Impiego dei giovani: Italia in fondo alle classifiche

Posted on novembre 3, 2014 di


La crescita non dipende dal livello di protezione legale offerto a chi lavora perche’ carenza di innovazione, spesa pubblica abnorme e fuori controllo, corruzione, incompetenza, formazione professionale inadatta, incertezza del diritto, burocrazia arrugginita hanno, di per se, reso l’Articolo 18 inutile asfissiando non solo la crescita ma tutta l’economia.

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Piu’ significativo del tasso di disoccupazione (che risente molto delle variazioni nelle definizioni della categoria ma anche del ripiego di chi non crede nemmeno piu’ di poter lavorare e quindi smette di cercare e, conseguentemente sparisce dalle statistiche), il tasso di partecipazione all’economia si dimostra un indicatore piu’ eloquente. Nella misura in cui in questi ultimi anni non c’e’ stata nessuna riforma che ha innalzato l’eta’ dell’obbligo scolastico, la partecipazione attiva dei giovani all’economia dipende solo dalla demografia complessiva e dal numero di coloro che effettivamente hanno un lavoro. E alla semplice vista del Grafico 2 difficilmente si riesce a trattenere un brivido d’orrore: i giovani di eta’ compresa tra i 15 e 34 anni che lavorano rappresentano meno del 5% della popolazione totale in Italia, quando in Gran Bretagna e Germania sono oltre tre volte tanti.

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fonte: http://www.glistatigenerali.com/

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