Ve lo avevo detto…Grecia-Ue: FT, “Papandreou trattato come Berlusconi”

Posted on maggio 14, 2014 di


Ora vengono fuori le cose..

Come sapete io HO SEMPRE detto alcune cose e ve lo ho scritte, per esempio qui:

Financial Times: “Napolitano è andato oltre i suoi poteri”

Ve l’ho detto centinaia di volte: un filo rosso lega la caduta di Papandreu e l’arrivo di Papademos, con le elezioni anticipate in Spagna e l’arrivo del governo Monti.

Ormai tutto sostengono quanto io dico da tempo.

Berlusconi fu fatto cadere, questo è ovvio.

E’ vero: il suo governo era in crisi ed i risultati politici pessimi.

Ma, fino a prova del contrario…

Art. 1 della Costituzione

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Per questo io ho sempre sostenuto che si sarebbe dovuti tornare alle urne.

Ma Napolitano impose Monti (che fece quelle politiche che forse Berlusconi non era disposto ad accettare e sostenere politicamente)

Ora, emergono nuovi particolari dal Financial Times..

Ed emerge sempre più chiaramente come, ormai, la democrazia in Europa sia sempre più in pericolo.

A Menichini (direttore di Europa) che ieri sosteneva questa bizzarra e vergognosa tesi:

meni

vorrei far notare questo.

Ieri è toccato a Berlusconi e Papandreou (e anche Zapater fu indotto alle dimissioni) e domani?

Quando si iniziano ad ammettere come possibili delle pratiche fuori da ogni regola democratica si sa da dove si parte ma non si puo’ sapere dove si arriverà.

E questi sarebbero i “democratici”…

 

(di Demetrio Manolitsakis) (ANSAmed) – ATENE, 14 MAG – L’articolo del Financial Times sui momenti difficili dell’Unione europea, come quello vissuto la sera dell’11 novembre 2011 a Cannes dove era in corso una riunione del G-20, ha portato alla ribalta oltre agli errori commessi dalla troika (Fmi, Ue e Bce) nell’affrontare la crisi economica che aveva colpito la Grecia ed altri Paesi Ue anche l’atteggiamento a dir poco scorretto tenuto da alcuni partner europei nei confronti di leader democraticamente eletti come il premier greco Giorgos Papandreou e quello italiano Silvio Berlusconi. Papandreou, dopo aver vinto le elezioni dell’ottobre 2009, come ricorda il quotidiano britannico, si trovò a dover affrontare una grave crisi economica e una cattiva eredità lasciatagli dal precedente governo conservatore di Costas Karamanlis (Nea Dimokratia). La sua scelta di chiedere l’aiuto del Fmi e dell’Ue per una Grecia sull’orlo del fallimento aveva messo in moto l’attuazione di un piano economico che prevedeva una serie di rigide misure di austerità innescando così la reazione di tutti i partiti dell’opposizione, tra cui anche di Nea Dimokratia, guidata dall’attuale premier Antonis Samaras.

Oggi, a distanza di cinque anni, i risultati ottenuti per portare la Grecia fuori dalla crisi danno ragione a Papandreou: in quel momento la sua scelta era l’unica giusta da fare. E per di più credette opportuno di sottoporla all’approvazione del popolo greco proponendo un referendum. Ma a quel punto le cose si complicarono, come racconta FT.

Papandreou venne invitato a Cannes dove fu accusato dal presidente francese Nicolas Sarkozy di aver tradito i partner che avevano sostenuto la causa greca. In sostanza, racconta il giornale, si trattava di una scusa perché l’unica cosa che volevano in quel momento Sarkozy e la cancelliera tedesca Angela Merkel era di vedere la Grecia fuori dall’eurozona. Papandreou aveva parlato – forse in un momento sbagliato – di referendum, l’istituto più alto della Democrazia. E mentre a Cannes un Sarkozy furioso accusava Papandreou di tradimento nei confronti dei partner, il presidente della Commissione europea Jose Manuel Barroso – le cui responsabilità nella crisi greca sono indiscutibili in quanto non si è mai interessato di controllare i dati che arrivavano in Commissione dal governo di Atene sull’ammontare del deficit della Grecia in quegli anni – ben sapendo che Samaras era contrario al referendum, senza informare Merkel né Sarkozy, aveva (sempre secondo FT) parlato per telefono con lui e lo aveva convinto ad entrare in un governo guidato non più da Papandreou ma da un tecnico come Lucas Papadimos. L’articolo di FT, inoltre, rivela un fatto ignorato sino ad oggi: Barroso prese da parte anche Evangelos Venizelos, allora ministro socialista delle Finanze, e gli chiese di “uccidere” il referendum proposto da Papandreou.

“Tutto ciò che c’era da dire sull’incontro di Cannes e sul referendum lo abbiamo già detto”, è stato il laconico commento dell’ufficio politico dell’ex premier greco all’articolo di FT, mentre da Mosca – dove si trova in visita ufficiale – il leader di Syriza e candidato della sinistra europea alla presidenza dell’Ue, Alexis Tsipras, commentando le rivelazioni del quotidiano britannico ha detto che “dal 2011 in poi Samaras non è stato altro che la marionetta del presidente Barroso in Grecia allo scopo di garantire che il Paese andrà avanti a forza di Memorandum”. 

fonte: http://ansamed.ansa.it/

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