Bonus Irpef,dubbi dei tecnici: “Dati vecchi, platea potrebbe essere cambiata”

Posted on giugno 10, 2014 di


Del resto…quando si fanno operazioni politiche per raccattare voti di italioti impoveriti da anni di crisi…
Saranno senz’altro "gufi" anche questi, dopo quelli del Senato.
Ma a voi piace il nuovo cacciaballe e, allora, mentre Soros si compra l’Italia e la speculazione festeggia, accattatevi gli 80 euri e zitti.
Poco importa se magari vi piazza una tassa di successione sulle case dei vostri vecchi del 30% (domanda: quanto dovreste lavorare per mettere via 100.000 euro?)
Avanti così, orgogliosi della vostra ignoranza e sempre fedeli alla causa italiota.
Ora arriva anche la Nazionale.
Cosa volete di più dalla vita?

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Nuovi dubbi dei tecnici del Parlamento sul Dl Irpef. Dopo i rilievi avanzati a maggio dal Servizio Bilancio del Senato, ora sono i tecnici di Montecitorio, dove il decreto è approdato, a chiedere chiarimenti: i destinatari del bonus sono stati identificati in base ai redditi 2011, ma nel frattempo “la platea dei soggetti interessati potrebbe aver subito un cambiamento significativo sia dal punto numerico sia, per altro verso, dal punto di vista del reddito di riferimento realizzato da ciascun soggetto”. Lo si legge nel dossier sul decreto legge Irpef che chiede al governo dei chiarimenti “in merito al mancato utilizzo di dati più aggiornati disponibili”. L’esame del dl è iniziato nelle commissioni Bilancio e Finanze. Il termine per la presentazione degli emendamenti è stato fissato alle 12.00 di domani. Il decreto, che dovrà essere approvato dal parlamento entro il 23 giugno, è atteso venerdì in aula.

BONUS, LA PLATEA POTREBBE ESSERE CAMBIATA Nello specifico, secondo i tecnici del Servizio Bilancio, nell’articolo 1 del decreto, quello appunto sul calo del cuneo fiscale, sono presenti “alcuni aspetti rispetto ai quali appaiono opportuni dei chiarimenti“. “In base a quanto indicato nella relazione tecnica, – si legge in particolare nel dossier ora in mano alle Commissioni Finanze e Bilancio – la microsimulazione è effettuata con riferimento ai redditi 2011, estrapolati al 2014. In proposito, ferma restando la necessità di un chiarimento in merito al mancato utilizzo di dati più aggiornati disponibili, andrebbero fornite maggiori informazioni in merito ai criteri utilizzati per l’estrapolazione dei dati al 2014″. La platea, infatti, potrebbe essere cambiata: “Se da un lato potrebbero risultare incrementati i soggetti cosiddetti incapienti o senza reddito di lavoro dipendente (riducendo quindi il numero dei beneficiari), dall’altro lato potrebbero rientrare nel beneficio soggetti che nel 2014 realizzano redditi inferiori rispetto a quelli del 2011″.

GETTITO IRAP, DUBBI SUI DATI UTILIZZATI I tecnici di Montecitorio esprimono nuove perplessità anche sul gettito Irap: “In base alle informazioni disponibili – si legge nel dossier – si rileva che lariduzione del gettito in termini di competenza (stimato in 2.059 milioni annui) corrisponde ad unaquota inferiore al 10% (misura della riduzione introdotta dal dl in esame) del gettito Irap settore privato realizzato nel 2013 (24.813 milioni). Sul punto appare opportuno acquisire dei chiarimenti in merito alle motivazioni sottostanti tale differenza”. ”Andrebbero altresì fornite – si legge ancora – maggiori informazioni in merito ai criteri adottati per l’estrapolazione al 2014 dei dati riferiti al 2011. Ciò con particolare riferimento all’andamento Irap del settore privato che, nonostante la crisi che ha interessato il periodo oggetto di estrapolazione, presenta un gettito crescente (23.962 milioni nel 2011, 24.422 nel 2012 e 24.813 nel 2013)”.

QUOTE BANKITALIA, SERVONO NUOVI CHIARIMENTI Occorre poi verificare in dettaglio le stime sulla rivalutazione delle quote Bankitalia, su cui si innesta l’aumento della tassazione delle plusvalenze contenuta nel dl Irpef. Secondo i tecnici “appare opportuno che vengano forniti elementi di maggior dettaglio al fine di verificare la stima effettuata, con particolare riferimento alla definizione dell’importo complessivo, pari a 6,9 miliardi, su cui si applica l’imposta sostitutiva, tenuto conto della significatività del gettito atteso” dalla misura.

“RINVIO TASI AVRA’ EFFETTI SULL’ERARIO” Non mancano rilievi sulla Tasi: la deroga per il 2014 che fa slittare il pagamento della prima rata a ottobre o a dicembre per i Comuni ritardatari “appare articolata e suscettibile di recare effetti finanziari con particolare riferimento a due aspetti”. Prima di tutto i tecnici individuano un problema in merito agli interessi sulle anticipazioni corrisposte ai comuni: “In proposito – scrivono – si segnala che, pur considerando che le somme erogate sono recuperate nel corso dell’anno, andrebbero prudenzialmente valutati gli effetti in termini di maggiori spese per interessi a carico del Bilancio dello Stato sulle quote corrisposte a titolo di anticipazione”. “Tenuto conto – osservano – che la normativa vigente prevede un limite massimo di aliquota Imu+Tasi, l’erogazione di una somma anticipata calcolata sulla base dell’aliquota ordinaria Tasi potrebbe risultare eccessiva nei Comuni che, pur non avendo deliberato in materia di Tasi, abbiano applicato elevate aliquote Imu e, conseguentemente, dovranno applicare aliquote Tasi ridotte”.

TAGLI ALLE PARTECIPATE, MENO RISPARMI DEL PREVISTO Sotto osservazione anche i tagli alle partecipate statali previsti nel dl Irpef, che presentano “alcune criticità che potrebbero incidere sull’effettivo conseguimento dei risparmi attesi“. Secondo i tecnici, “la riduzione dei costi potrebbe venire bilanciata da una riduzione dei ricavi. Inoltre potrebbero riscontrarsi difficoltà operativeche rendano di fatto impraticabile, in parte, la riduzione dei costi imposta dalla legge”.

fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/

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