MPS: ALTRA TRUFFA PER I PICCOLI AZIONISTI. Grazie a Pd, Consob e media..

Posted on giugno 11, 2014 di


Consob e Abi tutti zitti, come sempre.
E’ la solita Italia, con i soliti partiti e le soliti istituzioni marce.
Hanno appena chiesto 7 anni per Mussari (che era stato nominato a capo dell’Abi) e pare che le colpe siano tutte sue.
Eh, già, come no!
Politici e Draghi, invece, ne usciranno puliti.
Nessuno vuol davvero sapere dove siano finiti i miliardi spesi anni fa per Antonveneta.
E va beh…
Poi Tremonti e Monti hanno salvato la banca del Pd, ricordate?
Tu, stronzo italiota, pagavi l’imu e loro, con i tuoi soldi, salvavano la Banca…

Ora, come sapete, Mps ha lanciato un aumento di capitale per 5 mld.
Ebbene, dovete saperlo: il valore di MPS sarebbe di 2,9 miliardi di euro circa . MPS chiede ai propri azionisti un aumento di capitale di cinque miliardi di euro.
Non serve un genio per capire che se una banca, che vale meno di 3 miliardi, chiama un aumento di capitale di 5 miliardi per non fallire, vuol dire che è messa assai male.

Questi soldi entreranno da un parte (forse) ed usciranno dall’altra per ripagare lo stato.

Ma non è tutto.

L’aumento di capitale è davvero difficile da comprendere per azionisti che non masticano queste materie e sembra fatto apposta per non far capire nulla all’azionista e per truffarlo.

E i nostri media?
Tutti zitti?
E la Consob?
Che cazzo sta vigilando?

Qui il prospetto informativo.

Qui sotto l’analisi di Cardenà.
A pagare sei sempre tu, caro italiota.
Poi magari ti arriva la mancetta degli 80 euro.

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Prendi una banca in oggettive difficoltà, le cui azioni valgono nulla.

Si fa l’accorpamento delle azioni, magari in rapporto da 1 a 100, poichè strumentale all’aumento di capitale che deve per forza fare, facendo piazza pulita dei piccoli azionisti, magari pensionati o dipendenti della stessa banca.

La banca (sempre la solita) annuncia un aumento di capitale sociale, magari di quasi 2 volte il valore di borsa della stessa banca.

Si dispone che per partecipare all’aumento di capitale, per ogni 5 vecchie azioni possedute, magari se ne debbano sottoscrivere 214 al prezzo di un euro.

A questo punto, si consideri che il prezzo di sottoscrizione di Euro 1,00 per azione rappresenti il prezzo con uno sconto pari a circa il 35,5% rispetto al prezzo teorico ex diritto (c.d. Theoretical Ex Right Price – TERP) calcolato al prezzo di chiusura del 5 giugno 2014, che è risultato essere di 24,64 euro.

Ne consegue che il valore di ogni nuova azione sarà di 1.54 mentre quello dei diritti di 23,10 euro.

Ora si ipotizzi anche che i diritti valgano solo per due settimane. Quindi o li si esercitano o li si vendono. Ma per esercitarli occorrono soldi, molti soldi.

Considerato che agli azionisti viene chiesto un forte impegno finanziario (214 nuove azioni per ogni 5 possedute) molti piccoli risparmiatori, magari, non avendo la possibilità di partecipare all’aumento di capitale saranno costretti a vendere i diritti, determinandone la caduta del prezzo.

A questo punto entrano in campo gli avvoltoi, che comprano i diritti a prezzi ribassati e spazzano via i piccoli azionisti della banca di partito. Che comunque non hanno contato mai un cazzo.

Semplice, no?

COME DISTRUGGERE I PICCOLI AZIONISTI DI UNA BANCA (A CASO)

da Vincitori e Vintidi Paolo Cardenà

Posted in: #NuovaResistenza