#IceBucketChallenge: se anche la ricerca diventa hipster

Posted on agosto 26, 2014 di


Le solite considerazioni non richieste…

Doverosa premessa:

Personalmente, rispetto a IceBucketChallenge il mio problema NON è che la gente si tiri le secchiate per apparire. Certo, se ti tiri la secchiata e non doni, fai passare un messaggio un po’ sbagliato, ma, in fondo, poco male.

Seconda doverosa premessa:

Il problema, secondo  me, NON sta nemmeno nel fatto che si stiano raccogliendo pochi soldi. Anzi…

Il vero problema sta proprio nel fatto che il sistema stia funzionando (ovvero che stia raccogliendo tanti soldi).

Anzi: più funziona, peggio è:

A) DONATORE VS CITTADINO

In generale il donatore, è cosa nota, conosce poco o nulla della causa per cui sta donando (in questo la sua differenza con l’attivista). Se anche qualcuno, grazie alle secchiate, ha aumentato la sua conoscenza sulla SLA, la percentuale di coloro che approfondisce il tema resta comunque minima. E dunque? Dunque le risorse private dei cittadini vanno a finanziare una cosa di cui gli stessi cittadini sanno poco o nulla, soltanto perché oggi è molto cool fare questa cosa. Risultato? Se compro una giacca molto fica oggi, domani non potrò comprarmi quei jeans anche se mi servono più della giacca.

Stiamo quindi creando un sacco di gente che

a) ha speso dei soldi

b) è convinta di averlo fatto a fin di bene (pur non sapendo esattamente perché) e quindi di avere la coscienza a posto

c) contemporaneamente di norma è assai restia a destinare le proprie risorse private per la ricerca (altrimenti non ci sarebbe bisogno di inventarsi le secchiate d’acqua gelata)

se tra 6 mesi un qualsiasi Governo decidesse di aumentare le tasse ai cittadini per finanziare (tutta) la ricerca, secondo voi, quale sarebbe la risposta di questi cittadini e, in particolare, di coloro che hanno appena donato?

B) SE I GOVERNI SE NE LAVANO LE MANI

Voi che siete al Governo conoscete i vostri cittadini. Sapete che le tasse non piacciono a nessuno. Se poi si parla di Italia, sapete che da noi della ricerca non gliene frega mai niente a nessuno. Già quindi, come Eletti, avete dei forti incentivi a disinteressarvi del tema, in più adesso se qualcuno arriva e chiede più fondi, potete sempre dir loro: “Imparate da IceBucketChallenge, fatevi venire un’idea geniale e non scassate!”.

C) LA TORTA NON SI ALLARGA

Mi si dice: le risorse raccolte da #IBC sono nuove, sono aggiuntive, allargano la torta. Non è  così scontato, anzi, per quanto scritto al punto B), i Governi potrebbero essere incentivati a tagliare le tasse e quindi le già scarse risorse pubbliche che finanziano oggi la ricerca. 

D) SE L’EDONISMO PRIVATISTICO HA IL SOPRAVVENTO / LA HIPSTER-RICERCA

Esistono cause più importanti di altreMalattie più mortali? Esiste, cioè, una ratio con cui usare/dividere le (scarse) risorse?

La risposta di tutti noi credo sia: dovrebbe esserci.

La realtà è molto diversa, lo sappiamo tutti.

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Esistono già malattie più cool di altre (in questi mesi Ebola non la batte nessuno).

Oppure una malattia è di moda oggi, non lo è più tra 5 anni (per quanto continui a mietere vittime, pensiamo ad esempio a come l’AIDS fosse in negli Eighties e molto meno nei decenni successivi).

Questo discorso può valere per il singolo cittadino, non può e deve valere a livello di collettività, anche se le lobbies hanno proprio questa funzione ovvero far diventare prioritaria la propria causa/interesse indipendentemente dalla ratio oggettiva (si pensi come negli ultimi anni l’attenzione di Regione Lombardia in termini di risorse alle malattie degenerative sia sproporzionata rispetto alla loro incidenza presente e futura nella popolazione).

IceBucketChallenge più funziona più disincentiva la funzione regolatrice del pubblico, dello Stato, dei Governi.

Più funziona, più fa passare il messaggio che non l’oggetto ovvero la causa più rilevante per la collettività, ma il gesto  (la donazione) che mi regala il maggior piacere privatistico è il fattore determinante per decidere a chi dare i miei soldi.

L’ennesima affermazione dell’hipsterismo insomma, solo che sta volta non si tratta di comprare una giacca.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Posted in: #postwelfare