DIVIDE ET IMPERA: oggi parliamo di pensioni, domani? (IO NON CI CREDO PIU’)

Posted on agosto 20, 2014 di


E’ ripartito il solito Cinema Italia: da una settimana si parla di pensioni.

Nei mesi scorsi ci siamo scannati sul jobsact, sulla staffetta generazionale, sulla riforma della Pa, sulla spending review, etc, etc

Cosa ne è stato di queste cose che hanno appassionato tutti noi per giorni e settimane?

NULLA.

Oggi è tornato di moda il tema pensioni.

Le diverse tifoserie si affrontano: i diritti acquisiti, giovani vs vecchi, retributivo-contributivo e via dicendo.

Ora, ve lo ripeto per l’ultima volta.

Possiamo occuparci di tutto, possiamo scannarci su tutto, ma dobbiamo sapere che questo è solo un inutile gioco al massacro, una perdita di tempo.

I problemi del paese, che non sono nati ieri, hanno bisogno di un SET DI RIFORME strutturali, articolate, "rivoluzionarie".

Vi ripropongo alcuni grafici.

Schermata 2014 08 19 alle 17.01.54 650x393 Il Grafico del Giorno: La Crescita del Pil dal 2005 a Oggi, un Confronto Internazionale

G7 PIL GDP ITALIA

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Capite perchè parlo da anni di "misure shock"?

Non siamo dinanzi ad un paziente con l’influenza, ma ad uno che ha il cancro e che sta morendo.

L’Italia non cresce, è ingessata, fortemente squilibrata a livello geografico-sociale, saldamente in mano alle diverse caste-corporazioni-consorterie.

L’Italia ha iniziato un declino inarrestabile che, anno dopo anno, aumenta di velocità.

Beh, io a questo gioco non ci sto più.

Capite perchè aderisco alla campagna Lanciamo l’hashtag: #FermiamoilCazzaro ?

Perchè, cosa diavolo vuoi discutere dinanzi a propaganda e spot di questa natura?

A cosa servono discorsi razionali (fatti milioni di volte)?

Chi doveva aprire gli occhi lo ha fatto.

Per gli altri, no hope…

Puoi convincere qualche idiota con un post serio sul blog delle immense putt..ate proferite dal Premier in questi giorni?

No, non puoi.

Ed allora, non resta che la battuta, perchè a simili cose non puoi dare alcuna risposta razionale (che non sia già stata data in centinaia di post)

Oggi dovrei discutere se sia giusto prelevare qualche spicciolo dalle pensioni dei cd "benestanti"?

E chi sarebbero oggi i benestanti in Italia?

E sarebbe una colpa essere benestanti in Italia?

E di cosa parliamo, della soglia dei 2000 euro di Bobba o di quella dei 3500?

E, soprattutto, PER COSA?

Sono stufo che manovrine squallide e fatte per tappare qua e là buchi vengano proposte come misure di "equità sociale, di ridistribuzione, etc, etc", proprio perchè io, davvero, sono a favore di queste cose.

La miglior forma di eguaglianza è cercare di livellare tutti in alto, non in basso, facendo diventare il "povero" un po’ più ricco, non il "ricco" un po’ più povero…

Sono concetti basilari, non capisco perchè si debbano sempre sottolineare.

La miglior forma di eguaglianza è dare la possibilità al povero di divenire ricco, tutto qui e non l’opposto.

Da noi, un sistema di caste e di gerontocrazia ha bloccato qualsiasi "ascensore sociale" e voi mi venite a parlare di queste stronzate, passandomele come "giuste, redistributive, etc, etc"?

Sono i tranelli della nostra classe politica cialtrona: DIVIDE ET IMPERA…

E tutti, puntualmente, abboccano.

Non ha senso dirvi che io sarei per ricalcolare tutte le pensioni…

Riguardatevi i grafici, per favore: ha senso discutere di queste cose?

Ditemelo seriamente.

Io ho scritto centinaia di volte cosa si dovrebbe fare.

La nostra classe politica sa benissimo dove si annidano gli sprechi e cosa bisognerebbe fare.

Ma la vedete la manfrina sulla spendig?

Bondi, Cottarelli, etc, etc

Un esempio?

Le municipalizzate costano sui 15 mld.

Cottarelli aveva parlato di possibili (minimi) risparmi per 3 mld e il governo si era impegnato a mettervi mano entro luglio.

Cosa ne è stata di questa promessa?

NULLA.

Altro banalissimo esempio.

Perchè non si applicano i costi standard in sanità, con un risparmio stimato in 5 mld?

Potrei fare molti esempi.

La verità è una: fare VERE RIFORME equivarrebbe a perdere potere, a scontentare clientele che vivono di rendita…

La questione è di disarmante semplicità.

Se tocchi i costi delle diverse sanità regionali o le municipalizzate perdi voti (e soldi), semplice, semplicissimo.

Lo volete capire?

I forestali in Calabria o Sicilia sono voti.

Le municipalizzate sono voti.

Per questo, passano i governi ed i Premier, ma la situazione non cambia perchè, al di là di dx o sx, esiste, davvero, una casta politico(-sindacale-imprenditoriale) in Italia che non ne vuole sapere di cambiare.

E del resto: perchè cambiare quando puoi prelevare oggi dalle pensioni, ieri dalle cd "rendite finanziarie", domani dalla casa, etc, etc mentre gli italioti si scannano tra loro, come tifosi al bar sport?

DIVIDE ET IMPERA…

Ormai agli italioti è stato fatto un lavaggio del cervello.

In fondo, vista l’età media ed il grado culturale del nostro popolo non è neppure cosa difficile.

In molti pensano, ad esempio, che il debito pubblico sia "cosa loro" e che, dunque, sia lecita ogni manovra o tassa (che peraltro non è servita a nulla in passato…)

Ma vi domando: se domani abbandonate il paese, il debito è ancora cosa vostra?

Se mio figlio invece che in Italia, nascesse a Lugano, avrebbe lo stesso debito pubblico?

La risposta è no, perchè non è poi così vero che "lo Stato siamo noi"….

Guardate i grafici, guardate i dati macroeconomici del paese, guardate le espressioni delle persone in giro…

Voi credete davvero si possa andare avanti a misure da 1-2 miliardi per tappare i buchi che qui e là ogni giorno vengono fuori?

Le accise, le sigarette, i bolli…

Le rendite finanziarie, le pensioni, la tasi…

Guardate che, per quante toppe metti, quando un vestito è liso, prima o poi, lo devi cambiare…
Altrimenti, quando meno te lo aspetti…TRACK…

E rimani in mutande…

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E poi?

E, ripeto, PER COSA?

O si parte dalle cause che hanno portato l’Italia a fermarsi in questi ultimi due decenni o non si va da nessuna parte.

O si capisce che la nostra è una crisi assai profonda e con radici molto lontane nel tempo o ci si continuerà ad illudere di invertire la rotta.

O si ha un progetto almeno per i prossimi 10-20 anni o siamo destinati alla irrilevanza politica ed economica.

O si ha lo straccio di un minimo coraggio politico di intervenire (davvero per il bene comune) o l’Italia è destinata all’impoverimento.

O si ripristina un clima di fiducia tra Stato e cittadini o nessuno farà mai qualcosa in più di quello che devo per la comunità alla quale appartiene.

Le cose da fare le conosciamo.

La prima cosa da fare è abbassare l’abnorme tassazione che sta uccidendo imprese e famiglie.

Se non si parte da qui, è tutto inutile.

Invece, come spesso accade, la politica ci fa dividere e si tira fuori l’immancabile tema dell’evasione fiscale (problema che in 20 anni nessuno ha mai risolto, perchè nessuno lo vuole, in realtà, risolvere…)

E, come sulle pensioni, ricomincia il film: dipendenti contro autonomi, ognuno con le sue sacrosantissime ragioni, apparentemente inconciliabili…

L’un contro l’altro armato, da 20 anni, in politica, in economia…

E i risultati?

Li trovate in quei grafici.

Serve coraggio (di cambiare e, anche, di perdere anche posizioni di rendita-privilegio), serve lungimiranza, servono onestà intellettuale e parole di verità.

Puoi anche chiedere ulteriori sacrifici ai cittadini se e solo se li chiedi a tutti (in modo proporzionale, chiaro), se c’è un progetto, se c’è un rinnovato clima di fiducia.

Altrimenti è chiaro che ognuno cercherà di difendere se stesso e spesso, davvero, ognuno ha delle ottime ragioni per farlo.

Oggi, invece, non esistono programmi, ma solo chiacchiere per "tirare avanti", prelevando ora qui ora là i soldi necessari a non far affondare questa baracca.

Non esiste la fiducia verso lo Stato, perchè le istituzioni sono corrotte, perchè lo Stato è diventato troppo esoso oltre che inefficiente, perchè i partiti sono impermeabili ad ogni minimo cambiamento.

Ecco, di tutto quello che servirebbe al paese per risollevarsi IO NON VEDO NIENTE.

Per questo non vedo alcuna luce in fondo al tunnel, ma non sono pessimista, signori, solo, tremendamente realista e disilluso.

Io non ci credo più, tutto qui.

Io non credo più a risposte collettive, ma solo individuali (e mi dispiace, davvero).

In fondo, il blog è nato per questo, come tentativo di rendere le persone maggiormente consapevoli e per ipotizzare una qualche forma di risposta alla crisi economica-sociale-politica italiana.

Ma, ovviamente, contro la massa di italioti (vedasi 40,8% dato a Renzi sulla base del NULLA) e il sistema di informazione italiano saldamente in mano a partiti e gruppi economici vicini alla politica, è impossibile cambiare qualcosa.

Nessuno si aspettava "rivoluzioni" ma qualche piccolo cambiamento, magari, anche sì.

Invece, nonostante la crisi e "la gggente con le pezze ar culo", non cambia mai nulla.

Io non ho più 18 anni e ne prendo atto.

Dunque, sto pensando anche a ridefinire i compiti del blog.

Risposte collettive impossibili.

Tanto vale concentrarsi su target più definiti e lavorare per soluzioni individuali o di gruppo.

L’Italia puo’ anche affondare a questo punto (grazie alla massa italiota), noi, no.

Vi terrò aggiornati.

Posted in: #NuovaResistenza