La situazione precipita..Padoan: “l’Italia è a rischio” (e vai con le tasse!)

Posted on ottobre 2, 2014 di


Avrei tanto voluto non avere ragione…

Purtroppo la situazione è questa.

A parlare non è un mio vecchio post, ma il ministro Padoan.

Guardate che qui si mette davvero molto male.

Quanto dice Padoan è il quadro esatto della realtà.

Peccato che le ricette del governo Renzi siano eguali a quelle di Monti e, nel complesso, fallimentari e causa di questa situazione.

Solo una guerra avrebbe potuto provocare tale caduta del paese.

In pochi anni, pensateci, l’Italia sta buttando via quanto di buono aveva fatto in alcuni decenni.

E’ del tutto inutile che vi ripeta cosa servirebbe a questo paese.

Non lo faranno mai.

E a questo punto credo proprio che non ci sia nulla da fare.

Resta sempre il dubbio: sono incapaci o hanno scelto deliberatamente di annientarci?

La mia risposta la conoscete.

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In termini cumulati la caduta del Pil in Italia è superiore rispetto a quella verificatasi durante la Grande depressione del ’29”. E’ la conclusione a cui è arrivato il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, con l’aggiornamento del Documento di economia e finanza. “L’area dell’euro è a un bivio”, aggiunge il ministro sottolineando che i Paesi in assenza di interventi “rischiano di avvitarsi in una spirale di stagnazione e deflazione”. Quindi “occorre muovere con decisione su più fronti nella consapevolezza che in assenza di una ripresa robusta la tenuta del tessuto produttivo e sociale risulterebbe a rischio, la ricchezza delle famiglie minacciata, le prospettive dei giovani compromesse”. Dal canto suo l’Italia mette un punto fermo sugli impegni presi garantendo fin da ora che se non ce la farà nel 2015, l’anno successivo i soldi mancanti saranno chiesti ai contribuenti e scatteranno in automatico gli aumenti dell’Iva e delle altre imposte indirette per un controvalore di 12,6 miliardi sul 2016, 17,8 miliardi nel 2017 e 21,4 miliardi nel 2018.

L’impegno è scritto nero su bianco in coda alla nota di aggiornamento del Def approvata dal Consiglio dei Ministri di martedì sera, dove si certifica che a peggiorare le attese sui conti pubblici c’è innanzitutto un apporto meno ricco del previsto dalle cosiddette privatizzazioni per un peso inferiore alle stime calcolabile in 0,4 punti di Pil nel 2014, al quale si somma un fabbisogno che sarà superiore di 0,7 punti rispetto alle previsioni. Sono queste, insieme alla minor crescita, due componenti che – secondo quanto riportato nel Documento di economia e finanza (Def) – porteranno il debito pubblico a fare un salto di 3,7 punti rispetto al 2013. Il governo rassicura comunque che, per quanto riguarda le privatizzazioni – il cui controvalore quest’anno si fermerebbe quindi a 0,3 punti di Pil (circa 4,8 miliardi) – torneranno a contare per 0,7 punti di Pil annui dal 2015.

fonte:http://www.ilfattoquotidiano.it/

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