Draghi bacchetta Renzi: rispetta il Fiscal Compact. E chiede meno sovranità (super-stato UE)

Posted on luglio 10, 2014 di


commentate voi, dai…

-:)

images?q=tbn:ANd9GcR39HuDsgXrnq6JF1wlJt8I52s9fvZL1FvQyG3VPOjfhq-DrwlOPA

Il governatore della BCE, Mario Draghi, chiede che i governi rispettino gli impegni sul Fiscal Compact e ammonisce dall’annacquare le regole di bilancio. Un chiaro messaggio di sfiducia verso il governo Renzi?

Parole chiare, quelle pronunciate dal governatore della BCE, Mario Draghi, intervenuto a Londra per commemorare l’economista italiano ed ex ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, scomparso alla fine del 2010. Il numero uno di Francoforte ha spronato ancora una volta i governi a rispettare il Fiscal Compact, ossia quelle regole di bilancio, che impongono ai singoli governi europei di abbattere progressivamente, anno dopo anno, il rapporto tra debito e pil. Non farlo, spiega, significa darsi la zappa sui piedi, perché i paesi altamente indebitati restano vulnerabili.

Al contempo, Draghi ha anche spiegato che servono riforme strutturali, cioè quell’insieme di misure per il rilancio della crescita e della competitività, ma che nel breve termine sono politicamente costose. Per questo, secondo il banchiere centrale, l’Europa dovrebbe dotarsi di una governance comune, in grado di gestire le riforme a livello sovranazionale, perché l’esperienza dimostrerebbe, continua Draghi, come per il caso dell’FMI, che quando le riforme sono imposte da autorità al di sopra degli stati, si possono realizzare più agevolmente. Da soli, invece, i governi non riescono a riformare a sufficienza. Per questo, bisogna rinunciare alla sovranità nazionale e spingere per una sovranità europea.

Sfiducia a Renzi?

Un messaggio chiaro e rivolto essenzialmente all’Italia, il cui premier Matteo Renzi, in qualità anche di presidente di turno della UE, sta spingendo per indebolire il Patto di stabilità, allentando le regole fiscali, come il tetto massimo del 3% di deficit sul pil. Draghi non ha nascosto il suo disappunto, dopo avere fatto la sua parte anche a giugno, quando ha abbassato i tassi BCE ai minimi storici e ha varato nuovi stimoli monetari, come l’asta Tltro.

Adesso, egli chiede che siano i governi a fare la loro parte con le riforme. Un aspetto non meno importante delle dichiarazioni di Draghi consiste nella richiesta di una sovra-struttura europea, in grado di superare i limiti dei singoli governi nazionali. Quasi un messaggio di sfiducia verso paesi come Italia e Francia, che nonostante abbiano beneficiato di diverse concessioni, non hanno messo in cantiere le misure richieste da Bruxelles.

Le parole di Draghi indeboliscono notevolmente la posizione del governo Renzi, in quanto sostengono la linea tedesca del rigore, in contrapposizione alla richiesta di maggiore flessibilità fiscale. Dal canto suo, la BCE continuerà “per un periodo prolungato” a mantenere una politica monetaria accomodante per contrastare il rischio di bassa inflazione e di perdurante alta disoccupazione nell’Eurozona, ha concluso.

http://www.investireoggi.it/

Posted in: #NuovaResistenza