#passodopopasso Draghi e Merkel governano l’Europa

Posted on settembre 11, 2014 di


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Oggi Draghi interviene nuovamente e bacchetta l’Italia.

Io leggerei le ultime mosse in una sola direzione.

Mi spiego.

Draghi un mesetto fa se ne è uscito con questa dichiarazione: "per i paesi dell’eurozona è ora di cedere sovranità"

Seguì la solita risposta da bullo-spaccone di Renzi: "sappiamo noi cosa dobbiamo fare…"

Ma questa volta non si trattò della solita sparata contro i sindacati ("vogliono un autunno caldo? Facciano pure..con l’estate che abbiamo avuto…")

E neppure si mise a sfottere i magistrati come ieri con il suo BRRRRR

No, no: quella volta fu subito richiamato all’ordine da Re Giorgio.

Tanto è vero che, sculacciato, dovette immediatamente fare dietrofront e correre a casa da Super Mario per poi riferire tutto a Bella Napoli.

In Europa è da tempo che hanno inquadrato il tipo: è un cazzaro e va bene per intrattenere stolti italioti, ma queste pagliacciate non sono gradite.

Se poi si tocca Draghi o Merkel, allora sono guai e tocca richiamare all’ordine Pittibimbo.

Tanto è vero che da allora in poi, al di là delle solite banfate pro-idioti italiani, in Europa se ne va in giro con la coda tra le gambe.

Fa la voce grossa per ottenere un posto insignificante per la Mogherini (bandierina da sventolare in patria) ma si accuccia, tranquillo agli ordini che gli vengono impartiti.

E infatti, non passa giorno che non si dica d’accordo con Draghi.

Famiglia Cristiana ricostruì alla perfezione l’incontro tra Draghi e Renzi.

Siamo in grado di ricostruire la recentissima visita del premier Matteo Renzi al governatore della Banca Centrale Europea Mario Draghi. Ecco la trascrizione del colloquio

– Caro Mario…
– Caro Matteo, come stai?
– Bene, si va di corsa, come sempre … gli scout, poi i cantieri Expo, poi le riforme del Senato, è che non ci si ferma mai…bella ‘odesta tua ‘asa di ‘ampagna, mi ricorda la ‘ampagna di Pontassieve, meglio che stare a Francoforte dì la verità… a questo proposito mi scuso se posso stare poco ma devo andare, c’ho un sacco di ‘ose daffare, domani vo a Napoli, poi a Palermo…
– Matteo, per favore prendi una sedia e ascoltami un attimo, qualcosa da bere?
– Un ‘affè grazie, sto in piedi, se mi permetti, ho poco tempo devo andare, la compagnia è bella ma purtroppo c’avrei daffare, m’hanno chiamato monna Boschi, monna Madia, la Pinotti, la Mogherini, evviva l’emancipazione femminile ma poi se queste mi chiamano di continuo, ogni dieci secondi, che le faccio ministre a fare? Devo anche twittare a Oscar Giannino…
– Matteo, ti ha chiamato anche Padoan? Mi ha detto che continua a chiamarti ma tu non ti fai trovare…
– No, non è come pensa lui… gli è che c’ho tante ‘ose da fare, sto benedetto Italicum…
– Matteo…
– Eppoi c’è questa ‘osa della presidenza del semestre europeo, noi siamo come Telemaco. Nessuno parla mai di Telemaco ma all’inizio dell’Odissea Atena lo chiama e gli dice: ‘Non potrai mica pensare di restare qui ad attendere’. Anche la nostra generazione, quelli che non avevano neanche diciott’anni quando c’era Maastricht, ha il dovere di riscoprirsi Telemaco. Questa volta gli voglio parlare di un altro mito bellino, senti questa gli parlo di Europa a quelli di Strasburgo, rapita da Giove travestito da toro, perché quel toro è il simbolo della tenacia dell’Occidente e di una nuova generazione di torelli…
– Matteo…
– Oppure possiamo prendere il mito di Minerva, nata dalla testa di Giove, noi siamo come Minerva, abbiamo un’origine chiara, precisa…che ne dici del mito di Minerva? Bellino anche questo…
– Matteo, quando le fai le riforme?
– Le riforme? Ehm…ma come quando fo le riforme?T’ho cancellato il Senato in due mesi che nemmeno un dittatore (si fa per scherzare), mezza Costituzione, poi adesso ti fo l’Italicum, le 80 euro al mese, abbiamo fatto il Jobs Act, poi il Pension Act, faremo anche il Tax Act, l’importante è scrivere Act in inglese così fa più moderno…
– Matteo io parlavo delle riforme economiche, è la decima volta che te lo scrivo RIFORME ECONOMICHE, te lo devo disegnare su un foglietto? Le tasse, il lavoro, la spesa pubblica, il taglio delle spese, a proposito che fine ha fatto Cottarelli?
– Ridarelli? Il trattamento di ridarelli? Bellissimo, l’ho letto alle medie…
– Cottarelli non Ridarelli, quello della spending Review!!!
– Non so non mi ricordo, ora però devo andare, non possiamo sentirci Italiani senza smuovere la palude dell’impegno, dobbiamo lasciare il Paese un po’ migliore di come lo abbiamo trovato, Baden Powell diceva che…
– Matteo sto perdendo la pazienza, la Merkel mi telefona tutti i giorni, e dovresti sentire Schauble! Da quando ti sei insediato non hai ancora fatto una riforma, dico una, il debito pubblico è cresciuto ancora, la disoccupazione è alle stelle, quella giovanile ormai supera il 50 per cento, ci sono dieci milioni di incapienti e altri dieci che stanno scivolando nella povertà, l’Italia è in deflazione, l’ultimo dato del Pil è in negativo, l’Italia è in recessione, la vuoi fare una riforma o no?
– E poi il patto con Berlusconi come lo mantengo, mica gli posso parlare di rendite finanziarie ad Alfano o di Articolo 18! Che faccio? Un altro condono fiscale così al Nazareno li senti tu? Dai Mario, le faccio le riforme, le faccio, stai sereno…
– Matteo (omissis) a me stai sereno non me lo dici nemmeno per scherzo (omissis), ora basta (omissis), ti mando una lettera firmata Bce e poi ne riaparliamo, ti scateno la troika, la Banca Mondiale (omissis), persino la Spagna si è rimessa in moto, ti faccio commissariare da Bruxelles e rimpiangere di non essere greco…
– Dai Mario, si fa per scherzare, a proposito hai visto la Fiorentina come s’è rafforzata, speriamo che non diamo al Manchester Cuadrado, del resto se uno nasce Cuadrado non muore tondo ah, ah, ah… ora però devo andare davvero, scusa, c’ho la visita del premier del Gabon, poi devo telefonare a Giannino, ma ci sentiamo presto, te lo prometto, salutami Francoforte…dov’è la scorta, ah eccola, su ragazzi che s’è fatto tardi, dai su, si parte, vai…andiamo via da qui, svelti…

Ieri è stata varata la nuova Commissione Europea.
Una sconfitta su tutta la linea per i camerieri dell’austerità della sinistra europa.
Un totale fallimento.
Nessuna concessione da parte della Merkel.
Chiedevano flessibilità, i vari Renzi e Hollande…
Tornano a casa con Mogherini e Moscovici, ma la Merkel ha piazzato Katainen in pratica sterilizzando l’azione degli altri commssari.

E questo si inserisce nel teatrino della mossa della Bce della scorsa settimana che, come vi ho detto, non risolve un bel nulla (se non fare l’ennesimo regalo alle banche, come spiega Bassi)
Altro che crescita!

Perchè, non so se ve lo siete dimenticati, prima dell’annuncio della Bce, ci fu una telefonata tra Mario e Angela

E, anche qui, io ve lo avevo detto: tutto teatrino.

Draghi offre ai vari Renzi e Hollande materia per costruire in patria la tesi che l’Europa stia cambiando verso ma, in realtà, le cose stanno diversamente (e gli ultimi anni dovrebbero avercelo dimostrato chiaramente)

Ricordate i mitici successi di Monti?
Le sconfitte della Germania?

E la stampa tedesca è fenomenale nel’assecondare quella italiota (o francesiota).

Ieri come oggi.

Infatti, quella inglese, lo ha ben rappresentato:

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E’ il gioco delle parti.

Merkel e Draghi sono sulla stessa barca e governano, da soli, questa Europa.

Un po’ di bastone, un po’ (pochina) di carota.
I leaderini tipo Hollande e Renzi fanno di ogni piccolissima concessione una mega vittoria.
La stampa tedesca sta al gioco e attacca Draghi.
Quella italiota, esalta i vari Monti e Renzi, le loro epiche gesta…
Vi ricordate a giugno cosa si disse?
Si parò di svolta, di aperture, etc, etc

Ma il risultato, alla fine quale è?

Che l’austerità continua.
Tanto è vero che ieri Merkel è stata lapidaria:" nella Ue non si torna indietro sul rigore"

E infatti, cosa aveva detto Renzi giorni fa? "la Germania è un esempio da seguire"

E’ un teatrino, signori.
Tutti stanno più o meno consapevolmente al gioco.
Fino a quando alla Francia verrà concesso qualcosa e non si andrà a votare nel 2017, non cambierà nulla.

E’ quello il vero appuntamento dell’Europa: il 2017 (ed i mesi che lo precedono)

Tanto per chiarire le cose, vi riporto, in esclusiva, quanto si sono detti Merkel e Draghi a seguito delle tanto strombazzate misure della Bce pro-crescita…

Drin! Driin! Driiiiin!

M. “Pronto?”

A. “Pronto Mario? Sono Angela!”

M. “Ue ciao Angelina, come butta?”

A. “Mi prendi per il c….???”

M. “Cosa c’è? Cos’è successo?”

Grrrrr, grrrrrrrrrr, roarrrrr, grrrrr, roarrr (rumori indistinti in sottofondo, simili a grugniti rabbiosi, n.d.t.)

M. “Angela scusa ma non sto capendo nulla! Che è ‘sto rumore? Che succede?”

A. “E hai anche il coraggio di chiedermelo?Wolfgang (Schauble n.d.t.) è infuriato! Sbava e ringhia da tre ore! Ti vuole morto, ti vuole! Wolfie stai buono per favore…dai, datti una calmata che ci sto parlando proprio ora!….Lo vedi cosa combini Mario? Lo vedi???”

M. “Angela, non so che dire…non capisco cosa vogliate da me…”

A. “Non capisco cosa vogliate da me?? Ma, dico, sei ammattito??? Mettersi a parlare di investimenti pubblici, di crescita, ma che ti sei messo in testa? Mi giro un attimo e fai il progressista?”

M. “Angela hai preso le tue pillole stamattina?”

A. “…..”

M. “Angela? Allora? Le hai prese?”

A. “…..”

M. “Allora?”

A. “Ok…ok, forse stamattina l’ho dimenticato… ecco non ne sono proprio sicura, avrei giurato di averle prese, ma poi … non so com’è successo…”

M. “Ok, fa niente. Ora però cerca di calmarti. Fa un bel respiro e conta fino a dieci. Ecco brava, così… inspira ed espira, inspira ed espira…vedi? Vedi, funziona! Ti senti meglio vero?”

A. “Mmmh si…”

M. “Bene. Ora butta fuori Wolfie dalla stanza e parliamo con calma”

A. “Ma è il ministro delle finanze!”

M. “Angela, buttalo fuori o chiudo il telefono”

A. “Wolfie? Wolfie caro, potresti uscire per favore?”

Grrrrr, grrrrrrrrrr, roarrrrr, grrrrr, roarrr (grugniti rabbiosi in sottofondo, che vanno scemando n.d.t.)

A. “Ok, se n’è andato. Ti ascolto”

M. “Vedi, Angelina, non cambierà assolutamente nulla”

A. “Ma come??? Se tutti i giornali dicono che comincerai il Quantitative Easing!”

M. “Sono chiacchiere, Angela, chiacchiere! Continuerò a pompare danaro nelle banche e basta, nessun Quantitative Easing, niente di niente, nada de nada, nisba, niet, nicht!”

A. “Ma allora il programma di acquisto degli Abs?”

M. “Angela, mi dici che differenza c’è tra prestare soldi a una banca prendendo dei titoli in garanzia e comprare quegli stessi titoli?

A. “Beh nel primo caso, le banche si indebitano e non si liberano dal rischio, mentre nel secondo, effettuando una vendita, se ne liberano, giusto?”

M. “Ma noi obbligheremo le banche che ci vendono gli Abs a garantirci dal rischio di default!”

A. “….Scusa, Mario, ma allora non è nulla di diverso rispetto a quello che la Bce ha sempre fatto…”

M. “Bene, brava, bis!”

A. “Mmmmmh, si… mmmh, si, sembra filare… e, senti, dicono anche che vorresti abbassare di nuovo i tassi. Non starai esagerando? Non rischiamo una nuova bolla del credito?”

M. “Ok, ascoltami bene, anche perché saranno 100 volte che te lo spiego: possiamo dare alle banche tutti i maledetti Euro che vogliamo, ai tassi che ci piacciono e per tutto il tempo che ci pare. E sai perché? Perché con la vigilanza europea, siamo sempre noi a dirgli cosa farne! Capisci? Se gli stiamo addosso facendo in modo che non li prestino o che li prestino solo a chi diciamo noi, non c’è problema! Nessuno si fa male!”

A. “Ok è chiaro… ma allora perché i giornali fanno tutto questo baccano? Mi dà fastidio, mi fa perdere voti in Baviera!”

M. “Angela di chi sono i giornali?”

A. “Come scusa?”

M. “Di chi sono i giornali? Chi ne detiene la proprietà?”

A. “Mumble, mumble… ah! Le banche!”

M. “E chi controlla le banche?”

A. “Chi le controlla?”

M. “Angela la prossima volta che salti le pillole giuro che vengo lì e ti prendo a schiaffi… Io le controllo, no?! Io! La Bce! Il Gruppo di Basilea! Chi diavolo vuoi che le controlli?”

A. “Giusto!”

M. “E allora, se io controllo le banche e le banche controllano i giornali, ti pare che possano uscire notizie che a me non stanno bene?”

A. “Continuo a non capire… ma se tu controlli i giornali e i giornali scrivono quello che vuoi tu, perché hai permesso che per mesi attaccassero la Bce? E perché ora gli consenti di farti apparire come quello che ha calato le braghe?”

M. “Angela promettimi che farai prima o poi quel corso rapido del mio amico D’Alema. Te l’ho chiesto mille volte e tu nisba”

A. “Propaganda e coglionamento delle masse?”

M. “Brava, proprio quello. Se l’avessi già fatto capiresti che non si può sodomizzare il popolo a colpi di tasse e tagli alla spesa senza dargli uno zuccherino ogni tanto… Ecco: il can-can di questi giorni rappresenta lo zuccherino. La Bce si è arresa! Ha vinto la flessibilità! Ha vinto la linea dei socialisti! Abbasso il rigore! E loro, contenti, festeggiano e continuano a tirare la carretta…”

A. “Mmmmh, si, sembra ragionevole… però io così perdo lo stesso voti in Baviera e poi c’ho Wolfie che mi dà il tormento con l’austerity dalla mattina alla sera!”

M. ”Angela, pensaci, non è difficile trovare una soluzione…”

A. “Dici?”

M. “Dico. Fai così: domani fai uscire la notizia di questa telefonata. La Merkel chiama Draghi e lo cazzia! Fai uscire un bel titolo su qualche giornalone tedesco. Io non smentisco. Poi quando c’è Consiglio Direttivo Bce, giovedi prossimo (4 settembre n.d.t.), dì a quelli della Bundesbank di votare contro la delibera che propongo – tanto passa lo stesso – e ci fai bella figura! Che dici?”

A. “Eh, potrebbe funzionare…”

M. “Vabbè mò ti devo salutare eh, che c’ho Napolitano che mi aspetta. Quello cena alle 18.30 e poi va a nanna e non lo becco più. Baci cara, baci, ciao, cià!”

A. “Vabbè ciao… però la prossima volta avvisami prima di fare ‘ste uscite. M’hai creato un bel pò di problemi, eh!”

M. “Le pillole, Angela. Non saltare più le pillole.”

A. “Ok”

Signori: io ve l’ho detto da 2 anni.
Ma ve lo hanno detto anche loro, in fondo.


Siatene consapevoli.
E #statesereni.
#Passodopopasso fino alla fine.

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Posted in: #NuovaResistenza