Contrordine del governo: il servizio civile può attendere

Posted on novembre 28, 2014 di


Queste le promesse di Renzi…e il servizio civile universale…

Tra le linee guida per il perseguimento dei tre obiettivi, la novità di maggiore interesse è probabilmente la previsione di "una leva per la difesa della patria", unservizio civile universale per 100mila giovani all’anno nel primo triennio, della durata di 8 mesi prorogabili di 4, al quale possono partecipare anche gli stranieri.

Qui la denuncia degli Enti…

Ai proclami roboanti fa seguito l’umiliante realtà dei fatti e i giovani ne sono le vittime.

Altro che” Il Servizio Civile Nazionale lo faremo Universale”: niente di più falso.

Il solito Renzi, le solite promesse, la solita cialtroneria…

Avevano detto: «Torniamo a educare i giovani alla solidarietà e facciamo ripartire la speranza» (Matteo Renzi, premier). «Troppo poche le 14 mila domande accolte contro le centomila richieste dei giovani» (Laura Boldrini, presidente della Camera). «Siamo riusciti a trovare i fondi per far partire 40 mila ragazzi già nei primi mesi del 2015» (Luigi Bobba, sottosegretario al Lavoro). Contrordine. Il servizio civile allargato a una quota significativa di giovani non ci sarà.

L’investimento politico ed economico sul volontariato diffuso è rimandato a data da destinarsi. Mancano i fondi, le coperture e forse anche la volontà. In una notte, l’emendamento firmato da Edoardo Patriarca che ribadiva quanto annunciato sopra, è stato sepolto dal niet del viceministro all’Economia Morando: «Non è possibile esprimere parere favorevole in quanto la variazione degli stanziamenti è rilevante…».

Altro che momento di svolta: per l’economia sociale c’è un altro buco della cintura da stringere. Dopo i tagli alle Fondazioni bancarie, le mancate agevolazioni fiscali alle imprese che fanno solidarietà e l’assurda tassazione dell’Iva sulle donazioni in caso di calamità, anche la riforma del Terzo settore galleggia sulle coperture di bilancio. È difficile evitare il lamento quando le promesse vengono disattese. E si fatica a ricostruire la fiducia quando l’interesse della politica sembra rivolto altrove.

Nella stessa giornata di mercoledì l’Unione italiana ciechi non ha avuto garanzie sulle risorse destinate alle persone con disabilità visiva. Lavoro, scuola, mobilità, cultura, assistenza, servizi importanti per chi vive in una condizione di svantaggio sociale rischiano di essere azzerati, spiega il presidente Mario Barbuto. Era accaduto anche per i malati di Sla: dopo le proteste c’è stato un ripensamento. Ma si può far ripartire un Paese facendo continuamente passi indietro sulle buone pratiche?

fonte: http://sociale.corriere.it/

Posted in: #NuovaResistenza