SOLO UN ITALIOTA CREDEREBBE ALLA DIMINUZIONE DELLE TASSE PROMESSA DA RENZI!

Posted on ottobre 22, 2014 di


Mi raccomando, continuate a farvi prendere per il culo, eh?

Io non ho più tempo e voglia di scrivere.

Faccio un post qui e là ed un po’ di rassegna stampa.

#GoOutItaly

Ah, mi raccomando: votate in massa il PARTITO DELLA NAZIONE, altrimenti denominato Pudc: partito unico della casta.

Quando tra qualche anno vedrete la povertà che regnerà nel nostro paese, lo squallore e l’assenza di democrazia…non dovrete stupirvi.

Anche se voi vi crederete assolti, sarete lo stesso, coinvolti…(cit)

ps: quello che provo per voi è un misto di pena infinita e di ribrezzo.
Spero possiate pagare dazio per la vostra immensa stupidità.

Ma che bella la manovra “che abbassa le tasse di 18 miliardi”, come ha detto Renzie presentandola a destra e a manca quando era solo in bozze. E che gioia il “bonus bebè” per le neo-mamme, annunciato in diretta tv da Barbara D’Urso su Canale 5. Adesso che però la legge di Stabilità è nero su bianco, nonostante manchi la vidimazione della Ragioneria generale dello Stato, si scoprono anche altre cose. Non tutte così allegre.

Sul fronte delle tasse, dopo il calo strombazzato nel 2015, ecco un aumento di 18 miliardi nel 2016, di 24 nel 2017 e di 28 nel 2018.

giancarlo padoanGIANCARLO PADOAN

La manovra prevede fin d’ora un robusto aumento dell’Iva: nel 2016 l’aliquota del 10% dovrebbe passare al 12 e poi salire al 13% nel 2017. Quella del 22% salirà invece al 24% nel 2016, per poi arrivare al 25,5% nel 2018. Quali effetti sui già deboli consumi possa avere una manovra del genere è facile da immaginare. Oltre al fatto che l’Iva colpisce di più gli strati di reddito medio-bassi.

Sul lato dell’Irpef, quella che viene ridotta di 80 euro per i redditi più bassi, ecco le brutte sorprese negli anni a venire: taglio delle detrazioni da 4 miliardi nel 2016 e meno 7 dal 2017 in poi. Non sono tecnicamente aumenti di tasse, ma al lato pratico, quando si tratta di calcolare il saldo delle imposte da versare, le minori detrazioni si traducono in un aumento delle somme da versare allo Stato.

Giorgio NapolitanoGIORGIO NAPOLITANO

La riduzione dell’Irap per le aziende, che Renzie aveva quantificato in 6 miliardi e mezzo per il 2014, in realtà rischia di essere di due miliardi e mezzo in meno perché vengono annullate già da quest’anno tutta una serie di riduzioni precedenti delle aliquote. A cominciare dal taglio del 10% deciso a maggio sotto elezioni. Saranno contenti in Confindustria.

Una vera primizia è poi l’aumento delle tasse applicate ai fondi pensione, che saliranno dall’11,5% al 20%. La particolarità dell’intervento è nel fatto che al momento sembra decorra dal primo gennaio. Insomma, si tratta di un aumento retroattivo, con tanti saluti a qualunque “galateo” e rispetto del contribuente. Lo stesso intervento retroattivo vale anche per le fondazioni, che con le loro erogazioni sul territorio spesso rappresentano una forma di welfare sussidiario a Regioni e comuni, e che dal 2010 a oggi hanno visto triplicare il proprio carico fiscale.

volanti guardi di finanzaVOLANTI GUARDI DI FINANZA

Sul fronte dei possibili buchi, la parte del leone la fa la lotta all’evasione fiscale. Il governo prevede di recuperare così ben 4 miliardi di euro, ma in passato queste stime non venivano conteggiate come un incasso sicuro.

Nelle coperture sono conteggiati anche 10 miliardi di privatizzazioni, una somma da centrare con la mega offerta di azioni delle Poste. Peccato che sulla privatizzazione l’attuale vertice, ovvero Francesco Caio, ci senta pochino.

industrieINDUSTRIE

Problemi di coperture anche per la cassa integrazione in deroga, per la quale la legge di Stabilità stanzia un miliardo e mezzo, nonostante nel 2013 si sia speso il doppio. Significa che il governo prevede per l’anno prossimo un significativo miglioramento della congiuntura industriale. Beato lui.

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