Sanità, figuraccia del Ministero con il Consiglio di Stato: “Il decreto è incomprensibile”

Posted on novembre 27, 2014 di


Del resto, per fare l’infermiera devi avere una laurea, ma per fare il Ministro basta un diploma…

CONSIGLIO DI STATO RESPINGE DECRETO DELLA MINISTRA DELLA SALUTE LORENZIN: ''INCOMPRENSIBILE'' (BOCCIATO PER L'ITALIANO)

Siamo stati abituati ai calcoli sbagliati del governo (Fornero, esodati) ad orrori normativi (ultima la legge elettorale valida solo per la Camera, criticata da ben due ex presidenti della Consulta) o da bozze di decreto scritte così di fretta che agli annunci in conferenza stampa del governo non corrispondeva la firma del Quirinale, perché i testi dovevano ancora essere completati e arrivavano sulla scrivania del Colle con due-tre settimane di ritardo.

Ma probabilmente non era mai accaduto che il Consiglio di Stato riprendesse un Ministero e lo bocciasse in italiano. Protagonista di questa vicenda, tutta da ridere se non ci fosse da piangere, è il Ministero della Sanità guidato da Beatrice Lorenzin, che ha redatto una bozza di decreto sugli standard dell’assistenza ospedaliera. Come da prassi il testo viene inviato al Consiglio di Stato, giudice speciale amministrativo, per un parere.

Peccato che il testo, in molti passaggi, venga addirittura giudicato "incomprensibile". "Va rilevato come l’intero provvedimento (ivi compreso l’allegato) si caratterizzi per una scrittura assai lontana dai buoni canoni di un periodare piano, comprensibile a prima lettura ed elegante e per un uso assai frequente di acronimi e di espressioni in lingua straniera, il cui ricorrere – secondo le regole della redazione dei testi legislativi – andrebbe vietato. Si raccomanda pertanto all’Amministrazione una rilettura e riscrittura dell’intero testo alla luce dei suddetti criteri" scrive il Consiglio.

Non è finita. Per l’approvazione del decreto è necessaria infatti l’intesa tra Stato e Regioni. Intesa che non sarebbe ancora stata raggiunta stando al Consiglio, poiché le proposte di modifica presentate dagli enti locali al testo governativo "non è chiaro" se siano state recepite. Infine viene messa in dubbio anche la "clausola di invarianza finanziaria", in pratica il ‘costo zero’ del provvedimento: "L’adeguamento delle regioni ai suggerimenti contenuti nell’allegato ed il connesso cambiamento/adeguamento di alcune strutture necessario al perseguimento dei fini fissati nell’allegato stesso potrebbe comportare un immediato onere a carico della finanza pubblica, prima di provocare i risparmi attesi".

fonte: http://it.ibtimes.com/

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