi dell’anno, nel 2013 la flessione delle unita’ compravendute con mutuo ipotecario e’ stata del 7,7% a 143.572 unita’ a fronte del -38,6% registrato nel 2012.

Lo scorso anno l’indice di ‘accessibilita’ elaborato dall’Abi risulta pari al 6,7%, 2,1 punti percentuali in piu’ della prima meta’ dell’anno scorso, con un miglioramento che lo riporta in linea con i valori pre-crisi, determinato dal calo dei prezzi e che riguarda tutte le famiglie, anche quelle piu’ fragili, cioe’ quelle giovani e residenti nei grandi centri urbani. “I dati dei primi mesi del 2014 mostrano segnali postivi anche se prosegue la riduzione delle compravendite – ha spiegato il direttore generale dell’Abi, Giovanni Sabatini – l’indice di accessibilita’ delle famiglie all’acquisto di abitazioni da’ segnali di miglioramento che disegnano uno scenario di moderato ottimismo. Bisogna lavorare su questi segnali di ripresa che riguardano il credito, i mutui e le sofferenze bancarie”.

da L’indipendenza

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