Il POS Obbligatorio. Renzi regala 5 Miliardi di Euro alle Banche

Posted on giugno 29, 2014 di


Succederà la stessa cosa con l’ulteriore limitazione all’uso del contante.Con la scusa della lotta all’evasione…
Ne abbiamo discusso centinaia di volte.
Leggetevi questo post

Renzi, impara! Svizzera: No al limite di 100’000 franchi per le transazioni in contanti

L’ennesimo, ma non l’ultimo, regalo alle banche..

E delle LEGITTIME proteste delle piccole imprese, chissenefotte!!

Altri 1200 euro di media da donare alle banche da parte delle pmi italiane.

Ma forse ha ragione Renzi: chi ancora apre o tiene in piedi un’impresa in questo paese fallito è colpevole

E la cosa assurda è che non ci saranno (per ora) sanzioni per gli inadempienti..

Ma che razza di paese è questo?
L’avete voluto voi, elettori renziani..

Contenti?

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Nella incivilissima Svizzera Italiana, il POS non lo ha praticamente nessuno. Al di fuori di supermercati o grandi negozi, vi sfido a trovare un esercente che si mette in casa un oggetto inutile e costoso come il POS.

Sempre nella incivilissima Svizzera, il contante è parte della normale vita dei cittadini e se la Confederazione osasse toccarlo verrebbe fulminata con una decina di referendum.

E’ noto che in Svizzera c’è un altissimo tasso di evasione fiscale, più o meno il più basso del mondo occidentale,

Questo per dirvi che il Pos obbligatorio assolve a due precise esigenze:

  • Sequestrare altro risparmio dei cittadini a favore diretto del sistema bancario.
  • Attuare una precisa strategia di controllo del patrimonio di ciascuno in vista di una serie di confische.

Più che inccazzarvi dovreste chiedervi se funzionerà?

Ovvero se una completa scomparsa del contante, perchè quello è l’obbiettivo, migliorerà le perfirmance economiche del paese e migliorerà le condizioni di vita dei cittadini. Io penso ovviamente di no, visto e considerato che le grandi frodi fiscali avvengono regolarmente attraverso loophole nel diritto Italiano ed Europeo.

Quando sarà scomparso il contante, con esso sarà scomparso ogni tipo di privicy di ciascuno, lo Stato potrà sapere sempre dove sarete, cosa fate, in che momento lo state facendo semplicemente guardando un flusso di dati dal sistema bancario. Lo farà in automatico un software e renderà i dati di facile lettura.

Nessuno dovrebbe vivere in un inferno del genere, e ancora una volta vi esorto a riflettere per bene, sul reale costo di accettare un sistema del genere, rispetto al costo di fare ciò che è necessario per vivere in un sistema diverso.

Siate Consapevoli, Siate preparati.

Il mondo è grande e accogliente, la cosa fondamentale è decidere e cominciare a lavorare per se stessi e per la propria famiglia.

da Confesercenti

Confesercenti: “Le commissioni sulle transazioni rischiano di annullare i margini di tabaccai, giornalai e gestori carburanti, necessario intervenire. Prevedere sgravi a imprese e consumatori per aumentare l’uso delle transazioni elettroniche”

L’obbligo di accettazione di pagamenti via bancomat e carte di credito è un intervento ‘pesante’, che si trasformerà in un costo aggiuntivo di circa 5 miliardi l’anno per le imprese. E che rischia di essere per giunta poco utile, visto che la grande maggioranza degli italiani (il 69%) non ha intenzione di cambiare le proprie abitudini di pagamento a seguito dell’entrata in vigore dell’obbligo.

Tabella 1 – Pos, stima dei costi annuali

Voce di spesa Costo (euro)
Costi di esercizio (canoni POS e linea telefonica) 1.032
Commissioni su transazioni 650
Totale 1.682
Esborso complessivo per le imprese italiane 5 miliardi

Fonte: elaborazioni Ufficio Economico Confesercenti

Domanda: personalmente, dal 30 giugno Lei:

Risposta Rispondenti (%)
Manterrà le stesse abitudini di pagamento che aveva precedentemente all’entrata in vigore dell’obbligo 69
aumenterà la percentuale di pagamentieseguita con carta di credito o bancomat 31

Fonte: sondaggio Confesercenti SWG sulla moneta elettronica

E’ questo il quadro tracciato da uno studio condotto da Confesercenti sugli oneri derivanti per le imprese dall’obbligo, che scatterà lunedì 30 giugno, e da un’indagine condotta insieme a SWG sulla percezione del provvedimento da parte degli italiani.

Gli imprenditori si troveranno a sostenere aggravi di circa 1.700 euro l’anno ciascuno, secondo le stime dell’ufficio economico Confesercenti, che ha calcolato canoni, commissioni, costi di installazione e di utilizzo di una nuova postazione Pos per una PMI ‘media’ che realizzi 50.000 euro di transazioni elettroniche ogni l’anno.

Complessivamente, il ‘conto’ pagato dal totale delle imprese italiane per sostenere l’operazione ammonterà a 5 miliardi di euro l’anno. Una ‘tassa’ superiore per esborso al gettito dell’addizionale comunale dell’Irpef, e che rischia di mettere in difficoltà le imprese proprio nel momento in cui si vedono i primi barlumi di ripresa.

Così com’è configurato, l’intervento per favorire la moneta elettronica è squilibrato, poiché sposta l’intero onere dell’operazione sugli esercenti, mentre banche, poste e uffici della pubblica amministrazione continuano ad essere restii ad accettare le transazioni elettroniche.

Soprattutto se si considera che i costi di utilizzo e installazione dei POS hanno un’incidenza ancora maggiore per gli esercizi caratterizzati da pagamenti di piccola entitàe da piccoli margini – come i gestori carburanti, i tabaccai, gli edicolanti, i bar ed altri – chevedranno il proprio utile dimezzarsi o azzerarsi, andando addirittura in rosso.

Il peso economico delle transazioni elettroniche preoccupa anche i consumatori. Tra gli ostacoli alla diffusione della moneta elettronica segnalati con maggiore insistenza dagli italiani compaiono in prima posizione proprio i costi di carte e bancomat – indicati dal 40% dei nostri concittadini – e il rischio di frode, che preoccupa il 36%.

“Un maggiore uso della moneta elettronica – commenta Confesercenti – sarebbe senz’altro positivo, perché diminuirebbe i rischi ed i costi connessi alla gestione del contante. Bisogna però intervenire subito a favore degli esercizi a basso margine ed abbandonare l’approccio utilizzato fino ad ora. Meglio percorrere la strada degli incentivi fiscale, da riservare alle imprese e ai consumatori che usano carte di debito e di credito. Una strategia che, nei Paesi dove è stata applicata – come Argentina e Corea del Sud – ha dato ottimi frutti”.

Domanda: qual è, tra i seguenti, il principale ostacolo, secondo lei, ad un maggiore uso delle carte di credito/ bancomat nei pagamenti:

Risposta Rispondenti (%)
Canoni e costi 40
Rischi di frode/timori sulla sicurezza dell’operazione 34
Difficoltà nel tenere conto delle spese effettuate 16
Scarsa informazione 10

Fonte: sondaggio Confesercenti SWG sulla moneta elettronica

FONTE:http://www.rischiocalcolato.it/

Posted in: #NuovaResistenza