UBERivoluzione

Posted on agosto 21, 2014 di


uberberlino

 

All’inizio fu J. che come al solito ci è arrivato prima:

Cosa? Chiami ancora il taxi? Ma allora sei proprio vecchio dentro! Adesso c’è questa app fichissima, si chiama Uber…”

Il resto è storia, o forse dovremo scrivere Storia, con la S maiuscola.

Sì, lo so, molti ne hanno già scritto, ma forse vale la pena ricapitolare, perché dietro quelle berline nere non si nasconde solo un servizio particolarmente innovativo e funzionale ai nostri tempi, ma…

A. La messa in discussione del concetto stesso di professionalità: se ho la patente, posso guidare. Se posso guidare, posso trasportare altre persone. Se posso trasportare altre persone, che mi frega che tu abbia una licenza e io no? eccetera

(il tutto, ricordiamocelo, mentre dalle nostre parti siamo ancora lì alle prese con gli albi, gli esami di abilitazione e tutto il nostro bel sistema medievale di caste di avvocati, notai, farmacisti…)

I tassisti hanno protestato. In alcuni casi hanno anche vinto (ovviamente hanno vinto in Deutschland che è sempre assai liberale quando si tratta degli altri e lo è assai meno quando si tratta dei poveri tedeschi minacciati dalla globalizzazione), ma la sensazione è che siano delle vittorie di Pirro, il rantolo degli ultimi garantiti/privilegiati, ovvero che il processo sia ormai iniziato è inarrestabile.

Quale processo?

Lo stesso che sta rendendo ogni proprietario di casa un potenziale albergatore.

Lo stesso che, magari, in un prossimo futuro, renderà inutili i ristoranti o, quanto meno, molti di loro (il classico venite a cena da me stasera? diventerà a pagamento, quello che serve per arrotondare a fine mese).

Il processo per cui titoli, certificazioni e altre barriere all’ingresso diventeranno sempre più labili (almeno in alcuni settori) e per cui, mentre sarà sempre più a rischio il tuo lavoro, ti sarà concesso di contribuire al budget familiare con altri lavoretti facendo il driver occasionale, affittando la tua casa nel periodo estivo, valorizzando finalmente la tua passione per la fotografia, eccetera, eccetera.

Il prosumer (produttore-consumatore) diventa adesso anche occasionale supplier (fornitore di beni e servizi) e l’individuo autarchico (di fatto autosufficiente e perciò in ogni momento dispensabile) è finalmente tra noi.

Non è tutto quanto meraviglioso?

Ma non è finita qui. 

B. Se mi costa relativamente poco un passaggio in auto e se io posso, di volta in volta, essere passeggero o guidatore, in un futuro prossimo, avremo ancora bisogno di un’auto di proprietà?

Probabilmente la risposta è no. E se la risposta è no, qui non si parla soltanto della derelitta FIAT nostrana o degli altri produttori, qui si parla di quella cosa chiamata automobile che, per caso o forse no, è l’Oggetto per eccellenza del ‘900 industrialcapitalistico, quella stessa automobile che fece dire a un certo Ford che gli operai che la costruiscono possano poi comprarsela e non a caso sempre di una berlina nera si trattava…

In sintesi, qui si parla di liberarci del feticcio automobile, il simbolo dei secoli che furono. E se si inizia con l’auto, perché non andare avanti con il resto delle cose di proprietà? (certo, se non posseggo una casa non posso affittarla e quindi non posso poi guadagnare il gruzzoletto integrativo…) Forse che la Uberivoluzione è in realtà una rivoluzione real-socialista?

C. Che qualcosa di politico Uber lo stia facendo, beh, è la stessa Uber a dircelo… 

Allora, Signore e Signori, votate per noi?

Non è chiaro se la scelta sia la conseguenza di certe resistenze incontrate (che però, immagino, fossero state ampiamente preventivate) o se, fin da subito, sia stato loro chiaro che Uber non avrebbe potuto limitarsi a essere una semplice impresa (e d’altra parte oggi chi lo fa?). 

Poco importa. Importa piuttosto la loro recente dichiarazione/accettazione di essere, di fatto, un progetto politico.

E quindi, caro mio, che ti sia chiaro.

Ieri notte, rientrando dal club, quando hai schiacciato l’icona nera e argento.

Due giorni fa, scrivendo la recensione più che positiva al monolocale vista mare di Chiara in cui hai passato una settimana indimenticabile.

Queste volte e quelle, sempre di più, che seguiranno.

Tu, amico mio, starai votando.