Italia: il ceto medio al collasso. Adesso, basta!!

Posted on giugno 19, 2014 di


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Cosa volete che vi dica…

E c’è ancora gente (moltissimi) che dice che "è giusto così"

Io non so se avete ben compreso il gioco.

Lo Stato italiano è fallito, ha dei fondamentali di m…

Ma resta solvente ed in piedi perchè i mercati sanno benissimo che gli italiani hanno messo da parte risparmi.

Ora, cosa fa Renzi?

Un po’ di marketing, gli 80 euro, qualche promessa…

Intanto, continua la "spremitura" del ceto medio a più non posso.

I grandi capitali sono al sicuro da tempo.

Ora, molti pensano che sia giusto tassare per poi avere servizi, rilanciare l’economia, il lavoro e bla, bla, bla.."spostare i soldi dalla rendita al lavoro", dicono.

Io vi domando: in un paese del genere, con le imprese che chiudono, con questa pubblica amministrazione, con questi costi della politica, con un popolo vecchio (che costa in termini di sanità-welfare-pensioni…) cosa volete rilanciare?

Servirebbero 10-15 riforme shock (che NESSUNO MAI FARA’ perchè questo equivarrebbe a perdere il potere) per rilanciare davvero questo paese fallito.

Sono cose che vi dico da tempo.

Poi, per carità: se Draghi ci tiene in piedi, se il mondo torna a crescere, se cambi il modo in cui calcoli il pil (inserendoci anche mignotte, alcool, droga…) etc, etc qualche "rimbalzo del gatto morto" lo avremo…

Ma il quadro clinico resta quello.

Ve lo ripeto: o fai 15 riforme durissime-shock o non cambia nulla.

In questo contesto, lo Stato diventa sempre più esoso e massacra il ceto medio.

Facciamo un esempio grossolano: se Renzi introduce una tassa di successione, cosa accade ad una famiglia normale, magari con 2 filgi? (l’80% in Italia è proprietario di casa e anche chi ha la seconda casa non è per forza un "ladro-evasore-delinquente)

Mi tengo basso…

Poniamo che la prima casa valga 300.000 euro.

La seconda 200.000 euro

In questi anni, mediamente, gli immobili hanno perso il 30% di valore.

Dunque, più o meno, questa famiglia ha già perso circa 150.000

Le case oggi valgono 200.000 euro, la prima e 150.000 la seconda.

Con una tassazione al 20-30% cosa succederebbe?

Fatevi due conti.

Si perderebbero ancora 100.000 circa.

Dunque: 5 anni fa le vostre case valevano 500.000 euro.

Oggi?

250.000 euro!

Ricordate che quelle case erano frutto di lavoro (tassato) e di risparmio (tassato)

Ma non è tutto.

Sperando che i genitori arrivino "bene" alla morte (e non abbiano bisogno di aggredire quel che resta del loro patrimonio immobiliare) ai 2 figli arriverebbero 250.000.

E se non fossero in grado di pagare la tassa di successione?

Sarebbero costretti, magari, a (s)vendere le due case, magari perdendoci un altro 20%.

Alla fine di quei 500.000 euro, ne rimarrebbero (se tutto va bene) 200.000.

Ora: visto che molti figli non hanno avuto le possibilità dei loro padri, hanno salari bassi o sono disoccupati…

Quanti anni dovrebbero lavorare per mettere da parte 200.000 ?

E sorvoliamo su tasi, riforme del catasto e altre tasse.

Questi figli perderanno tanti soldi, ma, visto che il paese non lo riforma nessuno, non avranno in cambio salari svizzeri o servizi svedesi!

La "politica dei 2 tempi" sapete come funziona in Italia.

Prima paghi, fai i compiti a casa…ma poi, in cambio, non arriva mai nulla!

Forse qualche mossettina tipo 80 euro.

A chi dice: "è così anche all’estero", rispondo: non si puo’ essere europei per alcune cose e italiani per le altre!!

Datemi gli stessi salari svizzeri o tedeschi e le stesse tasse/servizi/possibilità.

Nessun paese ha l’80% di case di proprietà.

Giusto o sbagliato che sia, se ne dovrebbe tener conto.

Invece si continua a massacrare il risparmio italiano per tenere in piedi sto schifo di paese di italioti.

Stampatevi questi post, tra qualche anno ne riparleremo..

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Gli italiani sono sempre stati un popolo di risparmiatori, questo è il motivo per cui il nostro paese si tiene ancora a galla, nonostante le politiche di tasse ed austerità implementate dai governi che si sono succeduti dalla fine del 2011, sotto dettatura dei burocrati di Bruxelles.

Il vero protagonista, dal dopoguerra è stato il mattone, con esso si poteva trasmettere ai propri figli qualcosa che aumentava di valore nel tempo, qualcosa di concreto.

Adesso stiamo assistendo all’espoliazione di tutte le ricchezze private degli italiani, il nostro paese infatti resta la preda più ambita. Le politiche dell’Europa tendono a spostare la ricchezza dai privati cittadini allo stato e poi, successivamente, dallo stato al sistema bancario che risulterà l’ultimo beneficiario di un continuo depauperamento.

Inutile ricordare che la crisi del 2008 è stata creata proprio dalle banche, salvate a suon di interventi dagli Stati attraverso i soldi dei contribuenti. Parallelamente si fa credere all’opinione pubblica, manipolando l’informazione, che la crescita dell’inflazione sia “buona e giusta”, dove per inflazione, si deve intendere quella creata ad arte, per far si che il potere di acquisto diminuisca sempre di più permettendo l’arricchimento solo di una piccola parte di persone.

In Italia chiudono migliaia di imprese ogni mese, quelle che hanno sempre rappresentato l’eccellenza di cui il nostro paese è sempre stato protagonista; artigianato di qualità e manifattura di pregio. Le continue aperture commerciali, anche indiscriminate, ai paesi emergenti che sul lavoro agiscono senza regole, con l’inondazione dei nostri mercati di valori e merci di scarsa qualità, ha fatto si che ci fosse una disparità di trattamento e quindi anche una disparità di risultati. In Europa, all’opposto, vigono migliaia di regole che sembrano fatte apposta per confondere e bloccare l’intero sistema. Risultato? L’Italia non regge più la concorrenza (sleale) dei paesi emergenti, e in Europa, per colpa dell’Euro, è costretta a correre con mani e piedi legati, ,mentre la Germania va alla massima velocità possibile grazie al cambio fisso a lei favorevole.

E quindi che si fa ? Si protesta, si chiede di cambiare ? Niente di tutto questo. Lo scorso 16 giugno eravamo tutti in fila a pagare tasse assurde senza protestare e in cambio di nessun servizio che le giustifichi . Il popolo italiano sembra lobotomizzato, e si comincia ad avvertire un senso di rassegnazione che preoccupa.

Come al solito chi sostiene la baracca è il ceto medio, vittima che, per prima (e spesso unica), sta contribuendo a tenere a galla il paese, proprio mentre si continua a parlare di redistribuzione ed equità. Qualche giorno fa la Cgil chiedeva nuovamente a gran voce la “patrimoniale”. Eppure questi signori sanno bene che di patrimoniali in vigore attualmente ve n’è già più di una.

Ad esempio per chi detiene più unità immobiliari, tra Irpef e addizionali regionali e comunali, si raggiunge una tassazione ben superiore al 50% del reddito. Ma attenzione perchè il vero colpo arriva dall’Imu con la quale si raggiunge un’imposizione fiscale totale che sfiora il 65%. In realtà il problema non è tanto il fatto che resti solo il 35% di quanto si incassa (cosa già di per sé scandalosa e prontamente taciuta da parte dell’informazione ufficiale), ma il fatto che questo 35% deve andare a coprire anche le spese di manutenzione straordinaria spesso non detraibili in alcun modo. E il problemi crescono a dismisura in caso di morosità degli inquilini, perchè anche gli affittuari, in questo sistema in crisi, hanno difficoltà nei pagamenti. E quando saltano i pagamenti il 35% non è più tale. La velocità di circolazione della moneta, in queste situazioni, scende ai minimi e alimenta il cane che si morde la coda.

E poi ci sono le altre tasse occulte, quelle che si pagano quotidianamente senza accorgersene. Accise sull’energia, Iva al 22% sui beni di consumo (salvo ulteriori possibili aumenti), tasse sulle assicurazioni obbligatorie, tasse sugli spettacoli sul cinema e sulla Rai, bolli su documenti (patente e passaporto) che aumentano, tasse di soggiorno se alloggi in un Hotel fuori città. Il tutto per mantenere un gettito fiscale invariato rispetto all’anno scorso a fronte di una base che invece diminuisce perché vengono meno soggetti che fino a qualche mese prima erano ancora in pista e adesso si sono arresi. Lo scompenso derivante non potrà che essere colmato da quel ceto medio che non può godere degli escamotage fiscali sfruttati invece dai grandi nomi, ma che è costretto a pagare fino all’ultimo centesimo per sostenere l’enorme macchina pubblica.

Intanto mentre gli italiani si sono messi in coda per pagare gli esosi tributi, il debito italiano ha toccato nuovi massimi storici: attualmente si sfiorano i 2mila 150 miliardi. Il tutto mentre dall’estero continuano a elogiare il governo Renzi per le riforme “strutturali”. Ma quali? La “nuova” legge elettorale che stanno facendo, ad uso e consumo dei partiti che già fanno il bello e il cattivo tempo? Oppure le vendite una tantum di aziende controllate dallo stato, come Enel ed Eni e dalle quali si otterranno solo incassi altrettanto una tantum in cambio di svendite ? Le stesse che hanno visto l’inizio della fine già tre anni fa in Grecia e adesso anche in Portogallo e in Spagna. Cifre che fanno apparire ridicole quelle degli scandali del Mose o dell’Expo che nel paragone vanno considerate mancette per ladri di polli.

Infine un dato di cronaca di cui nessun giornalone o Tg parla: L’Italia ha versato in Aprile 2,9 miliardi di rata per l’ESM e ’1,5 miliardi necessari per finanziare l’altro meccanismo “salvastati”, l’EFSF. Il nostro paese difficilmente accederà a quei fondi. E fin quando se ne potrà fare a meno sarà un bene perché il giorno che si decidesse di sfruttarli, l’Italia sarà costretta a cedere quanto resta della nostra già limitatissima sovranità, accettando condizioni a scatola chiusa. Sarà il momento in cui la Troika siederà a palazzo Chigi.

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