L’Italia di #mafiacapitale diventa il paese più corrotto d’Europa: peggio di Bulgaria e Grecia

Posted on dicembre 3, 2014 di


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Poche parole, per esprimere il mio disgusto totale.

Del resto, abbiamo un Parlamento di inquisiti ed i "padri della Patria" che stanno facendo le "riforme" sono condannati o rinviati a giudizio per ogni fattispecie di reato.

Renzi, il finto rottamatore, mesi fa disse che il problema non erano le regole, ma i ladri.

Esattamente una grande stronzata.

Perchè o si dice che noi italiani siamo geneticamente diversi e, dunque, propensi a delinquere oppure, invece, il problema sono proprio le regole che la politica si guarda bene dal cambiare, anzi…

Facciamo persino peggio di Bulgaria e Grecia…

Ma la colpa è degli italioti.

Mesi di scandali sui rimborsi nelle regioni, l’arresto di Genovese, il caso di Stefano…le nomine sospette di Renzi…le primarie truccate...

E ieri vengono fuori i dettagli delle consulenze pazze in Regione Lombardia…
Soldi agli "amici degli amici"…soldi per consulenze tecniche a meccanici e pasticceri…

Cose dell’altro mondo

Tutti coinvolti…

E poi #Mafiacapitale (con Roma salvata dai default con i soldi dei contribuenti)…

Arrestti, perquisizioni, indagati persino l’ex sindaco e il capo dell’anticorruzione…

Destra e sinistra uniti dal malaffare, dalla mafia, dalle tangenti, dalla corruzione….

Uno schifo di paese, in cui io non mi riconosco più.

Quando, dopo Berlinguer, il M5S ha posto la questione morale in questo paese gli italiani hanno girato le spalle.

Oggi come allora.

E siamo ormai in fondo ad ogni classifica…

Peggio di Grecia e Bulgaria…

Una #ItaliaFALLITA come vi dico da tempo, non solo economicamente, ma moralmente e culturalmente.

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L’Italia è prima per corruzione tra i paesi dell’Ue. Lo scrive nero su bianco l’ultima classifica della corruzione percepita, ilCorruption Perception Index 2014 di Transparency International, che riporta le valutazioni degli osservatori internazionali sul livello di corruzione di 175 paesi del mondo. L’indice 2014 colloca il nostro paese al 69esimo posto della classifica generale, come nel 2013, fanalino di coda dei paesi del G7 e ultimo tra i membri dell’Unione Europea. Rispetto al passato l’Italia ferma la sua rovinosa discesa verso il basso della classifica (i valori sono uguali al 2011 e 2013), ma resta maglia nera tra gli Stati occidentali. Anzi peggiora la sua situazione complessiva in Europa, dato che Bulgaria e Grecia la raggiungono al 69esimo posto, migliorando la loro posizione in classifica. Adesso dietro all’Italia, in Ue, non c’è più nessuno.

Nel panorama globale, in una scala da zero (gravemente corrotto) a 100 (assolutamente pulito), il nostro paese con i suoi 43 punti si colloca tra le nazioni al mondo che non raggiungono neppure la sufficienza in trasparenza. Nel CPI 2014 l’Italia è sorpassata dalle migliori performance di Sud Africa e Kuwait (in 67esima posizione) e seguita da Montenegro e dall’isola africana di Sao Tomé (in 76esima posizione). Nel G20 si colloca in una posizione inferiore a tutte le nazioni europee, sorpassata come è prevedibile da Usa e Canada, ma anche da Arabia Saudita e Turchia.

Come ogni anni la classifica mondiale stilata da Transparency è guidata da Danimarca e Nuova Zelanda, mentre al fondo si collocano Nord Corea e Somalia. La media delle 175 nazioni comunque continua a non raggiungere la sufficienza, dimostrando che la corruzione continua ad essere un problema capillarmente diffuso nel mondo: il 69% dei 175 paesi ha punteggi inferiori a 50.

Ma quale significato può avere la pessima performance dell’Italia? Difficile dirlo. Il CPI 2014 è calcolato utilizzando 12 differenti fonti di dati da ben 11 diverse istituzioni internazionali che registrano la percezione della corruzione nel settore pubblico negli ultimi due anni. Ma esistono alcuni dati di fatto: l’arresto della caduta dell’Italia in classifica coincide ai mesi in cui è stata varata la legge Severino sulla corruzione e a quelli più recenti in cui il Governo Renzi ha attribuito nuovi poteri all’Autorità anticorruzione, nominandone come presidente Raffaele Cantone. Fattori che potrebbero aver contribuito a non peggiorare ulteriormente la nostra situazione agli occhi degli organismi internazionali, ma che non sono bastati comunque a migliorarla.Hanno performance mediamente migliori i paesi del G20, trainati in su nella classifica da quelli del G7. Tranne che per l’Italia, che invece contribuisce ad abbassare la media. Buona la situazione complessiva anche dei paesi dell’Unione Europea, il cui punteggio medio è di 64/100, anche grazie a nazioni come la Danimarca, la Finlandia e la Svezia che da sempre hanno i migliori posti in classifica (rispettivamente con 92, 89 e 87 punti). Solo il 18% delle nazioni europee non raggiunge la sufficienza. E tra queste, di nuovo, l’Italia.

Ogni eventuale segno positivo è ancora affossato dal rumore dei recenti scandali dell’Expo e del Mose, con la loro inevitabile eco internazionale. Ma anche, e soprattutto, dal ritardo con cui il nostro Paese sta rispondendo alle sollecitazioni europee in tema diautoriciclaggio, prescrizione, falso in bilancio,sensibilizzazione dell’opinione pubblica e whistleblowing. E più in generale dal senso di diffusa impunità per corrotti e corruttori che ancora circola il paese e su cui ha puntato il dito ilGreco, il gruppo di Stati contro la corruzione, nel suo rapporto 2011.

Se la pagella di Transparency è legata solo alla percezione è pur vero che proprio tale percezione orienta gli investimenti nel nostro paese. È una sorta di termometro dell’opinone che imprenditori ed esperti hanno. E se questa è la situazione, per l’Italia è ancora febbre alta.

fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/

Posted in: #NuovaResistenza