Le tasse sulla casa sono aumentate del 200% in soli tre anni

Posted on luglio 8, 2014 di


Completo la giornata riportandovi questo articolo…Ma dove vuole andare un Paese così?
Avete avuto il torto di lavorare (e pagare le tasse), di risparmiare (e pagare le tasse) e avete avuto l’ardire di volervi comperare la casa e la seconda casa?
Eccovi serviti!
In pochi anni aumenti del 200%.
Grazie ai governi Monti-Letta-Renzi
A coloro che dicono sia giusto, domando:
– sono migliorati i servizi?
– abbiamo abbattuto il debito pubblico?
– si sono create nuove opportunità di lavoro?
– abbiamo abbassato altre tasse?

NO, NO e NO!
e allora dovreste averlo capito, ormai…
"la politica dei due tempi", in Italia vede sempre e solo il primo tempo delle tasse, dei compiti a casa, dei sacrifici.

E quando/se arriverà la tassa di successione sarà l’olocausto dei risparmi.
Ah, se non lo sapevate, quella casa, frutto di risparmi e sudore, grazie a queste manovre, ha già perso i 30% del proprio valore.

Siete "responsabili" ad aver votato e digerito questi signori o solo degli illusi e dei coglioni?
Meditate, gente…
Meditate..

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Secondo l’Ance sono la vera "zavorra fiscale". Carico complessivo delle imposte (Imu + Tasi) di circa 25 miliardi di euro.

Le tasse sulla casa sono una "zavorra fiscale".

Lo afferma l’Ance che nel suo focus Casa contenuto nell’Osservatorio congiunturale stima un carico fiscale (Imu+Tasi) di circa 25 miliardi di euro, con un aumento del 200% in tre anni, rispetto al gettito della sola Ici di circa 9 miliardi nel 2011.

Sulla prima casa, ad esempio, l’Ance denuncia una sperequazione tra i territori, con i singoli comuni che fissano gli eventuali sconti e che determinano un +8,5% a Napoli e un -11% a Reggio Emilia.
Quanto ai prezzi delle proprietà immobiliari, nel primo semestre dell’anno le quotazioni delle seconde case nelle localita’ turistiche hanno segnato una flessione media dei valori richiesti pari al -2,5% con una contrazione piu’ marcata nelle regioni del Mezzogiorno mentre il Trentino si muove in controtendenza con un apprezzamento delle quotazioni del 2,8%.

E’ la fotografia scattata dall’Ufficio Studi di Immobiliare.it mettendo in evidenza che in regioni come la Calabria e la Campania la flessione dei valori arriva al 7%, in Sicilia e Sardegna -5,0% e -4,0% in Puglia. Relativa stabilita’ si e’ riscontrata nella Riviera Romagnola (+0,2%), in Toscana (-0,2%) e Liguria (-0,4%). Unico trend positivo viene dall’Alto Adige, con un +2,8% rispetto all’anno precedente.

Dall’analisi delle richieste fatta da Immobiliare.it e’ emerso chiaramente come il mercato sia oggi legato principalmente ad una domanda di seconda casa non spinta da fini di investimento o messa a reddito – per via dell’inasprimento delle imposizioni fiscali legate all’utilizzo degli immobili per locazione – ma dalla volonta’ di acquistare e goderne direttamente.

La rilevazione offre uno spaccato sui trend a livello regionale. In Liguria, ad esempio, il taglio piu’ cercato e’ il bilocale di 50-55 mq, magari con vista mare e posto auto, anche se non sempre le soluzioni con queste caratteristiche sono reperibili sul mercato o lo sono ad un premium price. Un buon usato costa in media 3.500-4.000 al mq, con punte di 6.000 al mq se l’immobile ha la vista mare; si cresce ovviamente cercando casa nelle cosiddette top location (Santa Margherita, Alassio) dove si arriva anche a valori da 10.000-13.000 euro/mq.

Restando sempre in ambito fiscale, il costo legato all’installazione e all’utilizzo dei Pos per i pagamenti elettronici ha generato non poche polemiche.
Il controverso provvedimento sull’introduzione dei costi sarà al centro della riunione del tavolo che il Ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi, ha convocato per mercoledì 16 luglio, domani, alle ore 15 e al quale parteciperanno il Ministero dell’Economia, la Banca d’Italia e il Consorzio Bancomat.
In quell’occasione sarà fatto il punto sull’entità dei costi e delle commissioni sulle transazioni che commercianti, artigiani e professionisti devono sostenere per l’utilizzo dei Pos, soprattutto dopo le modifiche in tema di pagamenti elettronici in vigore dallo scorso primo luglio (che prevedono l’obbligo di accettare pagamenti attraverso carte di debito/Bancomat per importi superiori ai 30 euro).
Già in occasione delle recenti assemblee di Confcommercio e di Confesercenti, il Ministro Guidi si era impegnata ad avviare un tavolo di confronto con tutti gli operatori coinvolti con l’obiettivo – spiega il Ministero in una nota – di rendere meno onerosi i pagamenti tramite Pos.
Quella del 16 è un prima riunione, a cui ne seguiranno altre, finalizzata a fare il punto della situazione e ad individuare le migliori strategie per una più ampia diffusione dei pagamenti elettronici, ambito su cui l’Italia è in forte ritardo, bilanciandone costi e benefici per tutte le categorie coinvolte.
Intanto le casse statali dell’Inps languono. Il rapporto tra spesa nelle pensioni e Pil è salita sopra il 16% nel 2013 (contro il 14% dei livelli pre crisi). Su 10 miliardi di rosso pesa l’Inpdap.

fonte: http://www.wallstreetitalia.com/

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