Arriva l’ammissione…”Italicum concepito per fare fuori Grillo”

Posted on maggio 19, 2014 di


La scoperta dell’acqua calda…
Eh, io non ve lo avevo detto, eh?
E poi c’è qualcuno che, ANCORA, si chiede perchè Grillo non faccia le riforme con Renzi e Berlusconi…
E c’è qualcuno che si stupì della diretta streaming (mentre io apprezzai e difesi il comportamento di Beppe)
E poi c’è ancora qualcuno che si chiede come mai i "grillini" siano un tantinello incazzati.
Cioè: sono il primo partito in Italia ed i media sono solo interessati a screditarli.
Ogni giorno subiscono attacchi.
Il Presidente della Repubblica non li considera e si mette di traverso.
La Boldrini fa anche peggio…
E dovrebbero rimanere "calmi e sereni"?
Questa dichiarazione sull’italicum valga per tutti coloro che, da mane a sera, rifanno sempre le stesse domande:

1) Eh, ma Grillo non vuole fare le riforme e non partecipa!
2) Eh ma Grillo cosa ha prodotto in questi mesi?

NUMERO 1: le riforme non le fai con chi ti vuole solo fottere o distruggere e con chi reputi stia distruggendo il paese.
NUMERO 2: il governo (e quelli di Monti e Letta) che cosa ha fatto al di là delle promesse? La disoccupazione è calata? Il debito pubblico è sceso? L’economia è ripartita?
Grillo è alla opposizione.
Grillo ha fatto le sue proposte ( sono i media che non ne parlano, cacchio!)

Peraltro, la cosa era già stata ammessa da Mauro.
Dunque, ora credo sia chiaro a tutti perchè volevano tanto riformare la legge elettorale.
E credo sia latrettanto chiaro, ora, perchè non ne faranno niente.
Oggi Grillo rischierebbe, davvero, di andare al ballottaggio.
E il sistema marcio di questi partiti e caste non puo’ davvero permettersi che Grillo li mandi a casa.
A Renzi va bene Berlusconi, perchè si sente garantito.
A Berlusconi va bene Renzi, perchè si sente garantito.
Tutto va bene, ma non chi puo’ far saltare questo sistema.
E infatti, i due innamorati ormai hanno fatto outing e attaccano senza sosta Grillo.

Basta leggere il mio post: Escalation continua contro Grillo. Renzi e Berlusconi alleati.

Ho passato settimane a smontare l’italicum, sia a livello tecnico sia a livello politico.
Ci ho messo competenza e passione.
Ma quante persone avrò mai convinto?
Lo ripeto per l’ultima volta: in Svizzera hanno una legge elettorale dal 1929.
Nei paesi normali e civili si concorda una cazzo di fottuta legge tutti insieme, nell’interesse del Paese.
Non si cambiano continuamente per favorire una parte.
Nencini ha detto ciò che io ho sempre saputo e scritto sul blog.

Ecco cosa scrivevo…

Alla fine, cvd, l’obiettivo era uno ed è stato raggiunto: sterilizzare 9-10 milioni di voti grillini.

Questa è l’Italia che #cambiaverso.

ps: e voi continuate a votarli, eh?
Io non so come facciate.
Io non so che stomaco (e faccia) abbiate.
e voi vi fidereste dei buoni intenti con i quali si apprestano a "riformare" il paese? (vedi province e senato?)
Voi siete peggio di loro.
Siete voi la vera casta, fidatevi.
-:)

Legge elettorale, il viceministro Nencini: ‘Italicum nato per mettere fuori gioco M5S’

Il viceministro alle Infrastrutture e ai trasporti lo ha detto ad Agorà su Rai 3: "La riforma è stata concepita per isolare il terzo partito e impostare un bipolarismo europeo. Se Grillo arriva secondo alle Europee l’Italicum cade". Parole simili a quelle di Mario Mauro a "Porta a Porta" a fine gennaio: "Fatto per isolare i 5 stelle"

“L’Italicum è stato concepito per mettere fuori gioco Beppe Grillo“. Obiettivo il bipolarismo e tenere fuori dall’influenza del governo il terzo partito. Lo dice apertamente il viceministro alle Infrastrutture e ai trasporti Riccardo Nencini intervenendo ad Agora su Rai 3. Parla di una riforma della legge elettorale debole e incapace di raggiungere lo scopo, ma che soprattutto rischia di non sopravvivere al risultato delle prossime Europee. “L’Italicum era stato concepito per mettere fuori gioco Grillo e per ridurre a due i partiti, centrodestra contro centrosinistra, con una proposta di legge che però era troppo debole per raggiungere questo obiettivo. L’Italicum nasce per mettere fuori gioco il terzo partito e impostare un bipolarismo europeo. Se Grillo diventa il secondo partito alle Europee l’Italicum cade“.

A inizio aprile l’aveva dichiarato l’ex ministro della difesa Mario Mauro: “Questa legge non è vero che è contro i piccoli partiti”, aveva detto a “Porta a porta” a fine gennaio, “è una legge per fare fuori un grande partito: il Movimento 5 stelle”. E su Rai 3 lo conferma oggi anche Clemente Mastella (Forza Italia): “Il 25 maggio segnerà lo spartiacque della politica italiana, ed è ovvio che, laddove Grillo prenderà molti voti, l’Italicum è completamente fregato, cioè bisogna cambiare i meccanismi. Tutto sommato Grillo può arrivare anche al 25-30 per cento – ha aggiunto Mastella – però rimane una minoranza sostanziosa. Certamente, non è la maggioranza del Paese”.

Così la riforma della legge elettorale, figlia del patto del Nazareno tra Renzi e Berlusconi, appena cominciata, rischia di essere già finita. Dai toni trionfali delle prime cronache, ora i ritardi.Dopo l’approvazione sul filo del rasoio alla Camera è stata rimandata la discussione al Senato dopo le elezioni Europee. E mentre il ministro per le riforme Maria Elena Boschi assicura: “Approvazione entro l’estate”, i risultati del voto per Bruxelles rischiano di cambiare le carte sul tavolo. Anche per le richieste che potrebbero arrivare dallo stesso ex Cavaliere: il tonfo alle urne lo porterà a nuove modifiche per evitare di essere spazzato via.

La riforma per garantire la governabilità, con il leit motiv del Partito democratico, rischia di portare però ad un risultato inaspettato nel caso in cui il Movimento 5 stelle ottenesse molti voti alle prossime Europee. Lo sa bene il leader Grillo: “L’Italicum”, aveva detto a inizio maggio in un comizio a Bari, “l’hanno fatto per non far partecipare noi alla gara delle elezioni. Ma hanno fatto una legge talmente del ‘ca…’che se l’applicassero vinciamo noi”. Il deputato Pd Pippo Civati addirittura dal palco di Bologna l’ha chiamata “Pizzarottum”: “L’Italicum non funziona più, perché, fatti due conti ci si è accorti che è diventato un Pizzarottum”, aveva ironizzato sulla legge elettorale mettendola in relazione con l’esito delle elezioni amministrative di due anni fa: un ballottaggio fra centrosinistra e Movimento 5 Stelle che alla fine ha visto prevalere il candidato sostenuto da Beppe Grillo, ovvero l’attuale sindaco di Parma. Si era detto che la riforma elettorale e quella del Senato sarebbero state approvate entro il 25 maggio. E’ chiaro che era una forzatura. Io spero che dopo le Europee ci siano le condizioni per riprendere il percorso che mi pare sia in grande difficoltà, soprattutto per l’Italicum: lo hanno votato quasi tutti, ma non piace a nessuno“.

fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/

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