Moody’s: l’Italia rischia crescita zero nel 2015 (e la produzione industriale si schianta)

Posted on novembre 10, 2014 di


Nessun giornale (neppure il Fatto) ha nella sua homepage questa notizia.

Non spreco parole.

Non commento.

Capisco tacere dell’ennesimo regalo di Renzi alle banche

Capisco non evidenziare come l’ItaliaFALLITA incassi 10 mld di tasse retroattive in 3 anni…

Ma non riportare neppure i dati dell’Istat o delle agenzie di rating è vergognoso.

Per la precisione:

1) crolla la produzione industriale (#italiariparte eh? "ripresa col botto" eh? "Italia locomotiva dell’Europa", eh?)

2) Moody’s comincia a precisare come anche nel 2015 per l’italia non ci sarà ripresa (sarà il solito film: costanti revisioni al ribasso del Pil)

Manca poco, signori.

Questi articoli vi dicono qualcosa?

ps: anche per questo invito M5S a non trattare con Renzi.
L’Italia ha i mesi contati.
Inutile "sporcarsi le mani" con chi ha affondato definitivamente il paese.

ps2: anche per questo, io non dialogo più con chi sostiene Renzi.

Pessimo dato quello uscito poco fa sulla produzione industriale, crollata, nel mese di settembre, del 2.9% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

Con la variazione negativa acquisita a settembre siamo arrivati allo stesso livello del 2009, quando la produzione industriale collassò con il crollo del commercio internazionale a seguito del fallimento della Lehman Brothers. Dai massimi del 2008 la produzione industriale è collassata di quasi il 30%.

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Da Istat:

A settembre 2014 l’indice destagionalizzato della produzione industriale è diminuito dello 0,9% rispetto ad agosto. Nella media del trimestre luglio-settembre la produzione è diminuita dell’1,1% rispetto al trimestre precedente.
Corretto per gli effetti di calendario, a settembre 2014, l’indice è diminuito in termini tendenziali del 2,9% (i giorni lavorativi sono stati 22 contro i 21 di settembre 2013). Nella media dei primi nove mesi dell’anno la produzione è scesa dello 0,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
A settembre l’indice destagionalizzato presenta variazioni congiunturali negative in tutti i comparti; diminuiscono i beni di consumo (-3,2%), i beni strumentali (-2,4%), l’energia (-1,5%) e, in misura più lieve, i beni intermedi (-0,8%).
Gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano, a settembre 2014, diminuzioni tendenziali in tutti i raggruppamenti principali d’industrie; segnano variazioni negative l’energia (-3,6%), i beni di consumo (-3,3%), i beni intermedi (-2,8%) e i beni strumentali (-2,7%).
Per quanto riguarda i settori di attività economica, a settembre 2014, i comparti che registrano le maggiori diminuzioni tendenziali sono quelli della fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (-12,8%), della produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (-10,1%) e dell’industria del legno, della carta e stampa (-7,0%). Gli unici settori che registrano una crescita tendenziale sono quelli della fabbricazione di computer, prodotti di elettronica ed ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (+2,6%), della fabbricazione di prodotti chimici (+2,1%) e delle altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine ed apparecchiature (+1,1%).

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da Vincitori e Vinti di Paolo Cardenà

Posted in: #NuovaResistenza