Scuola, assunzione di 100mila insegnanti? E i soldi?

Posted on agosto 28, 2014 di


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Non ho seguito da vicino il tema della Riforma della scuola che la Giannini e Renzi vogliono approvare.

Del resto, come ormai spero si sia capito, con Renzi e soci, è impossibile dare un giudizio, vista la miriade di annunci, spot, promesse…

Mi auguro sia una Riforma VERA, perchè quella del Lavoro, della Pa, etc, etc non si sono viste.

La cosa che mi lascia interdetto è, però, la seguente: in teoria l’ #ItaliaFALLITA dovrebbe risparmiare, razionalizzare le spese, etc, etc

Dove li prendono i 600 milioni che servirebbero per assumere 100.000 insegnanti? (ma io ho sentito anche cifre anche maggiori)

E poi: ma davvero servono altri 100mila insegnanti quando abbiamo le scuole che cadono a pezzi?

Certo, altri 100mila voti fanno sempre comodo, ma, francamente, ritengo che la priorità della scuola italiana siano altre…

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Scuola. Assunzione 100mila insegnanti, Tesoro frena, rischio annuncio ad effetto. MatteoRenzi ha promesso una “rivoluzione” per la scuola che potrebbe consistere in una corposa immissione di docenti, 100mila nuovo posti, anche per stabilizzare i precari. Un progetto ambizioso di cui, tuttavia, il consiglio dei ministri di venerdì potrebbe al massimo accogliere le linee guida, in attesa di più approfondite verifiche contabili.

Sindacati e precari temono che la riforma si risolva nell’ennesimo annuncio ad effetto. Vogliono vedere, come si dice, i soldi sul tavolo (brucia ancora lo sto imposto dalla Ragioneria dello Stato alla pensione dei 4mila insegnanti a “quota” 96 intrappolati dalla legge Fornero). L’interlocutore giusto, il ministero del Tesoro, vuole verificare quanto realmente costa l’operazione e al momento frena.

I costi ipotizzati dal Miur per il piano triennale di assunzioni si aggirano sui 600 milioni, ma molto dipenderà dal dettaglio del provvedimento. Perché è vero che già oggi lo Stato spende per i supplenti precari, e dunque almeno una parte delle retribuzioni dei futuri docenti stabilizzati corrisponderebbe ad erogazioni comunque dovute; è anche vero però che un contratto a tempo indeterminato rappresenta una garanzia per l’interessato ma allo stesso tempo un onere permanente per il bilancio pubblico, da qui agli anni a venire.

E questo indipendentemente dai futuri sviluppi demografici (ci sono stime che prevedono 60 mila alunni in meno da qui al 2020) ed organizzativi, per cui ad esempio tra qualche anno determinate materie potrebbero essere meno richieste di quanto non siano adesso. (Luca Cifoni, Il Messaggero)

Del resto anche Filippo Taddei, responsabile economico del Pd e membro della task force economica di Palazzo Chigi, risponde a chi gli chiede dove e come trovare le coperture finanziarie invitando “a distinguere la discussione dagli impegni”. Il responsabile Welfare e Scuola del Pd,Davide Faraone, che ieri ha partecipato all’incontro con Renzi assicura invece che la riforma “comprende la stabilizzazione degli insegnanti”. Il Governo starebbe lavorando, dunque, a un piano d’assunzione di circa 100 mila nuovi docenti per coprire organici funzionali, turn-over, supplenze annuali e sostegno.

Resta da vedere se queste immissioni in ruolo partiranno tutte il prossimo anno – e in quel caso si potrebbe parlare di “rivoluzione” – o se verranno spalmate su più anni. In questo caso, una immissione dell’ordine di circa 30mila docenti all’anno, significa procedere a un ritmo, osservano i sindacati, simile a quello attuale. L’importante, sottolineano le sigle, è che ci sia la copertura finanziaria per mettere in atto il piano. Ovvero che ci sia il benestare del Ministero dell’Economia e delle Finanze. In attesa di dichiarazioni ufficiali, i sindacati preferiscono rimanere cauti. “Attendiamo i fatti – dice il segretario della Flc-Cgil, Mimmo Pantaleo – vogliamo un testo scritto”.

fonte: http://www.blitzquotidiano.it/

Posted in: #NuovaResistenza