#pelledoca RENZI 2013: “#MONCLER ESEMPIO DI UN’ITALIA DI SUCCESSO” (vedasi puntata di Report!!)

Posted on novembre 3, 2014 di


oche spiumate

Fu uno dei primi discorsi di Renzi, da segretario Pd…

Era il 2013

Matteo Renzi, ha spiazzato tutti parlando di Moncler, come di un esempio di imprenditoria italiana capace di rilanciare nonostante la crisi. Il neo-segretario del Pd nel presentare la sua road map lo ha detto chiaramente: il suo Pd non si limiterà a salvare il lavoro, ma si impegnerà per produrre lavoro e per un progetto a lungo termine in grado di riportare il nostro Paese ai vertici dell’economia continentale.

Giunto il momento di parlare di imprese vincenti, il segretario Pd ha portato come esempio la Moncler, un’azienda francese diventata italiana. Renzi ha parlato dei “paninari”, di cui i piumini Moncler erano il simbolo, e, da abile comunicatore qual è, ha utilizzato come esempio virtuoso un’azienda italiana capace di andare in controtendenza. Se gli organi d’informazione tendono a concentrarsi sulle aziende che chiudono o che diventano di proprietà straniera, lui ha acceso i riflettori sul caso di quest’azienda fondata nel 1952 a Monestier de Clermont e diventata, grazie alla sponsorizzazione di molte imprese alpinistiche (fra cui quella di Achille Compagnoni e Lino Lacedelli sul K2 nel 1954) e della nazionale francese di sci alpino uno dei principali brand dell’equipaggiamento invernale.

E infatti Ruffini disse:"L’italia impari da noi"

Ecco, vedete, in quel discorso c’è tutto il Renzi-pensiero ed il modello di società alla quale egli si ispira.

puntata di report su moncler 3

Giudicate voi, se questa puo’ essere il modello per il nostro paese.

Animalisti,pacifisti,ecologisti della pseudosinistrapiddina, dove siete?

Qui, Report, ieri sera, ci mostra cosa sia Moncler…

Se volete leggere, andate qui

Se volete vedere la puntata, invece, andate qua.

Commenti di fuoco e la promessa di non comprare mai più un capo Moncler: l’indignazione dei telespettatori italiani corre sui social dopo che ieri sera Report ha mandato in onda l’inchiesta di Sabrina Giannini che ha svelato alcuni dei retroscena sulla produzione dei piumini e dei giacconi del prestigioso marchio di abbigliamento di lusso, oggi di proprietà dell’imprenditore Remo Ruffini.

remo ruffini monclerREMO RUFFINI MONCLER

LA PIUMA, LE OCHE E GLI ALLEVAMENTI UNGHERESI – L’inchiesta di Report comincia dalla materia prima, dalla piuma d’oca che costituisce l’imbottitura del piumino: un materiale che è da sempre sinonimo di leggerezza e di calore che, una volta indossato, isola dal freddo e dall’umidità senza però appesantire. Per ottenere questo materiale non si ricorre solo alle oche, ma anche ad altre specie di uccelli, come ad esempio le anatre, nonostante la qualità del piumaggio sia nettamente inferiore rispetto a quello delle oche.

In Europa, il paese che conta più allevamenti di oche è l’Ungheria. Così le telecamere di Report si sono recate in alcuni allevamenti ungheresi, dove le oche vengono spiumate, vive, anche quattro volte l’anno. Questi animali, spiega Stefania Giannini, sono sì soggetti a una muta stagionale, ma quel piumaggio è troppo poco perché valga la pena di raccoglierlo: quindi si preferisce prelevare il prodotto direttamente dal corpo dell’animale.

La normativa europea prevede che il piumaggio delle oche venga raccolto mediante pettinatura, una tecnica che non causa dolore né stress agli uccelli. Ma non sempre questa regola viene rispettata e alle oche vengono strappate le piume senza alcun tipo di precauzione, spesso provocando lacerazioni alla pelle che vengono ricucite alla buona con ago e filo. Quando le piume ricrescono, vengono strappate un’altra volta. La maggior parte di questi allevamenti lavorano a cottimo: per spiumare centomila oche bastano quattro giorni.

puntata di report su moncler 4PUNTATA DI REPORT SU MONCLER 4

MONCLER E I TERZISTI ESTERI – Le piume, una volta uscite dall’allevamento,non sono soggette al alcuna tracciabilità: questo significa che non è possibile sapere se quel piumino che riempie la nostra giacca provenga o meno da un allevamento che usa le tecniche di pettinatura, ma nemmeno se quella che viene spacciata per piuma d’oca sia veramente d’oca o provenga da altri volatili, con un piumaggio qualitativamente inferiore. A questo punto la parola passa ai terzisti, ovvero a quelle aziende che assemblano i prodotti per conto dei grandi marchi della moda italiana, tra cui proprio Moncler, che da anni ha delocalizzato tutta la propria produzione nei paesi dell’est Europa, sopratutto in Romania.

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QUANTO COSTA PRODURRE UN MONCLER? – Sabrina Giannini ha intervistato i responsabili delle catene di produzione di piumini Moncler, che proprio da Moncler ricevono tutte le materie prime: piume, stoffe, bottoni, chiusure lampo, etichette e loghi da applicare al capo finito. E qui arriva il dato shock: i terzisti ricevono per ogni capo finito un compenso che si aggira tra i 30 e i 45 euro, mentre sul cartellino, in negozio, il prezzo sale fino a raggiungere e talvolta superare i 1.200 euro. Non è difficile capire che, in tutto questo, a guadagnare sia solo e soltanto il marchio.

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MONCLER, MADE IN TRANSNISTRIA – La questione, tuttavia, non finisce qui, perché la delocalizzazione di Moncler è un evento relativamente recente: fino a pochi anni fa la produzione dei famosi piumini diventati un simbolo degli anni Ottanta e ritornati in auge negli ultimi anni, avveniva in laboratori tessili italiani, quasi tutti del Sud.

Produrre in Italia, tuttavia, costava troppo per Moncler – si parla di venti o trenta euro di più a unità, su un prodotto da vendere in negozio a non meno di ottocento euro – che ha deciso, da un giorno all’altro di sospendere tutti contatti con i laboratori tessili italiani per andare all’estero: in Romania, in Armenia o addirittura in Transnistria, uno stato auto-proclamato facente parte del territorio della Moldavia, non riconosciuto dalle Nazioni Unite, di cui la maggior parte del mondo ignora perfino l’esistenza. Una regione dove produrre costa pochissimo a patto che sulle etichette risulti un “Made in Moldova” per evitare problemi con le autorità.

I TELESPETTATORI CONTRO MONCLER – L’inchiesta di Report tira le somme sui piumini Moncler, riempiti con piume d’oca che potrebbero non essere d’oca e che per giunta potrebbe provenire da allevamenti che non rispettano le norme igienico-sanitarie degli animali, giacconi prodotti all’estero e poi venduti in a un prezzo oltre venti volte superiore, mentre in Italia decine di laboratori tessili sono costretti a chiudere per mancanza di lavoro. E i commenti dei telespettatori non si fanno attendere.

FACEBOOK CONTRO MONCLER – Ma è sulla pagina Facebook ufficiale di Moncler che si scatena la vera bagarre: se su Twitter si discute principalmente delle eventuali ricadute che il servizio di Report possa avere non solo sulla reputazione del marchio ma anche sulle sue prestazioni in Borsa, gli utenti del social network blu hanno già dato il via alla crociata contro Moncler

Ogni post pubblicato recentemente dalla pagina è stato inondato di commenti indignati che gridano allo scandalo: c’è chi si preoccupa delle oche torturate per le loro piume, chi del mark-up stellare sul prezzo finale, chi osserva che si tratta di una truffa al Made in Italy.

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4. IL TITOLO MONCLER ALLE 12:11 CALA DEL 3,5%, MENTRE IL FTSE MIB SEGNA UN RIBASSO DELL’1,2%

5. MONCLER, RUFFINI A RENZI: IL PATRON DEI PIUMINI RINGRAZIA IL SEGRETARIO PD PER LA CITAZIONE

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TMNews del 16 dicembre 2013 – Matteo Renzi nel suo discorso di investitura da segretario del Pd lo aveva citato come esempio di un’Italia di successo anche se i suoi piumini, simbolo dei pianinari, non gli piacevano affatto. I piumini in questione sono quelli di Moncler, azienda sulla cresta dell’onda nel giorno del suo debutto a Piazza Affari. E il suo patron Remo Ruffini ne approfitta per rispondere al neo segretario democratico.

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"Mi ha fatto piacere, ha dato una buona lettura, si parla sempre delle aziende italiane vendute ai francesi e nessuno ha parlato di Moncler azienda francese gestita da noi".Con il nuovo corso che Renzi vorrebbe imprimere al Pd Ruffini individua anche delle assonanze con la sua azienda"Credo che potrebbe esserci una similitudine sta vicina al consumatore finale e crea valore e anche l’Italia dovrebbe fare un po’ quello".Il patron di Moncler tuttavia non vuole essere additato come esempio per l’Italia:"Non mi sento un esempio ma credo che abbiamo fatto bene in un momento difficile per l’Italia".+00.04.45 sono contento di creare un minimo di speranza per chi invece l’ha persa 00.04.50

fonte: http://www.dagospia.com/

Posted in: #NuovaResistenza