Oggi paghi le pensioni dei “diritti acquisiti”, ma quando a toccherà a te, non avrai nulla

Posted on giugno 25, 2014 di


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Non a caso ci siamo chiamati Il Contagio [del conflitto generazionale e di altri futuri possibili]…

Ne abbiamo discusso diverse volte…(vedasi per esempio

Moriremo di pensioni di @ilnorbig)

Purtroppo, come su molte altre cose, non verrà fatto quasi nulla.

Si è scelto da tempo, in questo paese in mano alle caste e alla gerontocrazia, che a "pagare" saranno i più giovani.

E spiace vedere che la "rottamazione" e la possibilità di un cambiamento e svecchiamento si sia tradotta in spot elettorali, marketing politico e giovanilismo senza senso, perchè, prima di tutto, serve la meritocrazia in questo paese…

Inoltre, come potrebbero adottare misure simili i partiti (Pdl un tempo, oggi Pd) che sono stati sempre stravotati proprio da quei pensionati dei "diritti acquisiti?"

Io ho sempre detto: tagliare e produrre un riequilibrio tra chi andò in pensione con il sistema retributivo e chi ci andrà (lavorando di più, in un periodo nel quale la disoccupazione è alle stelle, etc, etc) col sistema retributivo.

Si pone una soglia, tipo 3.000 euro.

Le altre si tagliano, punto.

Non ci sono alternative, pena sacrificare intere generazioni sull’altare dei diritti acquisiti dei nonni e dei padri.

Questa sarebbe, ad esempio, una delle 15 misure di cui parlo per cercare di rilanciare questo paese fallito.

Ma non avverrà, statene certi.

Ieri alle camere è stato presentato l’annuale rapporto sullo stato del sistema previdenziale italiano, con un “sobrio deficit” di 20.700 miliardi di euro, in aumento del 26,8% rispetto l’anno prima.

Ma andiamo con ordine:

  1. A fine 2014 il totale delle pesnsioni erogate sono 23.431.000 (in pagamento a cui vanno aggiunta quelle in attesa)
  2. I pensionati sono 16.561.600, per cui ogni pensionato ha in media 1,4 prestazioni pensionistiche
  3. la spesa pensionistica ha raggiunto i 211.103 milioni di euro con un 3,3% rispetto a fine 2012 e +6,2% rispetto al 2010
  4. Il disavanzo è di 20.700 milioni, con un aumento nel 2013 del 26,8% rispetto all’anno precedente.
  5. Gli interventi puramente assistenziali (cioè senza versamenti) ovvero i GIAS (Gestione degli interventi assistenziali) pesano per 22.500 mln nel 2013

Alcuni simpatici grafici, il mio commento e un estratto del rapporto che si trova qui

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Commento:

In teoria, la spesa per pensioni rispetto al PIL dovrebbe fare il suo picco quest’anno, grazie alla Riforma Fornero. Ovviamente lo “scenario” tiene conto di una ip0tesi di crescita media del PIL dell’1%, una condizione che negli ultimi 10 anni non abbiamo visto neppure col binocolo.

In realtà però al netto delle tasse, che gravano sui pensionati residenti in Italia (quelli che sono andati a vivere all’estero la prendono al lordo) l’incidenza della spesa pensionista sul PIL è del 15% circa nel 2013 (e non 17%).

Detto questo “il problema” sta sia nella tremenda e criminale differenza di prestazioni fra generazioni, chi lavora oggi paga contributi pensionistici altissimi per mantenere i diritti acquisiti dei padri e dei nonni, e per certo avrà pensioni di importo ridicole e se il tasso di disoccupazione attuale (zero contributi) dovesse mantnersi cosi alto ancora per qualche anno, si arriverebbe ad uno scenario di totale bancarotta degli enti previdenziali.

Una delle prime e più urgenti e impoplari riforme che un governo serio DEVE fare in Italia è il taglio immediato delle pensioni attuali che devono essere ricalciolate con sistema contributivo, magari applicando un franchigia minima (non oltre i 2000€ lordi al mese).

Il risparmio di spesa deve servire:

  1. A azzerare il defict INPS*
  2. A diminuire il carico contributivo sugli attuali lavoratori

Quando dico che Matteo Renzi è inadeguato al compito mi riferisco proprio a questo: l’Italia ha bisogno di un Premier che sia disposto a sacrificarsi per ridare un futuro al paese, Renzi non è la persona giusta. Non bastano buona fede, ed effetti speciali.

* il deficit dell’INPS viene coperto annualmente da trasferimenti dello Stato, ovvero pesa sulla Spesa Pubblica attraverso la fiscalità generale e la creazione di nuovo debito.

Sintesi del Rapporto Pensionistico 2013

  1. I numeri delle pensioni
  2. Per il 2012 il Casellario centrale Pensionati evidenzia 23.431.000 pensioni in pagamento di cui 18.136.700 IVS, 3.869.133 assistenziali e 827.000 pensioni indennitarie INAIL e circa 600.000 pensioni integrative di una pluralità di enti di medie e piccole dimensioni (banche, consorzi di bonifica, ex fondi interni a enti pubblici, ecc).
  3. I pensionati sono invece 16.561.600 per cui ogni pensionato percepisce 1,4 prestazioni; l’importo medio annuale passa così da 11.563 € a 16.369 €. E’ quindi in pagamento 1 prestazione previdenziale ogni 2,526 abitanti (in pratica circa 1 per ogni famiglia).
  4. Tra le prestazioni IVS sono presenti 3.726.783 pensioni con “integrazione al minimo”; l’importo dell’integrazione è a totale carico delle gestioni previdenziali e concorre, assieme alle contribuzioni figurative, al deficit complessivo.
  5. Al citato numero di pensioni in pagamento vanno aggiunte 2.463.580 assegni relativi alla cosiddetta “quattordicesima”, 1.563.027 assegni relativi alle “maggiorazioni sociali” e 859.733 assegni relativi agli “importi aggiuntivi alla pensione” per un importo complessivo di 2,67 miliardi di €. Queste erogazioni non sono sommabili perché ad ogni prestazione pensionistica possono essere associate più prestazioni assistenziali.
  1. Il quadro contabile: nel 2012 la spesa pensionistica complessiva (al netto della quota GIAS pari a 31,766 miliardi di €) ha raggiunto l’importo di 211.103 milioni di €, con uno incremento del 3,3%, sull’anno precedente e del 6,2% sul 2010.
    L’ammontare delle entrate contributive dalla produzione e dai trasferimenti Gias e GPT per coperture figurative, sgravi e agevolazioni contributive (al netto dell’apporto dello Stato alle Gestioni dei Dipendenti Pubblici, fissato per il 2012 in 10.500 milioni di euro) ha raggiunto l’importo di 190.404 milioni di euro, in lieve crescita (+ 1,3%)rispetto al 2011, e + 2,5% rispetto al 2010; a differenza della spesa, le entrate contributive, nonostante l’apporto delle gestioni assistenziali, sono state inferiori all’inflazione di periodo. Il saldo tra entrate e uscite è negativo e il disavanzo complessivo di gestione ha raggiunto nel 2011 i 16.328 milioni (con un incremento del 25,8% rispetto al disavanzo di 12.968 milioni di € del 2010) e nel 2012 un disavanzo di20.700 milioni (+ 26,8% circa rispetto al 2011).
  2. Osservazioni sul disavanzo: occorre qui evidenziare che in assenza dei rilevanti attivi dei saldi della (+ 6.466 nel 2011 e + 7.083 nel 2012) e delle (+ 3.096 nel 2011 e + 3.182 nel 2012) il disavanzo complessivo di sistema tra entrate e uscite sarebbe notevolmente peggiorato passando per il 2011 dai 16,33 miliardi a 25,89 miliardi e per il 2012 dai 20,70 miliardi a 30,97 miliardi di €.
  3. Spesa e fiscalità: nella valutazione dei risultati, occorre fare attenzione poiché la spesa per pensioni è al lordo del carico fiscale che per il 2012 è ammontato a 42,9 miliardi di Irpef e 3 miliardi di addizionali Irpef. I per lo Stato sono una partita di giro Se considerassimo la spesa effettiva per pensioni (al netto cioè delle tasse), il rapporto spesa/PIL sia al lordo sia al netto della GIAS si riduce rispettivamente di tre punti passando dal 15% al 12% (addirittura sotto il 10% al netto Gias).

Gestione lavoratori parasubordinati

Gestioni delle Casse dei liberi professionisti

45,9 miliardi di entrate fiscali

per cui la spesa di 211,103 miliardi in realtà si riduce a 165 miliardi di €.

IV.

Le gestioni che concorrono maggiormente alla formazione del deficit sono:

a.

La gestione dei dipendenti pubblici (ex Inpdap) che, al netto delle entrate corrispondenti alla contribuzione aggiuntiva a carico dello Stato (10,35 miliardi di € ), ha evidenziato nel2011 un deficit di 19,858 miliardi € (erano 16,88 nel 2010 e 14,4 nel 2009); nel 2012, sempre al netto del contributo aggiuntivo Statale (10,5 miliardi di €), il disavanzo è stato pari a23,76 miliardi di €.

che presenta per il 2011 un disavanzo di 4.150,7 milioni e di , pur pesando molto poco in termini di numero di

iscritti (53.600 attivi e 232.000 pensionati (effetto dirompente dei prepensionamenti).

b.

La gestione ex Ferrovie dello Stato

4.167, 6 milioni per il 2012

V.

c. La gestione CDCM, cioè i lavoratori agricoli autonomi, che presenta un disavanzo tra contributi e prestazioni, al netto dell’intervento della GIAS, che ha assunto direttamente a suo carico l’onere delle pensioni liquidate con decorrenza anteriore al 1/1/1989 (per un importo di 2.875,5 milioni nel 2011 e di 2.516 nel 2012), ammonta a – 2.898,6 milioni di euro nel 2011 e – 3.403,5 milioni nel 2012. Nel complesso, dunque, il settore agricolo, per la sola parte pensionistica, pesa sulla collettività per circa 6 miliardi di € ogni anno.

  1. La gestioni degli artigiani, che ha un saldo negativo tra contributi e prestazioni pariper il 2011 a 3.430,3 milioni di euro rispetto ai 3.269 del 2010 e per il 2012 un saldo sempre negativo di 3.203,8 milioni di euro, in lieve miglioramento rispetto all’anno precedente.
  2. In generale tutti i cosiddetti Fondi speciali confluiti con contabilità separate nel FPLD che pur rappresentano meno del 2% del totale dei lavoratori iscritti al FPLD (che pesa per circa il 60% dell’intero sistema pensionistico) sono responsabili dell’intero disavanzo. La spesa a carico della fiscalità generale: il nostro sistema di protezione sociale prevede che la parte relativa alle pensioni sia finanziata con una aliquota di scopo: i “contributi sociali”. Tuttavia poiché il totale delle prestazioni eccede le entrate contributive, possiamo calcolare la quota di finanziamento a carico della fiscalità generale nel modo seguente. Nel 2012 si registrano: A queste cifre andrebbero aggiunti gli importi delle spese assistenziali sostenute dagli Enti Locali che per carenze di contabilità nazionale sono difficilmente quantificabili. Il peso della quota assistenziale sulle pensioni si desume dai principali trasferimenti Gias alle gestioni pensionistiche che nel 2012 hanno riguardato per 23.405 milioni il FPLD (incluse le contabilità separate); per 4.499 milioni la gestione CDCM; per 1.662 milioni la gestione Artigiani e per 1.091 milioni quella dei Commercianti.

20,700 miliardi di disavanzo, 31,766 mld di Gias, più 10,306 mld

di quota Gias sulle entrate, più 19,873 e 0,994 mld di arretrati (vedi BOX 1) per un totale

di 83,6 mld di € equivalente al 5,44% del PIL.

VI. Le pensioni e prestazioni assistenziali: per completare il quadro degli interventi assistenziali sulle pensioni occorre considerare l’importo complessivo delle vere e proprie pensioni assistenziali: pensioni e assegni sociali, pensioni e assegni di accompagnamento di invalidità civile e le pensioni di guerra (si veda Box 1). A questi interventi vanno aggiunti: a) l’importo aggiuntivo delle pensioni (circa 860 mila prestazioni di cui il 70% a donne) previsto dalla legge finanziaria per il 2001 (legge 23/12/2000 n. 388) a favore di titolari di pensioni che non superano l’importo del trattamento minimo del FPLD; b) le pensioni con maggiorazioni sociali per livelli

reddituali bassi (1.563.000 prestazioni di cui il 77% a donne con importi medi annui di mille€); c) l’importo aggiuntivo cioè la cosiddetta quattordicesima istituita dalla legge n.127 del 7/8/2007 corrisposta ai titolari di pensione con 64 anni e più il cui reddito complessivo non supera 1,5 volte il trattamento minimo del FPLD (2.463.580 prestazioni con importo medio di 390 € erogate per il 77% a donne).

L’insieme di questi trattamenti nel 2011 ha riguardato 4.906.484 pensionati (a cui occorre aggiungere il numero delle integrazioni al minimo per calcolare il totale delle pensioni assistite) con un costo di 21,716 miliardi di €. Per il 2012 il numero dei trattamenti è stato pari a 4.875.381 per un costo di 22,55 miliardi di €.

Per memoria e serie storica, i numeri delle pensioni assistenziali erano i seguenti: pensioni agli invalidi civili 851.695 nel 2009 e 849.455 nel 2010; pensioni e assegni sociali 839.711 nel 2009 e 838.012 nel 2010; pensioni di guerra 112.700 + 210.188 nel 2009 e 105.678 + 198.362 nel 2010. Mentre le pensioni di guerra continuano la fisiologica discesa, nel 2012 si è interrotto il trend decrescente delle pensioni sociali e invalidi civili.

Diverso è il discorso delle integrazioni al minimo che pur rappresentando un intervento assistenziale ma mutualistico, sono tuttavia pagati dalle singole gestioni e quindi non sono sommabili alle quote degli altri interventi assistenziali Gias. Nel 2011 hanno riguardato 3.856.033 pensionati (erano 4.137.840 nel 2009 e 4.011.550 nel 2010) per un importo di 10,991 miliardi di € (era 11,890 mld nel 2009 e 11,456 mld, nel 2010). Nel 2012 3.726.783 pensionati per un importo di 10,58 miliardi di €. Il trend è decrescente e conferma chele nuove pensioni che sostituiscono quelle cancellate sono più “pesanti”….

fonte: http://www.rischiocalcolato.it/

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