Ma non ci credo!!! Saldi estivi: il bonus Renzi non stimola i consumi.

Posted on luglio 18, 2014 di


E anche su questo, non mi resta che dire..CVDEra assurdo ed impensabile pensare che gli 80 euro potessero rilanciare i consumi.
Nel momento in cui le tasse aumentano, la crisi continua chi guadagna 1200-1300 euro certo non si puo’ dare alla pazza gioia con il corrispettivo di un paio di caffè e brioches al giorno.
E anche l’incertezza pesa: voi sapete al rientro delle vacanze (per chi ci va) quanto dovrete pagare di Tasi per esempio?

Una manovra inutile, dannosa, coperta con ulteriori tasse che, paradossalmente, andando a colpire la classe media, ha l’effetto prorio di deprimere ulteriormente i consumi.

Del resto, noi ve lo avevamo detto: si trattava di una operazione politica-elettorale.
Tutto qui.

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I saldi estivi non decollano. Timidi rialzi, ma le vendite restano al palo. Il bonus Renzi non starebbe avendo l’effetto sperato.

A due settimane dall’avvio dei saldi estivi, il monitoraggio della Federazione Moda Italia di Confcommercio rileva acquisti “freddi” da parte delle famiglie italiane. Se è vero che non si registra un nuovo calo, com’è avvenuto negli anni precedenti, le vendite sarebbero cresciute mediamente, però, solo dello 0,78%. Lo scontrino medio è passato da 92 a 98 euro. Tra le grandi città, il rialzo maggiore è avvenuto a Palermo, dove la crescita è stata del 5%. A seguire, Milano (+4%), Venezia (+3%), Bari (+2%), mentre Roma, Napoli, Genova, Cagliari e Bologna restano stabili.

Di spegnimento dell’effervescenza dei consumi parla il presidente della Federazione, Renato Borghi, che lascia trasparire la delusione per l’andamento delle vendite, nonostante il bonus Irpef degli 80 euro del governo Renzi.

E guardando al trend delle imprese commerciali del settore, Borghi rileva come non si sia ancora avvertita un’inversione di tendenza. Nel 2013, tra nuovi esercizi ed esercizi chiusi, il saldo è stato negativo per 6.361 unità. E nei primi tre mesi dell’anno, al netto delle nuove aperture, risultano scomparse 2.050 aziende, quasi 23 al giorno. Per il resto, si apprende che l’abbigliamento femminile va per la maggiore, così come accade generalmente ogni anno.

Insomma, l’effetto di un’impennata dei consumi, grazie al bonus Renzi, non c’è stato. Eppure, le famiglie avrebbero dovuto spendere, stando al governo, tale bonus, date le restrizioni a cui sono soggette da molto tempo. Tuttavia, è probabile che stanno ancora preferendo risparmiarlo, tutelandosi dalle avversità future, oppure potrebbero preferire impiegarlo per bisogni considerati più primari. Infine, bisogna considerare che solo da pochi giorni è arrivata la conferma che il bonus sarà definitivo e non passeggero. Questo aspetto, però, potrebbe già essere stato controbilanciato dalla previsione di una manovra correttiva dei conti pubblici, che il governo quasi certamente sarà costretto a varare a settembre. I consumatori sanno, perciò, che con una mano hanno preso e con l’altra dovranno dare, forse con gli interessi.

Quanto ci suggeriscono questi dati è che senza una ripartenza dell’occupazione, i consumi resteranno al palo. Al contempo, queste cifre potrebbero essere il presagio che le famiglie italiane mantengono aspettative negative per il futuro prossimo. L’ennesimo indizio che l’economia italiana è e resta in crisi.

fonte: http://www.investireoggi.it/

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