Persi 2 milioni di posti di lavoro tra i giovani in Italia dal 2008: come distruggere sistematicamente una generazione

Posted on giugno 10, 2014 di


Come una guerra…
Un’intera generazione distrutta…
Avanti così, fino alla fine.

Volete avere un’idea del disastro economico italiano?

Abbiamo estatto dal I.Stat l’occupazione dal 2008 ad oggi, evidenziando le variazioni nel numero di occupati per fascia d’eta’ e del tasso d’occupazione. Questi i risultati:

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In 6 anni in Italia sono stati bruciati dalle crisi economiche oltre 1,2 milioni di Posti di Lavoro ed il Tasso d’occupazione e’ crollato dal 58,7% al 55,1%.

Il problema e’ che simultaneamente, la popolazione piu’ senior, nella fascia d’eta’ 55-64 anni, ha visto un incremento record dell’occupazione di circa 900.000 unita’, con un tasso di occupazione salito dal 34,4% al 44,9%; questo fenomeno e’ riconducibile a ragioni demografiche solo in piccola parte, mentre le ragioni fi fondo di tale incremento record sono legate all’incremento dell’eta’ pensionabile (le tante riforme fatte) ed alla crisi stessa (che ha indotto molti occupati “senior” a rimandare il pensionamento).

L’effetto della CRISI ECONOMICA, combinato con l’attenuato pensionamento ed il cambiamento della curva demografica, hanno provocato una riduzione dell’occupazione da 7 a 5 milioni di unita’ nella fascia d’eta’ 15-34 anni, con oltre 2 milioni di posti di lavoro persi. Il Tasso d’occupazione e’ crollato dal 50,4% al 38,7%. Tanto per essere chiari, questo crollo occupazionale non e’ solo per i giovanissimi (tra 15 e 24 anni il tasso di occupazione s’e’ quasi dimezzato, passando dal 24,4% al 14,5%), ma anche per coloro un po’ meno giovani (tra 25 e 34 anni il tasso di occupazione e’ crollato dal 70,1% al 59,0%).

In sintesi l’Italia sta condannando larga parte della generazione giovanile, alla disoccupazione o ben che vada ad un ingresso ritardato nel mondo del lavoro (generalmente con forme di contratto temporaneo e paghe ridotte): cio’ avra’ enormi impatti negli anni a venire, sui comportamenti di queste fasce di popolazione, e conseguentemente sugli andamenti demografici del paese e su vari indicatori sociali ed economici.

fonte: http://scenarieconomici.it/

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