Grillo incontra Farage: bene! Sia l’inizio di una nuova strategia

Posted on maggio 28, 2014 di


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Ieri sera ho twittato direttamente a Grillo, chiedendo che incontrasse Farage.
Bene: apprendo che oggi i due si incontreranno.
E’ un’ottima notizia, per le seguenti ragioni:

1) Farage non è quello che i media italiani dipingono, con la solita opera di disinformazione e provincialismo italiota;
2) Farage è il primo partito in Uk, non in Solvenia o Estonia (con tutto il rispetto)
3) Il voto in Francia e UK (molto meno in Grecia o nel nord Europa) ha dato un segnalo chiaro e preciso, tanto è vero che Mister Draghi sta forse preparando la risposta…(ah: se tutti avessero votato con in Italia, non sarebbe successo nulla, eh?)
4) Al M5S manca una strategia chiara in Italia, così come in Europa e prima o poi dovranno delinearne una con precisione (non basta essere "onesti", "duri e puri", raccogliere il voto di protesta. E’ importante, è nobile, ma non basta) 5) Un accordo col capo del primo partito in Uk probabilmente avrebbe qualche effetto in Italia: ve la vedete la stampa o altri dare del nazista-buffone-etc al possibile primo ministro inglese?

ps: Il M5S deve crescere.
Esca dallo "spontaneismo", si strutturi.
Nessuno deve snaturare se stesso, ma il popolo italiano è questo ed è molto più facile modificare (un po’) se stessi che chiedere (inutilmente) agli altri di cambiare.
Altrimenti lo si dichiari, senza alcun problema: "saremo un partito di opposizione, sempre".
Col 10-15-20-25-30% dei voti.
Nessun problema.
Il ruolo dell’opposizione è fondamentale per le nostre democrazie occidentali.
Ma almeno si sgombera il campo da ogni equivoco.

ps2: Grillo vada a vedere le "carte" di Renzi.
Accetti di sporcarsi un poco le mani in cambio, che ne so, dell’abolizione di ogni forma di finanziamento pubblico ai giornali.
Faccia la sua proposta di riforma della Pa, per esempio.
Avrà buon gioco successivamente nel denunciare il possibile (probabile) bluff di Renzi.

ps3: Grillo deve rimanere al suo posto.
Senza Grillo, non esiste il M5s.
Ma si dia più spazio ai Di Maio, Sarti, Morra, Di Battista.
E si riveda la formula delle candidature: non ha senso che siano candidabili solo i "vecchi sostenitori" del M5s.
All’inizio era comprensibile e serviva a compattare un movimento che dal nulla prese il 25%.
Oggi serve altro ed un ripensamento del Movimento.
Senza traumi nè rivoluzioni.
Basta poco.
Il 21% è un’ottima base dalla quale riaprtire.
Parititi come il Psi o An che hanno governato per anni questo paese non hanno mai superato il 15%.
Forza Italia nel 1994 fece così.
Il Pds fu anche sotto.

E’ stata una sconfitta, non una debacle.

Posted in: #NuovaResistenza